Attualità 17 Giugno 2026

125 anni della Fiom, l’ambasciatrice palestinese Mona Abuamara: «Non smettete di alzare la voce per il mio popolo»

"La targa per i bambini uccisi a Gaza, ricorda a Israele che non siamo soli"

Livorno 17 giugno 2026 125 anni della Fiom, l’ambasciatrice palestinese Mona Abuamara: «Non smettete di alzare la voce per il mio popolo»

125 anni della Fiom, l'ambasciatrice palestinese Mona Abuamara «Non smettete di alzare la voce per il mio popolo»Un appello alla solidarietà internazionale e alla difesa dei diritti umani. È quello lanciato da Mona Abuamara, ambasciatrice della Palestina in Italia, intervenuta a Livorno nel corso delle celebrazioni per i 125 anni della Fiom-Cgil al Teatro 4 Mori.

Nel suo intervento, Abuamara ha innanzitutto ringraziato il sindacato dei metalmeccanici della Cgil per il sostegno espresso nei confronti della causa palestinese. «Voglio ringraziare la Fiom-Cgil ed esprimere la mia gratitudine ai sindacati, ai lavoratori, per la loro incrollabile solidarietà e per il loro sostegno al popolo palestinese», ha affermato. «In tempi difficili, tempi orribili, quando molte istituzioni hanno scelto il silenzio, la Fiom e i suoi lavoratori, i suoi partner, hanno scelto di schierarsi dalla parte giusta della storia».

Secondo l’ambasciatrice, il sostegno manifestato dal sindacato dimostra come la tutela del lavoro e la difesa dei diritti umani siano strettamente connesse. «La Fiom ha dimostrato che la solidarietà non è solo una parola. Ha dimostrato che lottare per i diritti dei lavoratori significa lottare per i diritti umani, significa lottare per la dignità, ovunque si verifichi l’ingiustizia».

Nel corso del suo intervento, Abuamara ha contestato l’idea secondo cui la questione palestinese sarebbe troppo complessa per essere affrontata con chiarezza dalla comunità internazionale. «Il mondo cerca di farci credere che la causa palestinese sia complicata, che porre fine al genocidio sia complicato, che porre fine alla pulizia etnica e all’occupazione sia complicato. Ma non c’è niente di complesso riguardo a nessuna di queste cose». E ha aggiunto: «Non c’è niente di complesso nel non uccidere i bambini. Non c’è niente di complesso nell’opporsi alla fame di un’intera nazione. E non c’è niente di complesso nell’insistere sull’applicazione del diritto internazionale».

L’ambasciatrice ha poi individuato nella mancanza di volontà politica uno degli ostacoli principali alla risoluzione del conflitto. «Il problema non è la complessità. Il problema è la volontà politica. Il problema è che le vittime sono palestinesi e il carnefice è Israele», ha dichiarato, sostenendo l’esistenza di un diverso approccio internazionale rispetto ad altre crisi.

Riferendosi alla situazione nei Territori palestinesi, Abuamara ha parlato di «genocidio» nella Striscia di Gaza e di «pulizia etnica» in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. «Da oltre due anni e mezzo, Gaza è vittima di un genocidio, la cui vita viene trasmessa in diretta televisiva. Famiglie annientate, scuole demolite, ospedali attaccati, luoghi di culto ridotti in macerie, non di nascosto, ma sotto gli occhi di tutto il mondo». E ancora: «In Cisgiordania, Gerusalemme Est compresa, ogni giorno ci troviamo di fronte a pulizia etnica e confische di terre».

Nel suo intervento, l’ambasciatrice ha inoltre respinto la narrazione secondo cui quanto sta avvenendo sarebbe il risultato di iniziative isolate. «Volevano far credere che si tratti di una guerra tra due fazioni uguali, di una lotta tra due narrazioni, di un antico problema religioso. Ma in realtà si tratta di una dominazione coloniale di insediamento. È un progetto: pulire etnicamente la popolazione indigena dalla propria terra».

Un passaggio particolarmente sentito è stato dedicato alla recente decisione del Consiglio comunale di Livorno di approvare una targa in memoria dei bambini di Gaza. «Quando ho saputo della targa che il Consiglio comunale ha approvato a Livorno in memoria dei bambini di Gaza, questo ci ricorda, ricorda ai bambini palestinesi e ricorda a Israele che non siamo soli. Voi ci ricordate che non siamo soli».

In conclusione, Abuamara ha rivolto una richiesta diretta ai presenti, richiamando il ruolo che i movimenti popolari hanno avuto nella storia nel contrastare le ingiustizie. «La storia ci ha insegnato che le persone sono la forza del cambiamento», ha affermato, citando il movimento abolizionista, quello anti-apartheid e quello antifascista. Quindi l’appello finale: «Per favore, non smettete di alzare la voce per il mio popolo. Continuate a farlo finché il genocidio non sarà finito, finché la pulizia etnica non sarà finita, finché l’occupazione non sarà finita e finché la Palestina non sarà libera»

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