Eventi 19 Giugno 2017

In funzione il “Bookcrossing Zone”: scaffali di libri sugli alberi di Villa Fabbricotti

 

“Bookcrossing Zone”: scaffali di libri sugli alberi di Villa Fabbricotti

Iniziativa curata da Itinera in collaborazione con Rotaract e “Chioschino”

 

Livorno 18 giugno 2017 – Ecco in funzione il nuovo servizio Villa Fabbricotti di BookCrossing della Biblioteca Labronica.

Si tratta di un’iniziativa di distribuzione gratuita di libri identificati con un codice unico, attraverso cui è possibile seguirne online il percorso e il suo incrociarsi tra lettori diversi.

L’idea è quella di lasciare libri nell’ambiente naturale o in uno spazio riconoscibile come Villa Fabbricotti, dove potranno essere trovati e quindi letti e commentati da più persone, in una sorta di catena o di passaggio della staffetta da una mano all’altra.

 

Dopo aver letto il libro si può scegliere di riportarlo nel luogo dove è stato preso, oppure, meglio ancora, lasciarlo in un’altra Bookcrossing Zone e favorire in questo modo la sua circolazione.

I libri sono stati  messiin  alcuni particolari scaffali sugli alberi di Villa Fabbricotti, accanto al “Chioschino”. Avranno una sagoma simile alle casette degli uccellini, (design realizzato da Studio 70m2) e verranno riempiti di libri pronti per essere presi in prestito.

 

Il termine inglese è ripreso dal sito bookcrossing.com, nato nel 2001 per incoraggiare questa pratica di lettura condivisa e per “rendere il mondo intero una biblioteca”. Messi insieme i due termini Book e Crossing indicano anche incrociare o condividere un libro o anche farlo viaggiare e quindi diffonderlo.

Il libro “condiviso” attraverso il Bookcrossing, deve essere possedere un BCID, ovvero un codice identificativo che permette di seguire il volume durante tutti i suoi passaggi di mano. Quindi chi prende un libro deve segnalare sul sito prima la presa in prestito e dopo il suo rilascio. Se poi qualcuno non ha accesso alla rete può lo stesso leggere il libro e poi rimetterlo in circolazione per farlo passare in un’altra mano.

L’intero progetto è stato curato dalla cooperativa Itinera con il contributo del Rotaract (club di giovani del Rotary under 30).

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