Politica 7 Marzo 2026

Escalation militare in Medio Oriente, Bonciani PD: “Il governo esprima una posizione chiara contro la guerra in atto”

Livorno 7 marzo 2026  Escalation militare in Medio Oriente, Bonciani PD: “Il governo esprima una posizione chiara contro la guerra in atto”

“È imbarazzante e preoccupante il silenzio assordante della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Governo italiano sulla posizione del nostro Paese nel conflitto in atto in Medio Oriente. La Premier si guarda bene di andare in Parlamento ed assumersi le proprie responsabilità, di fronte ad una crisi che si sta allargando di giorno in giorno, destabilizzando l’intera regione, con conseguenze gravissime, non solo sul piano della sicurezza internazionale, ma anche su quello economico che impattano già la vita dei cittadini, in primis l’aumento del carburante e dei prodotti energetici, con la benzina già sopra i due euro. Lo stretto di Hormuz, ombelico del mondo, punto nevralgico per il commercio di petrolio e gas, da cui in condizioni normali, ogni giorno transitano 20 milioni di barili di greggio e 290 milioni di metri cubi di gas naturale liquefatto (pari al 20% del commercio globale di gas), con 3000 navi al mese in transito è infatti chiuso da giorni. Centinaia di navi gasiere e petroliere sarebbero dovute passare da lì per trasportare energia e carburante nel mondo e ora sono ferme intorno ai porti dell’Oman, dell’Arabia saudita, del Quatar. Il pericolo di incidenti ad alto impatto ambientale è altissimo a causa dell’aggressione unilaterale israelo-americana in Iran, tanto che l’affitto e l’assicurazione delle petroliere sono saliti alle stelle. Le conseguenze di questo blocco saranno durature e pesanti, non solo per la sicurezza internazionale, ma anche per le tasche dei cittadini con rincari del carburante, energia e gas, con pericolosi scenari anche sul piano dell’impatto ambientale. L’aspetto più preoccupante, tuttavia, riguarda l’inerzia del governo italiano di fronte ad un’escalation della crisi che rischia di trascinarci in un conflitto mondiale. Mentre la Presidente del Consiglio preferisce andare alla radio ad attaccare le opposizioni che in Parlamento a riferire in modo chiaro le intenzioni del governo, che ad oggi rimane un mero osservatore di ciò che sta accadendo, senza un indirizzo politico chiaro, il Medio Oriente è in fiamme e la minaccia di un’escalation della crisi è realtà. Di fronte all’attacco unilaterale dell’Iran deciso da Trump e Netanyahu, in violazione del diritto internazionale, ancora nessuna dichiarazione ufficiale è arrivata dal governo. Un silenzio, che molti hanno tradotto in un segno vassallaggio nei confronti di un Presidente degli Stati Uniti, Trump che in 13 mesi ha bombardato 7 paesi, dopo aver dichiarato che non avrebbe iniziato guerre, e che rischia di portare anche il nostro Paese in guerra. Il Partito democratico chiede al governo una presa di posizione, in primo luogo il rispetto della nostra Costituzione che all’art.11 esprime in modo chiaro che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” Chiediamo di rifiutare ogni coinvolgimento diretto o indiretto in operazioni militari contro l’Iran. La risoluzione presentata in Parlamento dal Partito democratico , in modo unitario con M5S e AVS ha chiesto al governo l’impegno a lavorare attivamente e concretamente per una de-escalation del conflitto in corso, per un ritorno alla diplomazia e ai negoziati sul nucleare iraniano che era in corso a Ginevra, per il rilascio di tutti i prigionieri politici in Iran, per sostenere in Europa la posizione del premier spagnolo Pedro Sachez contraria alla guerra e il rispetto del diritto internazionale e per non autorizzare l’utilizzo delle basi Usa in Italia. La volontà è di tenere fuori l’Italia e l’Europa dal conflitto in corso e favorire una soluzione diplomatica in tempi rapidi della crisi. Crediamo che l’Europa debba assumere un ruolo di mediazione e farsi promotrice di un cessate il fuoco immediato. La guerra non è una condizione inevitabile, ma una scelta politica. In questi giorni tornano alla mente le parole di Papa Francesco: “La guerra è un inganno, la guerra è sempre una sconfitta, come così l’idea di una sicurezza internazionale basata sul deterrente della paura. Per garantire una pace duratura occorre tornare a riconoscersi nella comune umanità e a porre al centro della vita dei popoli la fraternità”. La Pace, la tutela del diritto internazionale, la dignità dei popoli devono rimanere una priorità della politica.

Barbara Bonciani

Responsabile Relazioni Internazionali

PD Unione Comunale”

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