Cronaca 7 Giugno 2026

Caso Denny Magina, nuova manifestazione in città dopo la sentenza: familiari e amici tornano in piazza

Livorno 7 giugno 2026 Caso Denny Magina, nuova manifestazione in città dopo la sentenza: familiari e amici tornano in piazza

A quasi quattro anni dalla morte di Denny Magina, familiari, amici e cittadini torneranno a manifestare per chiedere verità e giustizia. L’appuntamento è fissato per mercoledì 10 giugno, quando un corteo attraverserà le strade della città pochi giorni dopo la sentenza di primo grado pronunciata dalla Corte d’Assise di Livorno.

La mobilitazione arriva infatti all’indomani del verdetto che ha assolto Hamed Hamza e Amine Ben Nossra dall’accusa di omicidio preterintenzionale con la formula “perché il fatto non sussiste”. Una decisione che, secondo quanto previsto dalla normativa, è stata assunta sulla base delle valutazioni della Corte in merito agli elementi probatori emersi nel corso del processo.

La vicenda risale alla notte tra il 21 e il 22 agosto 2022, quando Denny Magina perse la vita in seguito a una caduta dal quarto piano di un’abitazione situata in via Giordano Bruno. Da allora la famiglia del giovane non ha mai smesso di chiedere chiarezza sulle circostanze che portarono alla tragedia, promuovendo iniziative pubbliche e momenti di sensibilizzazione che negli anni hanno coinvolto numerosi cittadini.

Proprio nei giorni immediatamente successivi alla morte del giovane, amici e parenti erano già scesi in piazza per mantenere alta l’attenzione sulla vicenda. Ora, dopo la sentenza di primo grado, hanno deciso di organizzare una nuova manifestazione.

Il ritrovo è previsto alle 17.30 alla Guglia, punto di partenza del corteo che si snoderà nel centro cittadino. In testa alla manifestazione ci saranno la madre Erika, il padre Sky, la sorella Asya, il nonno Mauro e tutte le persone che in questi anni hanno sostenuto la famiglia nel percorso di ricerca della verità.

Lo slogan scelto per l’iniziativa sarà “Non in mio nome”, un messaggio con il quale i promotori intendono esprimere il proprio dissenso rispetto all’esito del processo di primo grado e ribadire la volontà di continuare a chiedere ulteriori chiarimenti sulla vicenda.

L’iniziativa si preannuncia come un nuovo momento di partecipazione pubblica attorno a una storia che, a distanza di quasi quattro anni, continua a suscitare emozione e interrogativi in una parte della cittadinanza.

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