Cronaca 2 Giugno 2026

2 giugno, ottant’anni dopo: i ricordi di una famiglia livornese tra Monarchia e Repubblica

Livorno 2 giugno 2026 2 giugno, ottant’anni dopo: i ricordi di una famiglia livornese tra Monarchia e Repubblica

2 giugno, ottant’anni dopo: i ricordi di una famiglia livornese tra Monarchia e RepubblicaA ottant’anni dal referendum istituzionale del 2 giugno 1946, un lettore affida alla memoria familiare una riflessione che intreccia storia nazionale e vicende personali. Attraverso i racconti dei nonni, testimoni diretti di quel voto destinato a cambiare il volto dell’Italia, emerge uno spaccato della Livorno del dopoguerra, tra convinzioni politiche, paure del comunismo, fedeltà monarchiche e speranze repubblicane. Un contributo che, al di là delle interpretazioni degli storici, richiama il valore della memoria vissuta e tramandata di generazione in generazione.

“La mia è forse l’ultima generazione che ha ascoltato racconti da parte di chi partecipò e votò  quel referendum.

Premetto che non mi importa ricordare chi per anni ha scritto e detto che avvennero dei brogli dato di fatto fu che avvenne la dichiarazione della nuova Repubblica italiana.

In casa mia e non certo per sentito dire ma da racconti fatti dai miei nonni (i miei genitori erano ancora minorenni ) che votarono quel referendum i voti andarono divisi tre alla monarchia ed uno alla repubblica.

Mio nonno materno famoso e stimato in città ,nel primo dopoguerra era fiduciario delle truppe americane di liberazione tanto che fu nominato dirigente responsabile dei residuati bellici che gli americani donarono alla città ( purtroppo e lo dico per me fu troppo onesto e non si  approfittò della situazione) ed aveva il quartier generale dove adesso è l’Hotel Universal votò convintamente Repubblica come il suo amico de Gasperi aveva indicato. Mio nonno rimase attivamente nella DC  per poi distaccarsene quando nel 1963 la DC aprì al partito socialista iniziando il funesto periodo del  centrosinistra e allora dato che aveva un “caratteraccio” fu mandato a dirigere una vetreria a Pescia ( cooperativa bianca quindi sotto il controllo della DC) dove rimase fino al 1966 anno nel quale andò in pensione. A mio nonno il vescovo affidò 2 valigie che in compagnia di mia mamma allora molto piccola consegnò alle suore di clausura nel 1948 ” qui dentro ci sono vestiti civili, ascoltate la radio se dovesse vincere il Fronte ( comunisti e socialisti) indossateli ed  in maniera furtiva scappate” Mia mamma ricorda sempre che da una piccola porta si aprì uno piccolo sportello con grate ed una voce femminile chiese a mio nonno se la situazione fosse così grave e lui rispose in maniera perentoria ” si è pericolosa e grave se no non sarei qui ” poi fortunatamente gli italiani scelsero di rimanere nel mondo libero.

Mia nonna materna invece votò convintamente monarchia ed io ricordo sempre che in casa sua non mancava mai Gente settimanale dichiaratamente monarchico..Rusconi (editore di Gente) capì che il 50% degli italiani meno 1 era rimasto fedele alla monarchia quindi scrivendo e raccontando di Re e Regine ebbe un notevole successo non dimenticando mai di pubblicare anche la ” povera vita ” che il Re Umberto II  lontano dalla patria era costretto a fare ( frase che mia nonna era solita ripetere)

I miei nonni Giubbilei invece votarono convintamente monarchia perchè era considerata come un baluardo anticomunista per eccellenza,

Gli storici possono raccontare quel che desiderano, ma la cronaca e,la realtà sono  sempre le migliori strade per capire quel che accadde quel giorno

Adesso giustamente il 2 Giugno festeggiamo gli 80 anni della repubblica tuttavia non mi dispiacerebbe se festeggiassimo il 17 marzo giorno nel quale nel 1861 grazie a Cavour ( ma anche ai Savoia ) fu dichiarato la nascita della nostra nazione”

Gionata Giubbilei

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