Coltello alla gola al semaforo, estorsione e minacce alla famiglia; 40enne arrestato dopo mesi di persecuzioni
Livorno 23 aprile 2026 Coltello alla gola al semaforo, estorsione e minacce alla famiglia; 40enne arrestato dopo mesi di persecuzioni
Minacce di morte, estorsioni e un coltello alla gola: arrestato quarantenne a Livorno
Un’escalation di violenza e intimidazioni che per mesi ha terrorizzato una donna e la sua famiglia si è conclusa con l’arresto di un quarantenne da parte della Polizia di Stato di Livorno. L’uomo è finito in carcere con l’accusa di atti persecutori ed estorsione nei confronti di una connazionale, titolare di un negozio di generi alimentari presso cui aveva lavorato.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dopo la fine del rapporto di lavoro l’uomo avrebbe iniziato a perseguitare la vittima, pretendendo il rinnovo del contratto e somme di denaro. Alle richieste avrebbe accompagnato minacce gravissime: avrebbe dichiarato di volerla uccidere, di presentarsi sotto casa per incendiare l’auto e di fare del male anche al marito, arrivando a inviarle fotografie dell’abitazione e del veicolo per aumentare la pressione psicologica.
Dal dicembre 2025 la situazione sarebbe precipitata: la donna sarebbe stata costretta a consegnare denaro quasi ogni giorno, per un totale di circa 3mila euro, sotto la costante minaccia di ritorsioni contro di lei e i suoi familiari. In un caso, l’uomo si sarebbe presentato perfino in ospedale, dove era ricoverato uno dei figli della vittima, continuando a intimidire.
L’episodio più grave risale ai primi giorni di aprile 2026, quando l’indagato avrebbe raggiunto la donna mentre era ferma al semaforo, introducendosi nell’auto e puntandole un coltellino alla gola per costringerla ad accompagnarlo da un conoscente. Anche dopo l’episodio, le minacce sarebbero proseguite, fino alla fuga dell’uomo in Francia.
Spaventata e temendo per la propria vita e quella dei familiari, la donna ha infine deciso di denunciare tutto alla Questura di Livorno. Le indagini della Squadra Mobile hanno confermato il quadro accusatorio, portando il GIP del Tribunale di Livorno, su richiesta della Procura, a disporre la custodia cautelare in carcere. Determinante, secondo gli inquirenti, la pericolosità dell’uomo, ritenuto incapace di controllare i propri comportamenti violenti.
Rintracciato dagli agenti, il quarantenne è stato condotto alla casa circondariale di Livorno, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
