Cronaca 8 Febbraio 2026

Pierburg-Rheinmetall, USB: “se necessario la Regione proceda all’esproprio” 

Livorno 8 febbraio 2026 Pierburg-Rheinmetall, USB: “se necessario la Regione proceda all’esproprio” 

Pierburg-Rheinmetall, USB: "se necessario la Regione proceda all'esproprio" Pierburg, USB Livorno: “Serve un piano industriale pubblico. La Regione proceda all’esproprio per pubblica utilità se necessario”

Sulla vicenda del centro produttivo Pierburg interviene USB Livorno, che definisce la situazione “sempre più paradossale, ma perfettamente allineata con la svendita e la perdita del settore e del patrimonio industriale nella nostra provincia e nel nostro Paese”.

Dal recente tavolo ministeriale, riferisce il sindacato, è emersa “la proposta di acquisto per lo stabilimento Pierburg da parte di due gruppi d’investimento internazionali, entrambi con sede a Monaco di Baviera, Ecco Group e Aurelius Group, specializzati nel ‘carve out’, cioè l’acquisto di comparti di aziende, con fini solitamente speculativi”.

Secondo quanto riportato, sarebbe previsto “un contratto preliminare di vendita da siglare entro marzo con la chiusura formale della transazione entro il 30 settembre, quando gli ammortizzatori sociali saranno già scaduti da un pezzo”.

USB sottolinea che “le sigle sindacali hanno chiesto clausole sull’occupazionalità”, elemento che – si legge – “ci dice che al momento da parte della Rheinmetall sembra non esserci questo tipo di preoccupazione”. Il sindacato accusa inoltre il gruppo tedesco di stare “svendendo tutto il comparto civile per dirottare la produzione su armamenti e componenti dedicate al comparto bellico”.

Per USB “l’unica via d’uscita può essere un piano industriale serio, non dei privati, ma da parte dello Stato”. Nel comunicato si critica il governo, definito “cosiddetto ‘sovranista’”, e il Ministero del “Made in Italy”, accusati di proseguire “sulla scia dei governi degli ultimi decenni, con svendita dei settori industriali del Paese, nessun piano di investimento serio e credibile sul comparto industriale e capo chino di fronte a multinazionali e fondi speculativi”.

 

Il sindacato punta il dito anche contro la Regione: “Fa la voce grossa ma sembra essere una posizione dovuta più che voluta”. USB ricorda l’approvazione di una legge sui consorzi pubblici “scritta e proposta dagli operai”, ma sostiene che “da parte della giunta regionale non ci sia la volontà politica di tentare nuove vie contro delocalizzazioni e speculazioni sulle industrie del nostro territorio”.

Come esempio viene citato “il caso GKN”, definito “lampante”: il Consorzio Industriale della Piana, formato dal collettivo dei lavoratori e dall’amministrazione locale, sarebbe “fermo da mesi per non ben specificate questioni tecniche che rivelano la chiara mancanza di volontà da parte di PD e associati a intervenire con decisione nella vicenda”.

All’amministrazione comunale USB riconosce di non avere “competenze dirette nell’ambito delle trattative societarie”, ma attribuisce “il dovere politico di difendere il tessuto produttivo cittadino e di rappresentare con forza la comunità livornese nelle sedi opportune, non accettando compromessi al ribasso che già sembrano balenare da affermazioni quantomeno ambigue sulla possibilità di produrre armi pur di accontentare Rheinmetall e gruppi finanziari”.

Infine, il sindacato – che nel testo richiama anche Potere al Popolo – chiede “chiarezza sulle reali intenzioni della Rheinmetall nella cessione dello stabilimento e degli eventuali compratori nella continuità produttiva e occupazionale del polo industriale”.

La proposta conclusiva è netta: “Se necessario crediamo che la Regione, insieme all’amministrazione locale, proceda all’acquisto o all’esproprio del sito, e promuova la creazione di un Consorzio Industriale Pubblico, al fine di garantire una produzione civile, con la garanzia dei livelli occupazionali e una gestione partecipata da parte dei lavoratori e delle lavoratrici”.

Pierburg-Rheinmetall, USB: “se necessario la Regione proceda all’esproprio” 

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