Cronaca 12 Marzo 2026

Contro il treno delle armi, Usb in presidio al Calambrone

Livorno 12 marzo 2026 Contro il treno delle armi, Usb in presidio al Calambrone

Contro il treno delle armi, Usb in presidio al CalambroneNella giornata di ieri, una nave del Ministero della Difesa ha scaricato una enorme quantità di materiale bellico, decine di mezzi militari e container contenenti, probabilmente, esplosivo, nel porto di Piombino.  Non bastava il rigassificatore all’interno del porto (infrastruttura che alimenta ancora di più la speculazione sui beni energetici) da qualche mese Piombino è stato trasformato in un vero e proprio HUB del traffico di armi. Questa volta sono stati coinvolti anche i lavoratori della acciaieria JSW e della Piombino Logistics.  Una parte del materiale bellico è stata trasportata all’interno dello stabilimento siderurgico e caricata su rotaia. USB, non appena ricevuta notizia, ha proclamato sciopero immediato per tutti i lavoratori delle società coinvolte.  E’ inaccettabile che si decida di militarizzare una fabbrica per alimentare le politiche di riarmo e di guerra del nostro paese. Così come è inaccettabile che si utilizzi la rete ferroviaria per la sua movimentazione.

Come USB abbiamo deciso di proclamare uno sciopero immediato anche per i lavoratori di Mercitalia (società del gruppo FS) per permettere ai macchinisti di rifiutarsi di movimentare il carico di morte. Siamo in presidio presso la stazione di Livorno Calambrone per protestare la nostra contrarietà all’ennesimo carico di morte che transita nel nostro territorio. Invitiamo tutti e tutte i compagni a fare lo stesso durante il tragitto che questo treno percorrerà da Piombino fino a Palmanova e poi probabilmente il porto di Monfalcone per essere imbarcato vero qualche teatro di guerra.
Bisogna opporsi al riarmo e alla guerra. Non saranno i lavoratori e le lavoratrici a pagare il prezzo.

L’aumento dei prezzi di carburanti, energia e beni di prima necessità sta riportando al centro una questione che riguarda direttamente l’economia reale e la tenuta sociale del Paese. Le tensioni internazionali, l’instabilità dei mercati energetici e l’aumento dei costi delle materie prime stanno alimentando una nuova fase inflattiva che rischia di colpire duramente il sistema produttivo e il potere d’acquisto dei lavoratori.

Per un Paese industriale come l’Italia questo significa una cosa molto concreta: aumento dei costi di produzione, pressione sulle filiere industriali, rincari nella logistica e nei trasporti, nuovi aumenti sui beni essenziali. Tutto questo mentre l’apparato produttivo è già attraversato da crisi industriali, ristrutturazioni e processi di dismissione che stanno colpendo interi settori strategici.

USB Livorno

Ekom Mazzini Olandesi 1 + 1 marzo
Inassociazione
Banner Aamps