Aggressione a un equipaggio della Misericordia, ferita una giovane volontaria. Serve un percorso comune per tutelare chi soccorre
Chi soccorre non deve avere più paura
Livorno 15 gennaio 2026 Aggressione a un equipaggio della Misericordia, ferita una giovane volontaria. Serve un percorso comune per tutelare chi soccorre
Ancora un episodio di violenza ai danni di chi ogni giorno presta soccorso alla comunità. Nella giornata di ieri, mercoledì 14 gennaio 2026, un equipaggio della Misericordia di Livorno, impegnato in un intervento di emergenza in strada nella zona di via Verdi, è stato vittima di una grave aggressione.
Nel corso dell’episodio è rimasta ferita una volontaria, Giada, che è stata trasportata al Pronto Soccorso per accertamenti. Fortunatamente le sue condizioni non sono risultate gravi: la giovane è stata dimessa con una prognosi di cinque giorni, ma l’accaduto ha riacceso con forza il tema della sicurezza per operatori sanitari e volontari.
Un fenomeno sempre più diffuso
L’aggressione, sottolinea la Misericordia di Livorno, non rappresenta un caso isolato, ma l’ennesima manifestazione di un fenomeno ormai diffuso e preoccupante, che coinvolge sempre più spesso il personale impegnato nei servizi di emergenza-urgenza, a Livorno come nel resto d’Italia.
Di fronte a questa escalation, l’associazione ha già avviato un confronto con le istituzioni territoriali e con le principali testate giornalistiche locali, trovando disponibilità a costruire un percorso condiviso di informazione, formazione e prevenzione.
La valutazione del rischio già nelle chiamate al 118
Tra i punti ritenuti più urgenti dalla Misericordia emerge con forza la necessità di una valutazione più accurata del rischio già in fase di classificazione delle chiamate al 118. Comprendere fin dall’inizio se un intervento possa presentare elementi di criticità — legati al contesto, allo stato emotivo delle persone coinvolte o a precedenti segnalazioni — è fondamentale per tutelare l’incolumità degli equipaggi.
Secondo l’associazione, una lettura più attenta delle informazioni disponibili consentirebbe di prevenire l’invio di volontari in scenari potenzialmente pericolosi senza adeguate tutele, permettendo invece di modulare il tipo di mezzo, la composizione dell’equipaggio e, nei casi più complessi, di predisporre un supporto preventivo delle Forze dell’Ordine.
“La sicurezza degli equipaggi deve essere una priorità assoluta”
Aggressione a un equipaggio della Misericordia, ferita una giovane volontaria
«Non possiamo permettere che chi aiuta venga aggredito». È questo il messaggio forte lanciato dalla Misericordia di Livorno, che chiede un cambio di passo deciso nella tutela dei propri volontari e operatori.
Nel comunicato vengono individuati diversi ambiti sui quali è necessario intervenire, a partire dall’adeguatezza dei mezzi di soccorso inviati e dalla coerenza tra tipologia dell’intervento e composizione dell’equipaggio, fino al rafforzamento di un dialogo interistituzionale stabile tra 118, Questura, Arma dei Carabinieri, Prefettura e mondo del volontariato.
Fondamentale, inoltre, che gli enti preposti alla sicurezza abbiano una piena consapevolezza della complessità operativa dei servizi di emergenza-urgenza, svolti 24 ore su 24 in contesti spesso imprevedibili.
Body cam, formazione e procedure condivise
Aggressione a un equipaggio della Misericordia, ferita una giovane volontaria. Serve un percorso comune per tutelare chi soccorre
Tra le proposte concrete avanzate dalla Misericordia torna con forza l’introduzione di strumenti di tutela come le body cam, considerate un deterrente efficace e una garanzia sia per i volontari sia per i cittadini.
Accanto a questo, l’associazione rilancia la necessità di una formazione congiunta con le Forze dell’Ordine, per permettere agli operatori di conoscere le proprie tutele normative, riconoscere i segnali di rischio e adottare comportamenti più sicuri nelle situazioni critiche.
In alcuni casi specifici, viene inoltre proposta l’attivazione di procedure condivise che consentano un intervento interforze automatico e coordinato, così da garantire la sicurezza degli equipaggi sin dal momento dell’invio.
La richiesta: un tavolo permanente
L’episodio di via Verdi mette ancora una volta in evidenza come il problema delle aggressioni non possa essere affrontato con risposte episodiche. Per questo la Misericordia di Livorno chiede l’apertura di un tavolo permanente con tutte le istituzioni competenti, per lavorare insieme a soluzioni strutturate, operative e durature.
A firmare il comunicato è il direttore generale Gabriele Vannucci, che ribadisce come la sicurezza dei volontari e degli operatori rappresenti una condizione imprescindibile per continuare a garantire un servizio di emergenza efficace e sereno a tutta la cittadinanza.
