Migliaia di giovani radunati per la “Pace”. Donare “Vita!” contro ogni conflitto
Livorno 30 maggio 2026 Migliaia di giovani radunati per la “Pace”. Donare “Vita!” contro ogni conflitto
Grande afflusso di persone alla 23a Giornata cittadina per la Pace
Alla presenza di migliaia di giovani provenienti da più di 40 classi delle scuole della città, si è svolta la celebrazione mattutina della 23a Giornata cittadina per la Pace, organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con la Diocesi di Livorno, il Comune e l’Istoreco.
In Piazza Duomo i partecipanti si sono raccolti per il corteo di prima mattina, accolti dai saluti del Sindaco Luca Salvetti, l’assessora alla cultura Angela Rafanelli, la vice presidente della Regione Mia Diop, la dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana per l’Ambito territoriale livornese Cristina Grieco, i quali hanno voluto ribadire come Livorno sia una città dove “tutto può ripartire” e “vedere così tanti giovani raccolti intorno alla causa della pace dona nuovo vigore alla città intera”.
Subito dopo si ascolta la voce di una bambina di ieri, Sonia Gamba, che non rinuncia oggi a dire, con tenacia, che un’alternativa alle guerre è sempre possibile.
Hanno parlato poi i bambini e i ragazzi della Scuola della pace “la guerra non è mai giusta: distrugge il pensiero, i sogni, il futuro e toglie la libertà. Vogliamo dire a coloro che non si fanno vedere ma che decidono di fare la guerra di calmarsi e di smetterla, di non pensare solo al profitto e al potere e di pensare che le loro decisioni si riversano sulla vita di tutti. Perché voi non scegliete la pace? Con le guerre finiremo per morire tutti”.
Il corteo dei mille giovani, una volta diretto verso gli Scali d’Azeglio, in Largo Fratelli Rosselli ha potuto ascoltare la voce dei testimoni delle guerre di oggi.
Natalia, dall’Ucraina, bambina a Livorno all’epoca delle cure post-Chernobyl, la cui vita normale è stata sconvolta da un lampo d’esplosione la mattina di febbraio 2022 in cui scoppiò la guerra, ha raccontato: “Purtroppo, ci sono cose che comprendiamo solo in seguito: iniziamo ad apprezzare la pace e una vita serena solo quando la perdiamo. Tutti si sentono bene quando hanno un amico vicino, con cui chiacchierare, giocare, fare qualcosa di comune: quando ci sono parenti che ci aiutano a crescere, che creano pace intorno a noi, offrendoci aiuto, calore e affetto, quando le persone intorno a noi sono amichevoli e gentili”.
Soumia e Monica hanno letto la lettera a Papa Leone dei genitori dei 168 bambini uccisi a Minab, in larghissima parte bambine, ringraziando il Papa perché, “nel tumulto della guerra, le parole sono diventate la voce della giustizia”.
Si è ascoltata poi la testimonianza di Alì, 19 anni, che ha potuto lasciare Gaza per trovare a Firenze, all’ospedale Mayer, le cure necessarie per la sua sorellina di 12 anni, gravemente ferita nei bombardamenti di Khan Younis, a Gaza: “Firenze” – dice Alì – “ è il luogo dove poter trovare finalmente pace e accoglienza, dove poter nuovamente pensare in un futuro ed in una nuova speranza per me, mia sorella e la nostra famiglia”.
Scesi davanti alle cantine degli Scali d’Azeglio, luogo di memoria di che cosa sia la guerra, ha ascoltato Suzane, profuga palestinese, che ha raccontato lo strazio di quello che è accaduto ed accade: “So perché Dio mi ha fatta uscire dalla guerra: perché io la racconti a voi e al mondo, e affinché porti il messaggio di mia madre che è ancora nella guerra. Mia madre mi ha detto: ‘Dite al mondo che la guerra è crudele, spaventosa e mortale. Dite al mondo che moriamo mille volte ogni giorno. Dite che il rumore dei missili ci ha fatto perdere l’udito, e che la paura ha divorato i nostri cuori e terrorizzato le nostre anime’.
Prima della deposizione dell’omaggio floreale, segno tangibile della vicinanza dei giovani alle vittime della guerra di ieri e dei conflitti di oggi, Anna Ajello, della Comunità di Sant’Egidio ha ricordato come “ascoltando il grido per la vita dei tanti bambini e delle tante famiglie rifugiate nelle isole greche, accogliendo tale grido con un abbraccio, dando nuova forza a questo desiderio di vita, si comprende come l’unica cosa per cui vale la pena studiare, lavorare, impegnarci è ciò che dà vita, che la cura, che la fa crescere, sviluppare e migliorare”.
Nel pomeriggio, presso la sede di Sant’Egidio, si è svolto l’incontro pubblico su “La Città, la guerra e la pace” con ulteriori testimonianze delle guerre di oggi, tra cui Shadia, siriana, che di fronte ad una platea numerosa ha ricordato la sua storia e come anche a “Lattakia, in Libano, sono stata accolta da molte persone, ma il mio desiderio di futuro in Italia si è concretizzato, potendo concludere qui i miei studi universitari”
Infine, presso la Chiesa di San Giovanni Battista, si è svolto ed un momento ecumenico di preghiera per la pace per ribadire come la speranza di tanti credenti e l’unione di tutte le confessioni cristiane della città, possa impegnare tutti a lavorare, uniti, per il bene comune.
La Comunità di Sant’Egidio ringrazia ancora tutta la cittadinanza intervenuta in questo giorno di memoria della guerra e per la Pace.
Segreteria organizzativa: Comunità di Sant’Egidio, Via Carraia, 2 – 57123 Livorno Tel. 0586.211893 – Fax 0586.069959 – santegidiolivorno@gmail.com – www.santegidio.org
