Politica 24 Febbraio 2026

In Iran la Pace è appesa ad un filo: serve la politica non l’interventismo unilaterale militare

Livorno 24 febbraio 2026 Bonciani (PD): In Iran la Pace è appesa ad un filo: serve la politica non l’interventismo unilaterale militareBonciani (PD): In Iran la Pace è appesa ad un filo: serve la politica non l’interventismo unilaterale militareIn questi giorni sono riprese le proteste del popolo iraniano contro il regime della Repubblica islamica con notizie di scontri nelle Università fra studenti e pasdaran. La repressione degli ayatollah alle proteste del coraggioso popolo iraniano, che sta lottando per un Iran libero in cui prevalgano i diritti umani universali, l’uguaglianza, la piena sovranità democratica, ha prodotto, dallo scorso gennaio, decine di migliaia di morti. La repressione che si è caratterizzata per una violenza senza precedenti ha prodotto uccisioni di massa e brutalità inaudite. Basti pensare che durante le giornate di repressione, le forze di sicurezza sono entrate negli ospedali uccidendo i manifestanti rimasti feriti, staccando i pazienti dai macchinari per la rianimazione e compiendo ritorsioni anche contro il personale sanitario che li aveva curati. Il regime ha tagliato acqua ed elettricità in molte zone e sospeso ogni forma di comunicazione, lasciando tanti parenti che vivono fuori dal Paese senza notizie sui propri cari.L’Iran vive una fase cruciale caratterizzata da un’estrema fragilità interna dovuta, non solo alle proteste antiregime, ma anche alla profonda crisi economica e alla crescente pressione internazionale che pone il Paese al bivio tra un difficile percorso diplomatico e un potenziale conflitto aperto. La situazione iraniana, ci riguarda molto da vicino, non solo per la solidarietà e vicinanza che con forza esprimiamo ai movimenti democratici che manifestano in questo Paese e all’estero per i diritti e per la libertà, ma perché rappresenta uno dei principali fattori di instabilità negli equilibri di pace internazionale, caratterizzata da un conflitto sommerso che coinvolge la Repubblica Islamica, Israele e gli Stati Uniti. Negli scorsi giorni è cominciato a Ginevra un secondo ciclo di negoziati tra l’Iran e gli Stati Uniti, il cui obiettivo è evitare un intervento militare statunitense, più volte minacciato da Donald Trump. Di fronte all’escalation di Trump, la Repubblica islamica rivendica il diritto a difendersi in caso di un attacco americano che il Ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi considera un atto di aggressione e che in questo frangente, rende sempre più concreta l’ipotesi di un’azione militare. Come Partito Democratico sosteniamo con forza le proteste del popolo iraniano e chiediamo al Governo italiano di sostenere un’azione diplomatica e di dialogo con i Paesi vicini per tagliare qualunque forma di sostegno al regime che si macchia di gravissime violazioni dei diritti umani, di cui deve rispondere. Di fronte all’escalation delle azioni belliche e all’irrefrenabile violenza del regime crediamo che la comunità democratica progressista debba porsi in prima linea nel rivendicare la legittimità del diritto internazionale, la difesa dei diritti umani e dei popoli, la denuncia di ogni evidente violazione, il rilancio del multilateralismo e il sostegno alle istituzioni transnazionali come sede di risoluzione delle controversie. Come Partito democratico crediamo fermamente che la soluzione all’attuale situazione iraniana non possa e debba trovare risposta nella guerra di aggressione. Serve la politica, bisogna sedere ai tavoli negoziali e percorrere la via diplomatica, anche con l’obiettivo di porre condizioni che portino alla fine del regime teocratico e soprattutto serve il rispetto del diritto internazionale. Chiediamo al Governo italiano di impegnarsi perché si raggiunga una soluzione diplomatica privilegiando il dialogo rispetto all’opzione militare, al fine anche di garantire un ordine globale basato su regole certe e condivise e non sulla “legge del più forte” a scapito del diritto internazionale.Barbara BoncianiResponsabile relazioni internazionaliPD Unione comunale di Livorno”

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