Cronaca 14 Luglio 2017

Acqua pubblica e Solvay

M5S: “PD – Rossi, con una mano danno e con l’altra levano. Cambiano il regolamento per permettere il perdurare del caso Steccaia”

14

Firenze 13 luglio 2017. Respinta in Consiglio regionale la proposta del Movimento 5 Stelle sul caso Steccaia e in parallelo la Giunta porta in Commissione modifica del regolamento pro Solvay.

 

“Con senso di responsabilità ieri abbiamo approvato la generica risoluzione del Partito Democratico sulla crisi idrica. Peccato che il duo PD-Rossi si sia confermato irresponsabile bocciando le nostre proposte a riguardo tra le quali quelle dedicate al caso Steccaia: accogliere la richiesta di ASA di aumentare la capacità di emungimento dei due pozzi in zona Steccaia, per passare da 900mila metri cubi/anno all’obiettivo necessario di 1.570.000; adoperarsi per rendere esecutivo il piano di investimenti predisposto da ASA e condiviso coi sindaci del territorio e sollecitare Solvay all’ottemperamento della delibera 40, incluso il finanziamento di 4,6 milioni dovuto ad ASA spa” così Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio e primo firmatario dell’atto.

 

“Ma quanto abbiamo scoperto leggendola delibera di Giunta 673 del 19 giugno 2017 ci ha lasciato ancor più sbigottiti – precisa il Cinque Stelle – mentre prima di questa data la Regione era ancora schierata dalla parte dei cittadini nello storico contenzioso con Solvay per la sottrazione di acque potabili operata dall’azienda, oggetto del suo terzo ricorso al TAR, il duo PD-Rossi riusciva nell’ennesimo miracolo al contrario, trovando l’escamotage per evitarle ogni problema”.

 

“Con la modifica ad un regolamento approvato un anno fa, all’art. 4 la giunta regionale ha previsto che una qualsiasi azienda possa usare l’acqua pubblica, quindi potabile, semplicemente autocertificando che per lei è economicamente svantaggioso prenderla da altre fonti di approvvigionamento, quali ad esempio un depuratore. Tradotto per i non addetti ai lavori: Solvay non dovrebbe più dimostrare “con idonea documentazione economico finanziaria” analizzata “dal settore competente” regionale che per lei usare l’acqua del depuratore Aretusa non è sostenibile, basterebbe che lo autodichiari con una perizia firmata da un professionista” spiega Giannarelli.

 

“Praticamente con una mano la Regione ha dato ai cittadini l’illusione di garantire il loro diritto ad avere per primi l’acqua potabile e con l’altra ci sembra aver trovato il modo di facilitare Solvay nel continuare a poterlo calpestare, usufruendo al posto loro di questa risorsa vitale nonostante la siccità. Vedremo martedì in Commissione se questa nostra interpretazione è o meno corretta. Restano comunque i fatti al netto delle chiacchiere: il PD poteva votare la nostra mozione e non l’ha fatto, poteva tenere il regolamento com’era e invece l’ha cambiato in questa direzione sospetta. Quando si dice governanti con la schiena dritta …”  conclude il Cinque Stelle.

CONDIVIDI SUBITO!

Lascia il tuo commento