Cronaca 9 Gennaio 2026

Salvarono una famiglia ebrea dal nazismo, consegnata l’onorificenza “Giusti fra le Nazioni” alla memoria della famiglia Cipolli

Livorno 9 gennaio 2026 Salvarono una famiglia ebrea dal nazismo, consegnata l’onorificenza “Giusti fra le Nazioni” alla memoria della famiglia Cipolli

Giusti fra le Nazioni: l’ambasciata di Israele in Italia conferisce la più alta onorificenza civile alla famiglia memoria della Cipolli Salvarono una famiglia ebrea dal nazismo, consegnata l'onorificenza “Giusti fra le Nazioni” alla memoria della famiglia CipolliL’Ambasciata di Israele con la Comunità ebraica di Livorno ha organizzato la cerimonia per l’attribuzione della più alta onorificenza civile dello Stato d’Israele. L’evento si è svoltoquesto pomeriggio presso la Sinagoga di Livorno davanti alle autorità e alla cittadinanza.

Come riportano le ricostruzioni storiche, la famiglia Belforte-Guastalla ottenne protezione durante l’occupazione nazista in Toscana. Il periodo di massimo rischio iniziò nel settembre 1943, quando l’occupazione tedesca rese gli ebrei residenti nel Nord e nel Centro Italia bersagli diretti delle leggi razziali, esponendoli alla deportazione sistematica nei campi di sterminio, un destino che avrebbe tragicamente coinvolto circa un quarto della comunità ebraica nazionale. In quegli anni, la famiglia Cipolli, di fede cattolica, risiedeva in affitto in una fattoria di proprietà del dottor Rafaello Franco a Navacchio, in provincia di Pisa. La famiglia Franco, originaria di Ardenza (Livorno), si era già trasferita nella propria casa di Navacchio nel 1941, a breve distanza dalla fattoria. Tuttavia, con l’inasprirsi delle persecuzioni e il crescente timore di delazioni, dovuto alla vasta rete di conoscenze che i Franco vantavano nel livornese, dal 1943 i membri delle famiglie Franco e Belforte-Guastalla decisero di stabilirsi nell’abitazione dei Cipolli. La convivenza forzata portò a un estremo affollamento della struttura, costringendo alcuni componenti dei nuclei Franco e Belforte-Guastalla a trovare rifugio temporaneo presso altre famiglie della zona. Solo con la fine del conflitto e il cessare delle ostilità i nuclei familiari poterono fare rientro a Livorno, conservando da allora un legame costante con la famiglia Cipolli. È accertato che nessun compenso economico fu versato dalla famiglia Belforte-Guastalla per l’aiuto ricevuto, confermando la natura gratuita e solidaristica dell’operazione di protezione.

La storia della famiglia Cipolliè un esempio di coraggio e altruismo che ha illuminato un periodo di grande oscurità. I cittadini italiani riconosciuti con il titolo di “Giusto fra le Nazioni” dallo Yad Vashem di Gerusalemme sono più di 700. Da oggi all’elenco si aggiungono anche i nomi di Umberto Cipolli, Bianca Bianchi, Emilio Cipolli, Amabilia Gioli e Gina Cipolli. Le vicende ricordate oggi riguardano il salvataggio della famiglia Belforte-Guastalla da parte della famiglia Cipolli.

È per questi fatti che lo Yad Vashem ha riconosciuto a Umberto Cipolli, Bianca Bianchi, Emilio Cipolli, Amabilia Gioli e Gina Cipolli il titolo di “Giusto fra le Nazioni”. Mettendo a rischio la propria vita, infatti, la famiglia Cipollisi oppose alle politiche nazifasciste e, senza mai ricevere un compenso, garantì la salvezza della famiglia ebrea Belforte-Guastalla.

