Cecina 11 Gennaio 2026

Assalto alla Castagneto Banca: disarticolata banda, bottino recuperato. Arresti tra Cecina, Siena e Novara

Cecina (Livorno) 11 gennaio 2026 Assalto alla Castagneto Banca: disarticolata banda, bottino recuperato. Arresti tra Cecina, Siena e Novara

Assalto alla Castagneto Banca: disarticolata banda, bottino recuperato. Arresti tra Cecina, Siena e NovaraNelle prime ore del 10 gennaio 2026, i Carabinieri della Compagnia di Cecina e del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno portato a compimento un’articolata attività investigativa che ha permesso di assicurare alla giustizia i presunti responsabili dell’assalto alla filiale di San Vincenzo (LI) della “Castagneto Banca 1910”.

L’operazione, condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Livorno, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale labronico nelle località di Cecina (Livorno); Monteroni d’Arbia (Siena) e Novara.

Genesi dell’indagine e cooperazione tra Forze di Polizia

L’attività d’indagine ha tratto origine dall’immediato intervento seguito all’assalto armato perpetrato il 29 dicembre 2025. Nelle fasi iniziali e nelle battute d’avvio dell’inchiesta, è risultato determinante il proficuo scambio informativo intercorso tra i militari dell’Arma di Cecina e il personale della Polizia di Stato del Commissariato di Piombino.

La dinamica del delitto: audacia e coercizione

L’azione criminosa è stata condotta da due soggetti con ruoli ben definiti:

  • il primo malvivente ha fatto irruzione nei locali a volto scoperto, incurante dei sistemi di sorveglianza. Brandendo un taglierino, ha esercitato una forte pressione psicologica sul cassiere, intimandogli la consegna immediata delle disponibilità liquide e riuscendo ad asportare circa 333.000 euro, oltre a valuta straniera.

  • contestualmente un secondo complice, con il volto parzialmente travisato, ha assunto il controllo dell’area destinata al pubblico. Con movimenti rapidi; ha proceduto alla sistematica immobilizzazione di dipendenti e clienti utilizzando fascette auto-stringenti in plastica da elettricista, serrando i polsi delle vittime per assicurarne la totale incapacità di movimento.

  • prima della fuga, i rapinatori hanno proceduto alla requisizione dei telefoni cellulari di tutti i presenti per impedire l’immediato inoltro dell’allarme, garantendosi così un significativo vantaggio temporale per dileguarsi.

La manovra investigativa e il recupero totale della refurtiva

L’indagine, condotta con estrema reattività, ha permesso il recupero integrale del bottino attraverso una precisa successione di interventi operativi:

  1. nell’immediatezza dei fatti (29 dicembre 2025) l’analisi dei transiti sospetti ha portato all’individuazione di un primo soggetto trovato in possesso di 13.865 euro in contanti;

  2. l’arresto a Cameri (30 dicembre 2025) uno degli esecutori materiali è stato localizzato in provincia di Novara all’interno di una struttura alberghiera dove alloggiava sotto false generalità. In esecuzione di un fermo di indiziato di delitto, i militari hanno rinvenuto e sequestrato ulteriori 281.610 euro occultati tra i bagagli, oltre al taglierino e alle fascette impiegate per il delitto;

  3. è stato individuato un complice logistico che avrebbe ricevuto 8.300 euro in cambio della fornitura di documenti d’identità per favorire la “latitanza” del rapinatore principale.

Recuperata l’intera somma e riconsegnata alla direzione dell’istituto di credito.

Provvedimenti giudiziari e ulteriori riscontri

Le operazioni hanno portato alla notifica della custodia cautelare in carcere per un indagato presso la struttura di Novara, dove si trovava già ristretto. Un secondo soggetto è stato rintracciato e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. Durante la perquisizione a carico di quest’ultimo, i militari hanno inoltre rinvenuto e sequestrato: circa 98 grammi di hashish; oltre un grammo di cocaina; un bilancino di precisione. Motivo per cui l’uomo risponderà anche del reato di detenzione ai fini di spaccio.

Per quanto concerne la posizione di altri soggetti coinvolti nel procedimento, sono tuttora in corso ulteriori accertamenti e indagini preliminari volti a definire compiutamente le singole responsabilità logistiche e operative.

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