Ambiente 15 Gennaio 2026

Report a Livorno: inquinamento portuale sotto la lente, confronto con Livorno Porto Pulito

Livorno 15 gennaio 2026 Report a Livorno: inquinamento portuale sotto la lente, confronto con Livorno Porto Pulito

Report a Livorno: inquinamento portuale sotto la lente, confronto con Livorno Porto Pulito

Foto Facebook Livorno Porto Pulito

La troupe di Report ha fatto tappa a Livorno nell’ambito di un giro d’Italia dedicato all’inquinamento atmosferico prodotto dalle attività portuali, dopo aver già toccato città come Genova, Ancona e Napoli. Un’inchiesta nazionale che punta a mettere in relazione emissioni, salute pubblica, monitoraggi ambientali e ritardi infrastrutturali, a partire dall’elettrificazione delle banchine.

A Livorno, il confronto si è sviluppato attraverso una giornata intensa di sopralluoghi, interviste e analisi dei dati, con un ruolo centrale svolto dall’associazione Livorno Porto Pulito, da anni impegnata nel monitoraggio civico della qualità dell’aria.

Dalla Fortezza Vecchia alle centraline: il racconto di una giornata di riprese

Il primo momento dell’incontro si è svolto in Fortezza Vecchia, dove soci e socie dell’associazione sono stati intervistati dalla redazione di Report. Al centro del confronto, le priorità ambientali per il porto di Livorno, a partire dal cold ironing, considerato uno strumento fondamentale per ridurre le emissioni delle navi ormeggiate. Nel corso delle riprese sono state filmate anche alcune navi da crociera ferme in porto, con emissioni visibili dai fumaioli.

Su richiesta della troupe, l’associazione ha poi accompagnato i giornalisti a documentare la posizione della centralina ARPAT di viale Carducci, sottolineando come si trovi a oltre due chilometri dalla banchina più vicina, elemento che, secondo Porto Pulito, rappresenta una criticità nella rilevazione puntuale delle emissioni portuali.

L’analisi dei dati: particolato e movimenti navali

Un passaggio chiave si è svolto negli spazi di Wonder, dove i rappresentanti di Livorno Porto Pulito hanno illustrato al computer il database dei rilevamenti effettuati dalle centraline indipendenti PM2,5 e PM10 installate dall’associazione. I dati sono stati analizzati mettendoli in relazione con i movimenti navali avvenuti negli stessi intervalli temporali, evidenziando picchi significativi in concomitanza con l’ingresso o la sosta delle navi.

Le riprese sono poi proseguite direttamente in porto, nell’area dei piloti, dove la troupe ha potuto documentare da distanza ravvicinata una nave da crociera ferma e fumante, la sua successiva uscita e l’ingresso in porto della Moby Fantasy.

“Abbiamo dovuto chiudere le finestre”: la testimonianza di un residente

Particolarmente significativa anche la tappa presso l’abitazione di uno dei soci che ha installato una delle tre centraline di monitoraggio. Durante l’intervista, il residente ha raccontato quanto accaduto pochi minuti prima: l’ingresso in porto della Moby Fantasy, il forte odore percepito e la necessità di chiudere le finestre. Nello stesso momento, la centralina ha registrato un picco molto elevato di particolato, con il relativo grafico filmato dagli operatori di Report.

Le interviste istituzionali e le assenze

Il lavoro della redazione non si limita alle testimonianze dei cittadini attivi. Sono infatti in corso anche le interviste alle autorità delle città portuali coinvolte. A Livorno, sono previsti incontri con il Prefetto, un rappresentante dell’Autorità di Sistema Portuale, un esponente della Capitaneria di Porto e, nella mattinata di venerdì, con il sindaco.

Diversa sembra la posizione di ARPAT, che da quanto riferito da Porto Pulito non si sarebbe resa disponibile per un’intervista diretta, ma avrebbe chiesto di poter interloquire esclusivamente attraverso documenti scritti.

Un’inchiesta che porta Livorno nel dibattito nazionale

La presenza di Report a Livorno inserisce la città in un dibattito nazionale sempre più acceso sul rapporto tra porti, ambiente e salute. Per Livorno Porto Pulito, si tratta di un’occasione importante per dare visibilità a un lavoro di monitoraggio indipendente che da tempo chiede dati più capillari, trasparenza e interventi strutturali, affinché lo sviluppo portuale non continui a gravare sulla qualità della vita dei residenti.

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Minicorso Fisar 11 Febbraio 2026
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