Cronaca 13 Giugno 2017

Bronzi della Meloria, riportarli a Livorno no?

Rinvenuti a Livorno, nelle acque della Meloria i 4 bronzi arricchiscono Firenze.

Su segnalazione del nostro lettore Gennaro (Roberto) Ceruso – Cittadino di Livorno:

Opere ritrovate a Livorno ed esposte nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Livorno sempre più povera, i tesori della nostra zona arricchiscono collezioni e territori di altre province.

Sarebbe bello riuscire a riportarle nella nostra terra combattendo contro la burocrazia statale. Speriamo che questo articolo risvegli chi di dovere nell’amministrazione comunale, affinchè almeno provi a riportare un tesoro da esporre nel territorio dove è stato rinvenuto.

 

I Bronzi della Meloria esposti al Museo Archeologico Nazionale di Firenze

Nel 1722, nei fondali circostanti la Torre della Meloria, furono rinvenute quattro teste bronzee di epoca tardo rinascimentale soprannominati i “Bronzi della Meloria“.

Le 4 teste raffiguravano tre personaggi storici greci, Omero, Sofocle, Eschilo ed un personaggio ignoto.

Busto di Omero (clicca per ingrandire)

Omero (in greco antico: Ὅμηρος, Hómēros) è il nome con il quale è storicamente identificato il noto poeta greco autore dell’Iliade e dell’Odissea, i due massimi poemi epici della letteratura greca. Nell’antichità gli erano state attribuite anche altre opere: il poemetto giocoso Batracomiomachia, i cosiddetti Inni omerici, il poemetto Margite e vari poemi del Ciclo epico.

Ritratto di uomo in età avanzata, con barba e folta massa di capelli a grandi ciocche trattenuti sulla fronte da una sottile tenia. Lo sguardo denota cecità, la resa delle rughe e delle pieghe dell’epidermide ¨ fortemente realistica.”
Trovato nel 1722 nelle acque della Meloria. Antiche collezioni, Galleria n. 454.

Data di creazione: moderno; 1590 d.c – 1609 d.c

Materia e tecnica: bronzo

Estensione: altezza: cm 43

Busto di Sofocle (clicca per ingrandire)

Sofocle figlio di Sofilo del demo di Colono (in greco antico: Σοφοκλῆς, Sophoklês; 496 a.C. – Atene, 406 a.C.) è stato un drammaturgo greco antico.

È considerato, insieme ad Eschilo ed Euripide, uno dei maggiori poeti tragici dell’antica Grecia.

Busto di Eschilo (clicca per ingrandire)

Eschilo, figlio di Euforione del demo di Eleusi (in greco antico: Αἰσχύλος, Aischýlos; Eleusi, 525 a.C. – Gela, 456 a.C.), è stato un drammaturgo greco antico. Viene unanimemente considerato l’iniziatore della tragedia greca nella sua forma matura. È il primo dei poeti tragici dell’antica Grecia di cui ci siano pervenute opere per intero, seguito da Sofocle ed Euripide.

Busto del personaggio ignoto (clicca per ingrandire)

Il busto del personaggio ignoto

I 4 busti rinvenuti presso la Torre della Meloria, inizialmente vennero credute opere antiche risalenti all’antica Grecia e trasportate da qualche nave romana, naufragata o che aveva perso il suo carico.

Gli studi però hanno poi dimostrato che si tratta di opere rinascimentali, forse anche seicentesche, modellate su copie romane di originali greci.

La datazione è stata resa possibile grazie allo studio di materiali coevi, evidenziando come lo scultore avesse preso a modello alcune teste (in parte ai Musei Capitolini copiando fedelmente anche alcuni dettagli frutto di reintegri moderni, in particolare nelle capigliature).

Queste opere rinvenute nelle nostre acque, sono tutt’oggi conservate ed esposte nel Museo archeologico nazionale di Firenze.

Tutte le immagini dell’ articolo sono di Sailko

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