Cronaca 11 Febbraio 2026

Le prospettive per Livorno passano dalla politica industriale e non solo dallo sviluppo dei servizi

Livorno 11 febbraio 2026 Le prospettive per Livorno passano dalla politica industriale e non solo dallo sviluppo dei servizi

Le prospettive per Livorno passano dalla politica industriale e non solo dallo sviluppo dei servizi“Le previsioni della CGIA di Mestre di crescita del PIL dello 0,69% nel 2026, riguardanti la Provincia di Livorno, ci pongono al 41 posto in Italia e sono grossomodo in linea con il risicato dato nazionale. In una Provincia che è sempre soggetta a due situazioni di crisi complessa, tale previsione rappresenta comunque una “boccata di ossigeno” che favorisce un’analisi sulle politiche da intraprendere per consolidare e migliorare tale 0,69% e su cosa puntare. In particolare, per i risvolti occupazionali, non solo dal punto di vista numerico ma anche qualitativo, per dare speranza ai nostri giovani, evitando la loro emigrazione.

Restringendo l’analisi al territorio di Livorno, le prospettive di sviluppo passano dal concretizzarsi della crescita dei flussi portuali legati all’entrata in funzione della Darsena Europa, da un salto di qualità nel settore turistico ma soprattutto da un’efficace politica industriale.

I numerosi aggiornamenti progettuali che si sono registrati nell’ultimo decennio per la Darsena Europa sono alla base dell’attuale situazione di incertezza sui tempi di realizzazione. È grave che la necessità di una seconda vasca di colmata e dei collegamenti non fossero già previsti nel progetto originale e negli aggiornamenti successivi. Fra l’altro ciò incide negativamente sul reperimento delle coperture finanziarie mancanti per completare l’opera, sia pubbliche che private: sono di esempio i 200 milioni della Regione Toscana che dopo un decennio solo da poco sono iniziati ad essere utilizzati.

Gli incoraggianti dati riguardanti il turismo vanno analizzati da una parte in un contesto di overtourism toscano per isolare la quota residuale dei miglioramenti e dall’altro tenendo ben presente che ci sono notevoli margini di miglioramento. Il fatto che solo l’8% dei croceristi scende dalla nave per visitare Livorno è significativo al riguardo.

È sulle prospettive industriali che sussistono le maggiori preoccupazioni per il futuro del territorio. In un contesto certamente difficile come evidenziato dai dati del recente studio Ires, non sono certo sufficienti gli interventi a difesa delle attuali produzioni ma è necessaria una politica che crei le condizioni di sviluppo. Facile a dirsi ma difficile da realizzarsi: certo non bisogna perdere le opportunità emergenti. La scelta di non sostituire il termovalorizzatore del Picchianti con un nuovo impianto per il trattamento delle plastiche e dell’indifferenziato e allo stesso tempo non assecondare le proposte di impianti all’avanguardia ambientale per nuove lavorazioni di Maire Tecnimont, rappresenta appunto una importante perdita di opportunità. Tutto questo in un contesto al ribasso occupazionale per la nuova bioraffineria Eni e di stagnazione degli spazi ex TRW.

Trasversale e fondamentale per i settori trattati è la questione della non competitività delle infrastrutture ferroviarie e stradali dell’intera costa: è noto che la qualità delle infrastrutture hanno una notevole importanza per gli insediamenti produttivi e civili da una parte e per l’offerta turistica dall’altra. Le infrastrutture non hanno colore politico e non c’è tempo da perdere per definire un efficace coordinamento politico bipartisan”.

Mario Antonio Gambacciani – Infrastrutture Partito Liberal Democratico

Le prospettive per Livorno passano dalla politica industriale e non solo dallo sviluppo dei servizi

Minicorso Fisar 11 Febbraio 2026
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