Askatasuna divide il Consiglio: scontro frontale tra maggioranza e FdI e doppia sospensione del consiglio comunale
Livorno 9 febbraio 2026 Askatasuna divide il Consiglio: scontro frontale tra maggioranza e FdI e doppia sospensione del consiglio comunale
Askatasuna, scontro in aula e due sospensioni: caos in Consiglio comunale
Seduta ad alta tensione quella di lunedì 9 febbraio in Consiglio comunale, dove il dibattito sui fatti di Torino legati alla manifestazione di Askatasuna si è trasformato in uno scontro politico durissimo, culminato in due sospensioni dei lavori e nell’uscita dall’aula di gran parte dei consiglieri.
All’ordine del giorno tre mozioni: due presentate dal centrodestra (Lega e Fratelli d’Italia) per chiedere alla giunta di esprimere solidarietà alle forze dell’ordine e condannare fermamente “l’aggressione subita dalla polizia”; una del centrosinistra, che estendeva la solidarietà anche ai manifestanti pacifici coinvolti nei fatti.
Dopo gli interventi introduttivi dei consiglieri Ghiozzi (Lega), Amadio (FdI) e Vivoli (Pd), ha preso la parola il sindaco Luca Salvetti:
«Non ho mai minimizzato gli episodi di violenza e non lo farò ora. Mi trovate un primo cittadino che dice qualcuno ha fatto bene ad aggredire qualcun altro? Io ribadisco la solidarietà a chi è rimasto coinvolto negli atti violenti a Torino e condanno le violenze».
Il sindaco ha poi difeso l’esperienza degli spazi sociali cittadini: «L’Ex Caserma Occupata offre alla città occasioni di socializzazione e di rilevanza. Quegli spazi sono autogestiti con cura e offrono iniziative che avrebbero difficoltà a trovare spazio in altri ambiti cittadini senza contare che chi vi opera ha da sempre ottimi rapporti con tutto il quartiere».
Le parole del primo cittadino hanno innescato la reazione del consigliere Alessandro Perini (FdI). Durante il suo intervento, tra continue interruzioni e richiami all’ordine del presidente del Consiglio Pietro Caruso, si è arrivati alla prima sospensione della seduta.
A margine di quanto accaduto in aula, Perini ha dichiarato:
«Non si offende il sindaco Salvetti se diciamo che questa amministrazione ha un effetto criminogeno sul degrado e sull’insicurezza in città. Come fa un sindaco a difendere l’operato dei centri sociali, fosse quello di Askatasuna o fosse l’ex caserma occupata di Livorno?
Oggi abbiamo sentito tessere le lodi non solo di Askatasuna ma anche dell’ex caserma di Livorno. Abbiamo sentito dire che i poliziotti lavorano nell’oscurità, che picchiano in dieci contro uno i poveri manifestanti. Non una vera e sincera parola di condanna. Allora poi è inutile che si offendano se diciamo che hanno un effetto criminogeno sulla città. Quando ho detto questo oggi il sindaco Salvetti e tutta la sua clacca di consiglieri di maggioranza sono usciti dall’aula per levarmi la parola, per far sì che venisse interrotto il Consiglio Comunale. Perché poi loro alla fine sono un po’ così: non sono nemmeno tanto democratici ma soprattutto non hanno un gran feeling con la legalità».
Alla ripresa dei lavori è intervenuta la consigliera Marcella Amadio (FdI). Anche in questo caso il clima si è rapidamente acceso, con botta e risposta con alcuni cittadini presenti in aula, appartenenti – secondo quanto emerso – ad ambienti dei centri sociali. Dopo aver definito “cornacchie” alcune persone che parlavano durante il suo intervento, si è arrivati alla seconda sospensione.
Amadio ha poi spiegato le ragioni del gesto che ha fatto più discutere, lo strappo in aula del testo della mozione del centrosinistra:
«Oggi in Consiglio Comunale abbiamo discusso tre mozioni sullo stesso argomento, cioè la solidarietà alle forze dell’ordine dopo i gravissimi fatti di Torino. C’era la mozione nostra, quella di Fratelli d’Italia, la mozione della Lega e la mozione dei gruppi di maggioranza di sinistra. La cosa scandalosa è che la sinistra ha presentato questa mozione sì per solidarizzare nei confronti delle forze dell’ordine – e non avrebbero potuto fare diversamente – ma la sinistra è affetta dal “ma anche”, quindi ha trovato modo per solidarizzare anche con coloro che hanno manifestato, sempre secondo la sinistra, in modo pacifico».
La consigliera ha aggiunto:
«Lì di manifestanti pacifici non ce n’era nemmeno uno perché erano tutti con il volto travisato. Era un corteo che solidarizzava nei confronti di coloro che avevano occupato un immobile. E qui siamo fuori dalla legalità».
E ancora, riferendosi all’ex caserma occupata di Livorno:
«Ho detto che il governo ha liberato il centro sociale di Milano e quello di Torino, aspettiamo che faccia la stessa cosa per Livorno. Il sindaco ha dichiarato invece che il centro sociale dell’ex caserma occupata è una cosa molto bella, fatta bene, perché fanno i corsi di recupero, perché il quartiere è contento. A me non risulta, perché arrivano continuamente lamentele. Ma che un sindaco giustifichi un’occupazione abusiva non sta né in cielo né in terra».
Infine, il gesto simbolico:
«Davanti a una mozione che era veramente il trionfo dell’ipocrisia e dopo le parole del sindaco non soltanto ho dato indicazione al mio gruppo di votare no a quella mozione della sinistra, ma ho strappato quella mozione e lo rifarei cento volte perché non si può scrivere e dire quelle cose quando le forze dell’ordine sono state massacrate».
La seduta si è così trasformata in uno dei momenti di maggiore tensione politica degli ultimi mesi, con accuse reciproche tra maggioranza e opposizione e due sospensioni decise dal presidente Caruso per ristabilire l’ordine.
