Cronaca 3 Febbraio 2026

Pierburg e Magna, USB chiede un cambio di rotta: “Il lavoro non si salva con salari da fame e con la fabbricazione di armi”

Livorno 3 febbraio 2026 Pierburg e Magna, USB chiede un cambio di rotta: “Il lavoro non si salva con salari da fame o con la fabbricazione di armi”

Pierburg e Magna, USB chiede un cambio di rotta: “Il lavoro non si salva con salari da fame e con la fabbricazione di armi”Ieri mattina si è riunita la terza Commissione Consiliare che ha affrontato le delicate questioni legate al futuro del comparto Automotive a Livorno.

Si è parlato di due realtà: La Pierburg, dal futuro ancora molto incerto e la Magna Closures, su cui vi è maggiore speranza dopo la firma di un protocollo di intesa a supporto del consolidamento della presenza della multinazionale nella provincia di Livorno per il rilancio della stessa.

Queste 2 realtà coinvolgono più di 700 lavoratori e lavoratrici e migliaia di famiglie.

Alla seduta di ieri era presente anche la segreteria USB e la delegata della RSU sempre di USB della Magna, oltre ai delegati delle altre sigle sindacali, le segreterie, rappresentanti di Confindustria, della RSU della Pierburg e i vari consiglieri comunali.

 

Le dichiarazioni del sindacato USB:

“Durante il consiglio sono stati messi sul tavolo molti argomenti anche i più assurdi come quello della possibile conversione della Pierburg (Automotive) ad una vera e propria fabbrica delle armi giustificata da alcuni consiglieri e alcuni delegati sindacali. Per fortuna, la Pierburg non sembra orientata a tale follia.

C’ è inoltre chi ha proposto di insistere, giustamente, con il settore automotive, Il problema è che non esiste un piano nazionale di rilancio del settore. Ma anzi, il nostro Governo ha deciso di stanziare miliardi di euro nell’acquisto di armi.

Mentre i sistemi odierni per combattere la concorrenza dei paesi orientali hanno visto solamente come unica soluzione quella del ribasso dei costi della produzione portando i salari dei lavoratori a livelli vergognosi. Una strada che ha portato l’automotive in Italia e quindi anche nel nostro territorio a chiudere in molti casi a delocalizzare, come ad esempio la TRW, la Delphi e ora le grosse crisi di Magna e Pierburg.

Pierburg e Magna, USB chiede un cambio di rotta

Si parla di crisi dell’automotive ma secondo USB la crisi deriva da chi gestisce questo comparto. Da chi, negli anni, non ha fatto altro che far pesare tutto sulle spalle dei lavoratori, con i loro salari mentre prendeva milioni di euro di sostegni pubblici senza dare niente in cambio.

Chi deve trovare soluzioni concrete in tutti questi anni cosa ha fatto? Una crisi non è una cosa che nasce da un giorno all’altro ma un processo che dura da tempo, ma molto probabilmente perché preoccuparsene finché non ci coinvolge direttamente? Perché non analizzare meglio quali siano i settori emergenti e in qualche modo preparare i lavoratori con formazioni specifiche a conversioni più funzionali senza pensare alle armi?

Perché non sviluppare i nostri territori prima che la crisi ci colpisca? Il mondo del lavoro ci obbliga ad essere all’ avanguardia, ma chi dovrebbe gestire queste risorse non sembra mai pronto ai cambiamenti, mentre i lavoratori hanno sempre dimostrato di essere pronti a rimboccarsi le maniche ed ha rimettersi sul mercato con grande forza di volontà.

USB sostiene   che è la professionalità il vero cavallo di battaglia del nostro mondo del lavoro e condanna percorsi che portano i lavoratori a stipendi da fame, in nome della concorrenza, o alla conversione delle nostre aziende in  fabbriche “della morte e delle bombe”!

Servono piani industriali seri ma soprattutto è urgente la costruzione di una mobilitazione nazionale di tutto il comparto industriale e in generale dei settori operai che porti al Governo delle proposte concrete. L’alternativa è affrontare la singola crisi e trovarsi di fronte all’infame ricatto tra una riconversione forzata o la chiusura.

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