Cronaca 19 Agosto 2017

Premio Rotonda, il bilancio della edizione 2017

Intervista a Roberto Russo, presidente dell’associazione Ro-Art

Roberto Russo,Presidente Associazione Ro-Art,è possibile tracciare un bilancio di questa “edizione speciale” del Premio Rotonda-Borgiotti 2017?

«Più che di bilancio parlerei di risultato: il risultato essenziale è stato quello di poter ideare e realizzare l’edizione 2017, dandole una collocazione particolare, quale la Fortezza Vecchia e riuscendo a garantire uno standard di qualità all’altezza della tradizione e dell’attuale panorama artistico nazionale».

Lei si è fortemente impegnato per non interrompere la continuità di una tradizione messa a rischio da vari fattori, quello logistico in primis ma anche quello economico. Ammesso e non concesso che le Istituzioni continuino a darvi una mano, c’è un futuro per il Premio?

«I lavori di ristrutturazione e ripristino dello Chalet e dell’intera Rotonda di Ardenza non hanno consentito la collocazione della rassegna all’interno della sede consueta. Fin dalla fine del 2016 Ro Art si è attivata per concordare con il Comune di Livorno alternative valide e per avere supporto alle soluzioni, che man mano si andavano concretizzando. Possiamo oggi dire con soddisfazione che il nostro intervento “in emergenza” è riuscito a mantenere e forse a potenziare i meccanismi di collaborazione tra organizzatori ed enti pubblici. Basti pensare al positivo coinvolgimento dell’Autorità Portuale di Sistema del Tirreno Settentrionale, che da subito ha accolto la proposta di far svolgere il Premio Rotonda presso la Fortezza Vecchia, monumento che ricade sotto la responsabilità gestionale dell’Autorità medesima».

Il contributo economico pubblico e di altri soggetti è da sempre il punctum dolens della manifestazione. Il più antico premio di pittura (ed arti visive) d’Italia deve aspirare ad avere basi solide e non essere ostaggio di umori improvvisi, localistici o di visioni alternative. E’ necessaria una attenta e profonda revisione di molti fondamenti tecnici, dagli allestimenti alla promozione allo staff impegnato. Non basta più il meritevole dilettantismo di tante edizioni passate, ma è necessario costruire una squadra che sia all’altezza di un contesto impegnativo e competitivo».
 
Questa estate è stata caratterizzata da una grande effervescenza di iniziative culturali. C’è chi parla di eventificio, c’è chi sostiene che questa sia  l’unica chiave per riportare la città all’attenzione degli investitori locali e non in cultura e servizi al turismo.Lei con chi pensa di schierarsi per tutelare la tradizione e l’immagine del Premio?

«La città di Livorno merita un’attenzione e una dimensione più consona alla sua molteplice e multiforme esperienza storica e culturale. Un luogo animato, caratteristico, ordinato, pulito è soprattutto un luogo bello e nella bellezza è logico ed auspicabile starci più volentieri. Gli investimenti e le iniziative più rilevanti a livello economico nascono spesso per un’attenzione occasionale o guidata da particolari condizioni di vita. Il Premio Rotonda, se sostenuto e valorizzato, può naturalmente occupare un ruolo di promozione turistica e culturale del territorio livornese, ma può diventare anche un volano di valorizzazione dell’arte, dato che obiettivo naturale dell’artista è di far conoscere la propria arte e in fasi e momenti diversi dal premio Rotonda quello di vendere le proprie opere».

Quali sono,in conclusione. i principali obiettivi sui quali lavorare sin da subito per rendere ancora piu’ credibile e godibile una manifestazione come il Rotonda nel 2018?

«Esiste un vecchio progetto dell’Amministrazione Comunale di Livorno di registrare il marchio Premio nazionale città di Livorno Rotonda. Credo che bisogna cominciare così, rinnovando il rapporto d’amore tra la città ed un suo preziosissimo bene culturale. Per il prosieguo è necessario produrre una forte azione sinergica tra tutti gli attori interessati a collaborare per valorizzare l’evento, evitando quanto più possibile sterili polemiche e giudizi fuori luogo, che hanno danneggiato soprattutto negli anni più recenti il Premio, ma che non hanno trovato alcuna prospettiva o soluzione alle problematiche che intendevano evidenziare. Importante sarà l’approccio strutturale alla nuova area che si creerà con la riqualificazione dello Chalet e che richiederà competenze e studi specifici. Ro Art sta già facendo questo e cerca partner per raggiungere un obiettivo appartenente a tutta la comunità cittadina».

Intervista a cura di Sergio Nieri
Foto di copertina di Sebastian Korbel