Ricerca di spazi per attività sociali, Associazioni scrivono a Raspanti
Livorno 6 febbraio 2026 Ricerca di spazi per attività sociali, Associazioni scrivono a Raspanti
La lettera aperta delle associazioni rivolta all’assessore al sociale Andrea Raspanti del Comune
del Comune di Livorno:
“Buongiorno,
siamo a richiedere il Suo supporto per risolvere una problematica che si
manifesta a Livorno da molto tempo.
Le associazioni e realtà collettive firmatarie di questa richiesta condividono
un impegno costante volto a fornire alla cittadinanza elementi di conoscenza e di
riflessione in merito a vari ambiti di interesse.
Come a Lei sicuramente noto, le tematiche che affrontiamo
continuativamente sono vaste e approfondite, comprendendo aspetti di ordine
sia internazionale (la solidarietà con i popoli in lotta contro i regimi totalitari, in
Palestina e in altre parti del mondo, la deriva bellicista europea ecc.) che
strettamente collegati alla vivibilità della nostra città (consumo di suolo,
inquinamento, utilizzo dei beni comuni, urbanistica, diritti dell’abitare, sanità,
impoverimento economico, sociale e culturale, rischi e fragilità occupazionale
ecc.).
Si tratta di un’azione di sensibilizzazione che riteniamo preziosa per la città
tutta, ma che richiede strumenti ulteriori rispetto a quelli attualmente a nostra
disposizione. A cominciare da spazi fisici adeguati dove ospitare incontri,
assemblee aperte, presentazioni, proiezioni, spettacoli/performance/concerti, e
quant’altro possa servire a garantire una partecipazione reale e alternativa
rispetto al limitato e limitante confronto virtuale tramite gli strumenti digitali.
Ciascuna delle nostre realtà incontra sistematicamente grandi difficoltà a
servirsi degli spazi esistenti in questa città. Troppo spesso siamo costretti a
ricorrere ad ambienti e circoli privati, di regola angusti e in ogni caso da richiedere
di volta in volta, incontrando ostacoli sia in termini di disponibilità che di oneri
economici (come a Lei noto, le risorse delle nostre organizzazioni derivano
unicamente dalla contribuzione dei soci e dei volontari).
Da troppo tempo si è parlato della creazione di un Urban Center, mai
realizzato, né, ci risulta, programmato in tempi ragionevoli. Questa esigenza di
partecipazione fisica emerge continuamente anche da parte dei cittadini e delle
cittadine che riescono a intervenire alle nostre iniziative.
Abbiamo sempre più la necessità di disporre di un ambiente in modalità
stabile e indipendente, in modo da poter dare continuità alle tante iniziative che
abbiamo intenzione di realizzare, anche avuto conto del probabile aggravamento
delle situazioni sociali ed ambientali a livello internazionale e locale.
Il Comune di Livorno (e quindi tutti e tutte noi residenti) è proprietario di una
serie considerevole di asset immobiliari, come da database recentemente messi
a disposizione. In questo contesto si colloca la recentissima richiesta da parte
dell’Amministrazione di ricevere manifestazioni di interesse (da formulare entro
il 16 febbraio) per l’acquisto o la locazione/valorizzazione di beni immobili di sua
proprietà.
Riteniamo che tale iniziativa possa rappresentare un’occasione
importante, a condizione che sia inserita in una visione complessiva di
valorizzazione del patrimonio pubblico orientata prioritariamente alla funzione
sociale e culturale degli immobili e al rafforzamento delle comunità locali.
Riteniamo inoltre che ogni processo di valorizzazione del patrimonio
pubblico non possa essere letto in termini di attrazione di capitali economici o di
produttività commerciale, ma debba fondarsi sul capitale umano e sociale dei
territori. Associazioni, reti informali e cittadinanza attiva rappresentano una
risorsa imprescindibile affinché tali spazi diventino luoghi vivi, inclusivi e capaci
di generare partecipazione, confronto e coesione sociale nel tempo.
In assenza di un reale coinvolgimento delle comunità locali, gli immobili
rischiano di rimanere meri contenitori, privi di quella funzione pubblica che ne
giustifica il mantenimento nella piena disponibilità collettiva.
Alla luce della progressiva riduzione di spazi non commerciali destinati
all’incontro, al confronto e alla vita sociale, e del contesto nazionale e globale
particolarmente complesso e allarmante, crediamo sia necessario incentivare la
partecipazione, l’aggregazione, la costruzione di legami e di spazi di riflessione.
Per queste ragioni ci interroghiamo sull’opportunità di destinare parte del
patrimonio immobiliare pubblico a usi collettivi e sociali: luoghi di incontro e
confronto aperti ai quartieri, case di rione, spazi per attività culturali, sociali e di
cittadinanza attiva.
In questa prospettiva, prima di procedere alla dismissione o all’alienazione
di tali beni, appare fondamentale aprire un confronto sul loro possibile utilizzo
pubblico, orientato a restituirli alla comunità attraverso modalità di accesso
realmente inclusive, anche mediante forme di fruizione gratuita o a canone
sociale.
Per tali ragioni, e considerata la natura collettiva delle realtà firmatarie, Le
chiediamo un incontro per approfondire il tema e valutare insieme possibili
percorsi che consentano di rispondere in modo strutturale e condiviso ai bisogni
sociali e culturali della città.
Siamo certi della Sua sensibilità, sia per la carica che ricopre, sia in
relazione all’art. 2 della Costituzione, secondo il quale “La Repubblica riconosce
e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni
sociali ove si svolge la sua personalità”.
Restando in attesa di un Suo cortese e tempestivo riscontro, ringraziamo
anticipatamente della collaborazione e porgiamo i migliori saluti.
Associazione Culturale Livorno Palestina
Associazione Livorno Porto Pulito
Associazione MO-WAN
Associazione Vedette per l’Ambiente
Associazione Vivi Centro Livorno
Comitato Alluvionati Livorno
Comitato ATTAC Livorno
Comitato Pontino S. Marco
Osservatorio Trasformazioni Urbane
