Palazzo del Picchetto, Ghiozzi: no agli uffici, si al polo museale. Il Comune lo rivendichi”
Livorno 26 marzo 2026 Palazzo del Picchetto, Ghiozzi: no agli uffici, si al polo museale. Il Comune lo rivendichi”
Ghiozzi (Lega): “Istituzioni e cittadini si mobilitino per fermare uno scempio. Il Comune lo rivendichi subito al Demanio.”
Il Palazzo del Picchetto non può diventare un anonimo ufficio dell’Agenzia delle Entrate e Riscossione. Quello che si profila è uno scempio culturale e civico che non possiamo accettare in silenzio.
Lo afferma Carlo Ghiozzi, Capogruppo della Lega al Consiglio Comunale di Livorno, all’indomani della discussione in Commissione Cultura della mozione — già approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale il 30 ottobre 2025 — con cui il gruppo Lega ha chiesto formalmente che il Comune si attivi per ottenere la cessione del Palazzo del Picchetto dall’Agenzia del Demanio, con l’obiettivo di realizzarvi un Polo Museale cittadino e, al suo interno, la Sezione Permanente dedicata al Museo della Memoria della Tragedia del Moby Prince.
Ora arriva la notizia che il Demanio ha un piano da 20 milioni di euro per trasferire in quel palazzo gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, del Catasto e della Conservatoria dei registri immobiliari. Una scelta che, se confermata, snaturerebbe per sempre la vocazione culturale di uno degli edifici storici più significativi del centro di Livorno.
Il Comune ci aveva già pensato nel 2022 — ma il Consiglio non è mai stato informato dell’esito
Non è la prima volta che si parla di valorizzare il Palazzo del Picchetto. Già nel 2022 l’amministrazione comunale, ci ha fatto sapere l’Assessore alla Cultura durante la commissione soltanto ieri, aveva manifestato interesse all’acquisizione dell’immobile. Ma quello che è accaduto dopo è ancora più grave dell’inerzia: il Demanio aveva risposto negativamente, comunicando la propria indisponibilità a cedere il bene. Ebbene, di questa risposta il Consiglio Comunale non è mai stato informato. Nessuna comunicazione ufficiale, nessun aggiornamento in aula, nessuna relazione alla competente commissione. Un silenzio istituzionale inaccettabile, che ha tenuto l’organo consiliare all’oscuro di un fatto decisivo — e che ha consentito al Demanio di avanzare indisturbato con il proprio piano da 20 milioni per insediarvi gli uffici delle Entrate.
Chiedo quindi chiarezza all’amministrazione: quando ha ricevuto la risposta del Demanio? Per quale ragione il Consiglio Comunale non ne è stato informato? E soprattutto: cosa ha fatto la Giunta negli anni successivi per tutelare gli interessi della città? I cittadini di Livorno meritano risposte, non silenzi.
Una destinazione sbagliata anche sul piano pratico
Palazzo del Picchetto, Ghiozzi: no agli uffici, si al polo museale. Il Comune lo rivendichi”
Trasformare il Palazzo del Picchetto in una sede per centinaia di dipendenti pubblici e per le migliaia di utenti che ogni giorno si recano all’Agenzia delle Entrate non è solo culturalmente sbagliato: è anche logisticamente insostenibile. L’attuale piano dei parcheggi del centro di Livorno non regge a questo carico aggiuntivo. In concreto:
- A pieno regime saranno circa 200 i dipendenti che dovranno raggiungere ogni giorno una struttura nel cuore del centro storico, in un’area già congestionata.
- Gli utenti dell’Agenzia delle Entrate sono attualmente a Porta a Terra (per più di 400.000 accessi annui stimati): il trasferimento genererebbe un flusso quotidiano di persone in cerca di sosta nel centro storico che non trova riscontro nell’offerta di parcheggi esistente.
- La riduzione dei parcheggi in centro, già in corso negli ultimi anni, rende ancora più critico ogni scenario che aggiunga presenze massicce senza prevedere soluzioni strutturali alla sosta.
- Il ricorso crescente alla posta certificata e ai canali digitali avrebbe potuto ridurre gli accessi fisici, ma il trasferimento in centro moltiplica il problema anziché risolverlo.
La nostra richiesta: istituzioni e cittadini si mobilitino
Come recita la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale, il Palazzo del Picchetto può e deve diventare il Polo Museale di Livorno, con al suo interno la Sezione Permanente del Museo della Memoria della Tragedia del Moby Prince — quel 10 aprile 1991 in cui persero la vita 140 persone in quello che resta il più grave disastro marittimo italiano del dopoguerra.
Il Comune ha tutti gli strumenti normativi per agire: il federalismo demaniale culturale prevede la possibilità di richiedere la cessione o la concessione gratuita di beni statali per finalità culturali. Va esercitato il diritto di prelazione culturale. Vanno attivati formalmente tutti i canali istituzionali: Agenzia del Demanio, Ministero della Cultura, Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Chiedo pertanto che il Sindaco e la Giunta:
- Esprimano immediatamente e formalmente la propria opposizione alla destinazione del Palazzo del Picchetto a sede di uffici amministrativi.
- Attivino con urgenza i canali istituzionali per richiedere la cessione o concessione del bene al patrimonio comunale.
- Presentino un piano di fattibilità per la riqualificazione del Palazzo come Polo Museale, raccogliendo tutte le fonti di finanziamento disponibili (fondi strutturali, bandi regionali e statali, PNRR).
- Coinvolgano le associazioni dei familiari delle vittime del Moby Prince nel percorso di progettazione della sezione museale dedicata, in ossequio all’impegno assunto all’unanimità il 30 ottobre 2025.
Ma non basta l’azione politica istituzionale. Chiedo ai cittadini di Livorno, alle associazioni culturali, alle categorie economiche, ai comitati di quartiere: fatevi sentire. Questo palazzo appartiene alla città. Non possiamo consegnarlo alla burocrazia senza combattere.
Il Palazzo del Picchetto merita di diventare un luogo vivo di memoria, cultura e identità civica — non un ufficio dove ritirare cartelle esattoriali. Livorno lo merita.
