Politica 14 Maggio 2026

Atti vandalici a realtà del tessuto cittadino, Livorno Civica: “comunità che va protetta, serve la collaborazione di tutti”

Livorno 13 maggio 2026 Atti vandalici a realtà del tessuto cittadino, Livorno Civica: “comunità che va protetta, serve la collaborazione di tutti”

Vernice bianca contro i diritti: deturpato il “Queer Wall”Negli ultimi mesi, tra l’autunno 2025 e la primavera 2026, Livorno ha registrato una serie di atti vandalici che hanno colpito alcune realtà significative del tessuto cittadino. Sono stati danneggiati murales simbolo come il Queer Wall del Parco Odeon – imbrattato più volte – e la scritta storica dedicata a Puccio Sterza, subito ripulita e ridipinta dai cittadini. Hanno subito furti e devastazioni le sedi di associazioni come l’Arci, l’Arcigay, la Cgil e il circolo anziani Mencacci, dove la cassaforte è stata addirittura smurata dalla parete. A questi episodi si aggiungono segnalazioni di degrado e danneggiamenti in alcuni quartieri, come quello della Leccia.

Livorno è una città viva e coesa, come dimostrato dalla pronta reazione civica alla deturpazione del murale di via del Littorale. Tuttavia, il ripetersi degli episodi – alcuni dei quali accomunati da una evidente carica intimidatoria verso luoghi della memoria e dell’impegno civile – rende legittimo un chiarimento sullo stato delle indagini e sulle misure di prevenzione in corso.

Con il massimo rispetto per il lavoro che quotidianamente svolgono Questura e Prefettura, riteniamo utile che venga fatto un punto pubblico, trasparente e misurato, per comprendere meglio il fenomeno e per consentire alla comunità di collaborare in modo informato. Sarebbe importante, ad esempio, capire se si tratti di episodi disgiunti – frutto di singoli vandali o di piccole bande giovanili – oppure se in qualche caso emergano tratti di attività più organizzate. Conoscere i profili emersi aiuterebbe anche a mettere in campo misure di prevenzione più mirate, specialmente nei confronti delle sedi associative più esposte.

La nostra fiducia nelle istituzioni è piena, e vogliamo sentirci protetti da loro, in particolare quando a essere colpite sono le categorie più fragili: un piccolo circolo di anziani, una sede di volontariato che opera con budget risicati, un’associazione che difende diritti civili. Questi soggetti, quando subiscono un furto o una devastazione, fanno una fatica immensa a rialzarsi da soli. Per questo, oltre a chiedere chiarezza, riteniamo che si debba investire anche su un altro versante.

La sicurezza, infatti, non si costruisce solo con le indagini e la vigilanza, pure necessarie. Si costruisce ogni giorno anche con servizi sociali capaci di intercettare il disagio, con politiche giovanili che offrano alternative, con la partecipazione diffusa delle associazioni e dei quartieri. La collaborazione a tutti i livelli – tra istituzioni, terzo settore, volontariato e cittadini – è un contributo decisivo, che non sostituisce ma accompagna e rafforza la necessaria attività di controllo.
In questa direzione, pur senza voler stabilire un legame
diretto e meccanico tra vandalismo e carenza di spazi, riteniamo che creare centri di aggregazione, anche per i giovani, sia comunque importante per costruire una rete sociale di maggior protezione. Luoghi dove incontrarsi, confrontarsi, passare il tempo in modo costruttivo, sentirsi parte di qualcosa: tutto questo aiuta a prevenire l’isolamento, che troppo spesso sta dietro a gesti stupidi o distruttivi. Rafforzare l’educativa di strada, sostenere le realtà di prossimità, aprire spazi di partecipazione per i ragazzi sono investimenti che producono sicurezza nel lungo periodo, riducendo le condizioni di abbandono in cui il vandalismo può trovare terreno fertile.

Concludiamo quindi con un duplice auspicio: che le istituzioni preposte alla sicurezza possano fare luce sugli episodi recenti, restituendo alla città un quadro chiaro e rassicurante; e che si continui a investire in modo strutturato su servizi sociali, politiche giovanili e luoghi di aggregazione. Perché una comunità sicura non è solo quella che sa indagare e reprimere, ma è innanzitutto quella che sa costruire relazioni, offrire opportunità e non lasciare indietro nessuno, a partire dai suoi abitanti più vulnerabili. A questo vogliamo essere chiamati: non fomentare paure e diffidenza, ma a costruire insieme, nel rispetto reciproco tra cittadini e istituzioni, una Livorno più giusta e più protetta per tutti.

Per questo il giorno 14 saremo a cena presso il Centro anziani Mencacci sul Viale Carducci, portando lì la nostra solidarietà, per questo abbiam aiutato a rivivere i murales cancellati, per questo ci battiamo e ci batteremo, per creare luoghi e occasioni di incontro e socializzazione e mettere al centro il benessere dei cittadini di tutte le fasce di età e il loro diritto a sentirsi sicuri e parte di una comunità.

Il Direttivo di Livorno Civica.

Ekom mazzini olandesi 21 aprile 4 maggio
Inassociazione
Banner Aamps