125 anni di Fiom, Azzariti: «La Costituzione va attuata. Il sindacato è un presidio della democrazia»
Livorno 17 giugno 2026 125 anni di Fiom, Azzariti: «La Costituzione va attuata. Il sindacato è un presidio della democrazia»
L’idea di una Repubblica fondata sul lavoro, la centralità della dignità della persona e il ruolo del sindacato come custode dei valori costituzionali. Sono stati questi alcuni dei temi affrontati da Gaetano Azzariti, costituzionalista dell’Università La Sapienza di Roma, intervenuto al Teatro 4 Mori in occasione delle celebrazioni per i 125 anni della Fiom-Cgil.
Azzariti ha aperto il proprio intervento con un sentito ringraziamento rivolto alla Fiom, non solo per l’invito ricevuto, ma soprattutto per il percorso compiuto dall’organizzazione sindacale nel corso della sua lunga storia.
«Io sono venuto qui essenzialmente per ringraziarvi – ha affermato – non certamente a titolo personale, ma spero non solo a titolo personale: a titolo della Costituzione, della democrazia, dei diritti».
Secondo il costituzionalista, la Fiom ha contribuito in maniera decisiva ad affermare «non una generica storia del lavoro», ma «una storia delle persone, delle persone costituzionali, delle persone libere».
Richiamando il pensiero di Stefano Rodotà, Azzariti ha ricordato la necessità di costruire «una nuova antropologia, l’antropologia dell’homo dignus, dell’uomo degno», sostenendo che proprio la difesa della dignità della persona rappresenti il contributo più importante offerto dalla Fiom in questi 125 anni di attività.
«Credo che il contributo maggiore di 125 anni della storia della Fiom sia essenzialmente quello di cercare di affermare la dignità della persona», ha spiegato.
Un principio che, secondo Azzariti, assume oggi un valore ancora più forte in un contesto segnato da conflitti e diseguaglianze.
«L’orizzonte non è quello dell’homo dignus. Non voglio dire che è quello dell’uomo indegno, ma certamente è quello dell’orrore: l’orrore della guerra, l’orrore della forza, l’orrore del neoliberismo».
Nel suo intervento il professore ha posto l’accento anche sulla necessità di tornare a prendere sul serio la Costituzione italiana, ricordando il recente referendum costituzionale come un momento di riscoperta dei principi fondanti della Carta.
«È giunto il momento di capire che, anziché stravolgerla, ma forse anche anziché cercare di modificarla con miglioramenti che si riflettono in peggioramenti, è giunto il momento di attuarla. Attuare la Costituzione».
Un messaggio che Azzariti ha definito uno slogan possibile non soltanto per la Fiom, ma per tutti coloro che credono nei valori democratici.
Al centro della sua riflessione è tornato più volte l’articolo 1 della Costituzione: «L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro».
Per il costituzionalista, quella formula non rappresenta una semplice affermazione ideologica, bensì «un modello di civiltà» capace di collegare strettamente lavoro e democrazia.
«Il lavoro esprime un fondamento di democrazia, un’idea di diritto, un’idea di uomo e di donna, o di persona», ha sottolineato.
Azzariti ha quindi richiamato alcuni dei principali articoli della Carta costituzionale, dal principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 ai limiti posti all’iniziativa economica privata dall’articolo 41, fino all’articolo 36, definito da Stefano Rodotà «l’articolo più bello della Costituzione».
Quest’ultimo, ha ricordato il professore, stabilisce che la retribuzione debba garantire «un’esistenza libera e dignitosa» al lavoratore e alla sua famiglia.
Affrontando il tema delle trasformazioni del mondo del lavoro, Azzariti ha evidenziato come la precarietà e le nuove forme occupazionali non debbano tradursi in una riduzione delle tutele.
«L’articolo 35 della Costituzione dice semplicemente che il lavoro deve essere tutelato “in tutte le sue forme e applicazioni”», ha ricordato.
Guardando ai 125 anni di storia della Fiom, il costituzionalista ha sostenuto che il sindacato abbia rappresentato «il veicolo, il motore del progresso», contribuendo a conquiste che hanno riguardato l’intera società e non soltanto il mondo del lavoro.
Nelle battute finali del suo intervento, Azzariti ha messo in guardia dai rischi di una società governata esclusivamente dalla logica degli algoritmi e del mercato, ribadendo la necessità di riscoprire «la materialità dell’umano».
«Oggi è un problema di civiltà – ha affermato – della civiltà del lavoro, della civiltà dell’umano».
Infine, richiamando una celebre riflessione di Piero Calamandrei sulla scuola come organo costituzionale, Azzariti ha esteso questa definizione anche al sindacato.
«Io penso oggi che lo stesso possa dirsi per un’organizzazione tipo la Fiom, che deve essere considerata anch’essa un organo costituzionale».