A ricevere l’onorificenza in rappresentanza della famiglia è stata Gina Cipolli. I fatti storici sono stati rievocati, nell’emozione collettiva dei presenti, dal Consigliere Politico e Portavoce dell’Ambasciata dello Stato di Israele in Italia Inbal Natan Gabay, il Presidente della Comunità ebraica di Livorno Gianfranco Giachetti,il Rabbino Maggiore della Comunità ebraica di Livorno Umberto Piperno, l’Eurodeputata e coordinatrice dell’evento On. Susanna Ceccardi e l’Assessore al Turismo del Comune di Livorno Rocco Garufo. Alla cerimonia hanno partecipato anche i parenti dei salvati e dei salvatori.

Come ha sottolineato Inbal Nathan Gabay, Consigliere Politico e Portavoce dell’Ambasciata dello Stato di Israele in Italia, nel suo intervento: «Durante le persecuzioni naziste ci furono uomini e donne non ebrei che si sono opposti al muro di indifferenza. Persone che hanno deciso di agire contro una terribile realtà. Lo Stato di Israele ha assunto il supremo dovere morale di preservare anche la memoria delle persone che, in quegli anni, nel mezzo dell’ora più buia, non sono rimaste indifferenti alle ingiustizie, alla sofferenza umana e al dolore».

«In questa occasione speciale e significativa, siamo qui oggi a omaggiare la famiglia Cipolli e a tener vivo l’esempio di tutti coloro che durante il periodo della persecuzione hanno scelto il coraggio, la solidarietà e l’umanità, aiutando gli ebrei in uno dei momenti più bui della nostra storia. Questa cerimonia dà valore e significato a questo momento di memoria e di riconoscenza», ha dichiarato il Presidente della Comunità ebraica di Livorno Gianfranco Giachetti.

«Domandano i Maestri: perché mai nel Mondo sia stato creato un solo Uomo? Per insegnarci che chi salva una vita è come se avesse salvato il mondo intero, se il Signore ti ha dato questa possibilità e tu non la utilizzi è come se avessi distrutto un mondo trasgredendo il divieto di “stare fermi davanti al sangue di tuo fratello “. Il giusto e’iesodolam la base del mondo edIadvaShem mantiene il Ricordo non solo di chi è stato soppresso, ma ancora di più per chi ha messo a repentaglio la vita sua e quella dei vicini per salvare la vita di persone, spesso di sconosciuti. Celebrare quindi oggi con i discendenti dei salvati e dei salvatori significa mantenere un Patto tra le generazioni», ha dichiarato il Rabbino Maggiore della Comunità ebraica di Livorno Umberto Piperno.

«Il primo incontro in Consiglio comunale tra Gina Cipolli e Guido Guastalla avvenne proprio quando ero sindaco di Cascina. Fu un momento di straordinaria intensità rivedere, l’una di fronte all’altro, la ragazzina che aveva accolto in casa, insieme alla sua famiglia, la famiglia di Guido, mettendoli in salvo. Oggi vivo con la stessa emozione il riconoscimento di Giusta tra le Nazioni a Gina Cipolli e alla sua famiglia. Queste persone rappresentano un’Italia che non si piegò all’odio, che non voltò lo sguardo dall’altra parte, che seppe dire no alla barbarie nazista anche quando farlo significava mettere a rischio la propria vita», ha dichiarato l’On. Susanna Ceccardi.

«Come affermava Primo Levi: “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare.” Senza memoria non possiamo costruire alcun futuro. E la memoria dell’abisso di barbarie toccato dai nazisti che ci insegna anche a distinguere, a ragionare, a non cessare mai il dialogo ed il confronto fra tutti coloro che credono nella libertà e nella democrazia, anche nei momenti in cui dialogare sembra impossibile. Questa è un’altra grande lezione che abbiamo appreso dalla Storia, questa volta la Storia di Livorno, una città che non ha mai avuto un ghetto e nella quale la Comunità Ebraica è stata ed è parte fondamentale e costitutiva della sua identità», ha dichiarato l’Assessore Rocco Garufo.

 

Corso sommelier Livorno 13 gennaio 2025
banner-mostra-giovanni-fattori
Inassociazione
Banner Aamps