Politica 11 Febbraio 2026

Aula agitata sul decreto sicurezza: Palumbo interviene tra le contestazioni e Caruso richiama l’aula

Livorno 11 febbraio 2026 Aula agitata sul decreto sicurezza: Palumbo interviene tra le contestazioni e Caruso richiama l’aula

Aula agitata sul decreto sicurezza: Palumbo interviene tra le contestazioni e Caruso richiama l’aulaDecreto sicurezza e centri sociali, Palumbo interviene tra continue interruzioni. Caruso richiama l’aula e scende tra il pubblico

Clima teso in consiglio comunale durante l’intervento del consigliere Alessandro Palumbo sul decreto sicurezza e sui centri sociali. Un intervento più volte interrotto dal brusio e dalle contestazioni provenienti dai banchi e dalla balaustra, che ha costretto il presidente del consiglio comunale Pietro Caruso a richiamare ripetutamente all’ordine consiglieri e cittadini presenti.

Palumbo ha difeso con decisione l’impianto dei decreti sicurezza, sostenendo che siano stati necessari perché, a suo giudizio; “lo Stato fino ad oggi si è sempre girato dall’altra parte” e che in passato “un poliziotto rischiava di essere indagato per ogni minima azione fuori controllo”.

Secondo il consigliere di Fratelli d’Italia, le nuove norme servono “a tutela di tutti noi” e a garantire alle forze dell’ordine condizioni di lavoro più sicure; senza “ansia o stress” legati al timore di conseguenze giudiziarie per ogni intervento.

Fin dalle prime battute, però, l’intervento è stato accompagnato da rumori e interruzioni. Caruso ha richiamato più volte l’aula – “Per favore, basta” – chiedendo silenzio per consentire al consigliere di proseguire. In almeno tre occasioni il presidente è stato costretto a sospendere momentaneamente il flusso del dibattito per ristabilire l’ordine. In un passaggio particolarmente concitato, è sceso dallo scranno per avvicinarsi direttamente alla balaustra e richiamare i cittadini presenti al rispetto dei lavori consiliari.

Nonostante il clima acceso, Palumbo ha mantenuto un tono pacato, riprendendo il filo del discorso ogni volta che gli veniva restituita la parola. “Come stavo dicendo”, ha ripetuto più volte, proseguendo l’intervento senza alzare i toni.

 

Nel merito, il consigliere ha collegato il tema nazionale del decreto sicurezza alla realtà cittadina, citando episodi avvenuti in quartieri come Scopaia e Leccia. Ha sostenuto che senza adeguate tutele “Carabinieri e Polizia ci pensano dieci volte a intervenire”, temendo indagini per ogni azione ritenuta fuori posto.

Palumbo ha poi criticato alcune posizioni espresse in aula, soffermandosi sul tema delle manifestazioni. “Il diritto a manifestare è sacrosanto”, ha affermato, ma ha aggiunto che portare caschi e oggetti contundenti “non deve essere più tollerato”. Ha contestato l’idea di una solidarietà indistinta tra manifestanti pacifici e non pacifici, sostenendo che; chi “sfonda un posto di blocco, sputa alle forze dell’ordine o lancia oggetti” deve assumersi le conseguenze delle proprie azioni.

Nel passaggio finale ha richiamato anche le misure contro le baby gang contenute nel decreto, sottolineando l’arresto in flagranza per il possesso ingiustificato di coltelli e oggetti contundenti e le sanzioni previste per i minori, con multe ai genitori. Anche in questo frangente, l’aula è tornata a rumoreggiare e Caruso ha nuovamente invitato tutti – “destra, sinistra, centro, fuori e dentro” – a consentire il regolare svolgimento del consiglio.

La seduta ha così registrato un confronto politico acceso non solo nei contenuti, ma anche nelle modalità, con la presidenza impegnata a garantire il rispetto delle regole e un intervento che, pur tra continue interruzioni, è arrivato fino in fondo.

Aula agitata sul decreto sicurezza: Palumbo interviene tra le contestazioni e Caruso richiama l’aula

L’intervento di Palumbo (FdI) in consiglio Comunale

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