Disabilità, “Niente mare, niente spettacoli, Il tempo della burocrazia non è il nostro”: la frustrazione di Annalisa Coli contro i ritardi
Livorno 30 maggio 2026 Disabilità, “Niente mare, niente spettacoli, Il tempo della burocrazia non è il nostro”: la frustrazione di Annalisa Coli contro i ritardi
Una lettera dura, amara e profondamente personale, che diventa anche una denuncia pubblica contro i ritardi dell’amministrazione sul tema dell’accessibilità. A scriverla è Annalisa Coli, cittadina livornese con disabilità motoria, che affida alle parole tutto il peso di nove mesi di attese, segnalazioni e speranze rimaste senza risposta concreta. Nel mirino finiscono soprattutto la mancata realizzazione di una spiaggia libera realmente accessibile ai disabili e le difficoltà di accesso alla Fortezza Vecchia per assistere agli eventi culturali estivi.
“Nove mesi”, ripete più volte nella sua lettera, diventano il simbolo di un tempo burocratico che, spiega, “non è uguale per tutti”. Un tempo che per lei ha avuto un costo altissimo anche sul piano personale e fisico: “Nei nove mesi in cui la macchina amministrativa ha operato, io ho perso definitivamente l’uso della parola, l’uso di mani e braccia”. Parole che trasformano la segnalazione in un grido civile sul diritto all’accessibilità e alla dignità quotidiana.
La lettera:
Livorno cara, Livorno bella
Ti confesso che ci avevo sperato, non tanto per me (che sapevo già che in parte non ce l’avrei fatta), ma per tutti gli altri residenti o turisti in sedia a rotelle.
Nel mio piccolo da settembre (a stagione conclusa) ho segnalato in modo incessante, costante magari anche stressante che in vista dell’ estate 2026 sarebbe stato importante che la città colmasse due lacune: non avere una spiaggia libera accessibile ai disabili sia in termini di fruizione dell’ arenile che del mare; poter partecipare agli eventi culturali (tantissimi e tutti belli) organizzati nell’ area del bar.
Nove, tanti sono i mesi che sono trascorsi dai primi appelli a mettersi subito a lavoro perché si sa, “è un attimo e siamo a maggio” e scopro oggi (28 maggio) che no, non ce la fai Livorno mia, né a far fare agevolmente il bagno in mare a chi usufruirà (almeno quelle dovrebbero vedere la luce) delle nuove pedane accessibili ai tre ponti. Questione di una manciata di centimetri, la norma parla chiaro e nessuno vuole violare le leggi, niente seatrac (come a Cecina, in spagna, in Grecia…) solo una job o una solemare che però sui sassi non ci vanno (ovviamente parlo per esperienza diretta, chi vuole può tranquillamente provarci). Una manciata di centimetri che però in nove mesi i tecnici hanno misurato solo ora, peccato perché magari a saperlo prima, si poteva trovare una soluzione alternativa (ad esempio una seduta verticale a funzionamento pneumatico posizionata sulla penisola davanti alla spiaggia per la discesa verticale). I disabili motori desiderosi di un bagno in mare su spiaggia libera anche quest’anno migreranno verso le spiagge attrezzate .di Vada, Cecina o chissà dove ancora.
Nove, tanti sono i mesi trascorsi da quando, dopo aver fatto notare l’ indecenza del fatto che la Fortezza vecchia è inaccessibile per metà a causa di una manciata di scalini, mi è stato detto che per la prossima estate ci sarebbe stato un montascale. E invece no. No no, il montascale è inadeguato, non rende il disabile autonomo…meglio un montacarichi! Oltre a sperare che non sarà come quello già presente (dive come ben sanno quelli che come me lo hanno usato, si rimane rinchiusi la metà delle volte e bisogna aspettare l’intervento della guardia) mi domando, ce ne accorgiamo dopo nove mesi? Potevano, le obiezioni tecniche arrivare un po’ prima per provare ad installare il montacarichi in tempo per la programmazione estiva degli eventi?
Nove, tanti sono i mesi trascorsi da quando a settembre 2025 ho pensato che in fondo i grandi cambiamenti si fanno un passo alla volta e che intanto fare un tuffo in mare ed assistere ad uno spettacolo un più sarebbe stato già un successo. È vero, sarebbe stato già un successo che però dovremo aspettare.
Nei nove mesi in cui la macchina amministrativa ha operato, io ho perso definitivamente l’ uso della parola, l’uso di mani e braccia e di alimentari (tradotto niente più aperitivi e a breve niente più bagni in mare): il tempo non è uguale per tutti e una maggior consapevolezza di ciò spero porterà presto o tardi a procedura più snelle.
Concludo rinnovando invece la mia sincera fiducia nelle due Assessore (Giovanni Cepparello e Viola Ferroni) che almeno ci hanno provato.
Annalisa Coli
Cittadina disabile

