Stop alle attività per TARI non pagata: ecco cosa prevede il regolamento comunale
Livorno 3 gennaio 2026 Stop alle attività per TARI non pagata: ecco cosa prevede il regolamento comunale
Livorno, stop alle attività in caso di TARI non pagata: cosa prevede il nuovo regolamento comunale
Il Comune di Livorno rafforza la lotta all’evasione fiscale e introduce nuove misure che riguardano direttamente le attività economiche della città. Con l’approvazione del Regolamento di contrasto all’evasione fiscale, ai sensi dell’articolo 15-ter del Decreto-Legge n. 34 del 2019, l’amministrazione comunale stabilisce procedure chiare e conseguenze concrete per chi non risulta in regola con il pagamento della TARI, la tassa sui rifiuti.
In questa fase di prima applicazione, il regolamento si concentra esclusivamente sulla TARI e coinvolge i soggetti già titolari di licenze, autorizzazioni, concessioni o segnalazioni certificate di inizio attività (SCIA), compresi i relativi rinnovi.
Avviso e primo termine di regolarizzazione
Nel caso in cui la morosità TARI emerga successivamente al rilascio dell’autorizzazione o all’avvio dell’attività, l’ufficio comunale competente avvia una verifica sulla regolarità tributaria. In presenza di esito negativo, viene notificata all’interessato la comunicazione di avvio del procedimento di sospensione dell’attività.
Da quel momento, il titolare ha 30 giorni di tempo per regolarizzare la propria posizione. Si tratta di una fase preventiva, pensata per consentire il pagamento del dovuto ed evitare conseguenze più gravi.
Sospensione dell’attività
Se allo scadere dei primi 30 giorni la situazione non viene sanata, il Comune emette un provvedimento di sospensione dell’attività per 5 giorni naturali e consecutivi. Contestualmente viene concesso un ulteriore termine di 30 giorni per mettersi in regola.
La sospensione rappresenta un passaggio formale e operativo, che incide direttamente sull’esercizio dell’attività e segnala la necessità di un intervento immediato da parte del titolare.
Rischio revoca o chiusura definitiva
Qualora anche il secondo termine decorra senza che la posizione tributaria venga regolarizzata, l’ufficio competente avvia il procedimento di revoca della licenza o dell’autorizzazione, oppure l’annullamento della SCIA. In questo caso, l’attività resta sospesa fino alla regolarizzazione o, in mancanza, fino alla cessazione definitiva.
Il regolamento chiarisce quindi che il mancato pagamento della TARI può portare non solo a sanzioni economiche, ma anche alla perdita del titolo che consente di operare.
Possibilità di rateizzazione
Per favorire la regolarizzazione, il Comune prevede la possibilità di presentare all’Ufficio Tributi una richiesta di rateizzazione del debito, secondo quanto stabilito dal Regolamento delle Entrate. L’esibizione del pagamento delle prime due rate consente la revoca del provvedimento di sospensione dell’attività.
Resta però un punto fermo: il mancato pagamento anche di una sola rata comporterà la riattivazione della sospensione e l’avvio della procedura di revoca dell’autorizzazione.
Un messaggio chiaro alle attività
Il regolamento approvato invia un messaggio netto: la regolarità nel pagamento della TARI è una condizione essenziale per poter svolgere un’attività economica sul territorio comunale. Allo stesso tempo, il sistema di avvisi e rateizzazioni mira a tutelare chi intende mettersi in regola, evitando interventi immediati e irreversibili.
