Attualità 27 Gennaio 2026

Il Giorno del Ricordo, dal Nazifascismo al baratro in agguato: richiami a USA, terrorismo e Gaza nelle parole di Salvetti

Livorno 27 gennaio 2026 Il Giorno del Ricordo, dal Nazifascismo al baratro in agguato: richiami a USA, terrorismo e Gaza nelle parole di Salvetti

Il Giorno del Ricordo, dal Nazifascismo al baratro in agguato: richiami a USA, terrorismo e Gaza nelle parole di SalvettiNel Giorno della Memoria il sindaco di Livorno ha richiamato con forza la più grande barbarie del Novecento, lo sterminio del popolo ebraico perpetrato dal nazifascismo, una tragedia disumana che ha segnato per sempre la coscienza dell’umanità. Ma il suo intervento non si è fermato al ricordo storico: la memoria, ha sottolineato, non può essere un rito vuoto, bensì uno strumento vivo, necessario per impedire che l’orrore si ripresenti sotto nuove forme e in altri luoghi del mondo.

Il monito è chiaro: quel baratro è sempre in agguato, anche oggi, persino quando a esercitare violenza e disumanità sono Paesi ritenuti baluardi della democrazia, con modalità che evocano pagine buie della storia europea del secolo scorso. Da qui il richiamo all’attualità internazionale e alla necessità di non chiudere gli occhi di fronte alle sofferenze di civili innocenti.

Allo stesso tempo, il sindaco ha fatto riferimenti al terrorismo e ha anche invitato a non confondere la difesa della pace con l’antisemitismo, ribadendo come il movimento nato anche a Livorno per dire no alle barbarie nella Striscia di Gaza rappresenti una presa di posizione umanitaria, a tutela di uomini, donne e bambini, e non un attacco a un popolo o a una fede. Un messaggio che lega passato e presente, memoria e responsabilità, nel segno della vigilanza e del rispetto dei diritti umani.

Di seguito il discorso del sindaco Luca Salvetti

In un mondo martoriato da mille atrocità il richiamo della Giornata della Memoria ci appare più urgente che mai. Attivare la memoria e alimentare il ricordo della più grande barbarie umana che ha colpito 80 anni fa milioni di ebrei e non ad opera del mostro nazifascista serve, è indispensabile per dare sempre nuova linfa alle nostre menti e ai nostri cuori, all’intelletto, all’animo e ai sentimenti.

Serve a ricordare a tutti noi che non possiamo accettare che un popolo venga trucidato e annientato in ragione della propria fede o della propria identità.
Serve ad opporsi al fatto che qualunque potente al mondo possa pensare di poter gettare in un cestino il diritto internazionale e agire fuori dalle sue regole sconquassando gli assetti di paesi e nazioni.

Serve a rendersi conto che quel baratro è sempre in agguato, anche quando quella che è ritenuta la più importante democrazia al mondo opera con disumanità e violenza fino ad uccidere in mezzo alla strada chi fa sentire la propria voce contro apparati paramilitari che ricordano, per modalità e disumanità, quanto avvenne nel cuore dell’Europa il secolo scorso.

Serve affinché per le strade del nostro paese si arrivi a non consentire più che gruppi di persone si presentino e ostentino comportamenti e richiami neofascisti senza alcun tipo di reazione di sdegno e di difesa della costituzione.

Serve a ricordarci che il terrorismo nelle numerose sue angoscianti manifestazioni non può colpire così ferocemente e ledere lo stesso diritto all’esistenza di un popolo.
Serve anche in modo che qualcuno, appunto a corto di memoria, scambi come un sentimento antisemita il movimento che, forte e spontaneo, è nato a Livorno per dire sì alla pace e no alle barbarie contro uomini, donne e bambini nella striscia di Gaza.

Serve per dare forza a tutti noi per impegnarsi in ogni modo per gridare no al fatto che, come accade nei territori curdi o in qualunque altra parte del pianeta, nel nome di un dio, di un’ambizione economica o di una velleità politica si calpesti la dignità e la vita delle persone.

Il Giorno del Ricordo, dal Nazifascismo al baratro in agguato: richiami a USA, terrorismo e Gaza nelle parole di Salvetti

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