Caccia, il Partito Animalista attacca il Ddl 1552: «Un pericolo per la fauna e la biodiversità»
Livorno 17 giugno 2026 Caccia, il Partito Animalista attacca il Ddl 1552: «Un pericolo per la fauna e la biodiversità»
Una netta presa di posizione contro il Disegno di Legge 1552 in discussione al Senato e contro il calendario venatorio toscano approvato dalla Regione. A intervenire è il Partito Animalista Italiano di Livorno, che definisce le nuove norme «una minaccia per la fauna selvatica» e chiede un intervento del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
Secondo il movimento animalista, il provvedimento rappresenterebbe un passo indietro rispetto alle tutele ambientali costruite negli ultimi decenni e rischierebbe di compromettere ulteriormente un patrimonio naturale già messo sotto pressione dai cambiamenti climatici e dalla crescente antropizzazione del territorio.
Nel mirino del Partito Animalista finisce anche il calendario venatorio della Toscana, approvato con la delibera regionale numero 679 dell’8 giugno 2026, giudicato «inaccettabile» perché ritenuto non compatibile con le esigenze di tutela della biodiversità.
«Un ministero nato per proteggere l’ecosistema – afferma il Partito Animalista Italiano di Livorno – non può sostenere un testo che rappresenta un attacco frontale alla fauna selvatica». Da qui l’appello rivolto direttamente al ministro Pichetto Fratin affinché assuma una posizione chiara a difesa degli animali e degli equilibri ambientali.
Nel comunicato viene inoltre contestata quella che viene definita una crescente influenza della lobby venatoria sulle scelte legislative. Secondo gli animalisti, il Ddl 1552 ignorerebbe i richiami provenienti dalla Commissione Europea e i pareri tecnici dell’ISPRA, aprendo la strada a una maggiore deregolamentazione dell’attività venatoria.
Particolarmente criticate sono alcune delle misure contenute nella proposta di riforma, tra cui l’ampliamento dei periodi di caccia, le modifiche riguardanti la tutela di alcune specie e l’eventuale utilizzo di strumenti tecnologici avanzati come i visori notturni. Scelte che, secondo il PAI, non rappresentano una gestione sostenibile della fauna ma rischiano di aggravare ulteriormente la pressione sugli ecosistemi.
«La fauna selvatica è un bene di tutti i cittadini ed è tutelata dalla Costituzione – sottolinea il partito – non può essere considerata una risorsa da sfruttare per il divertimento di pochi».
Il Partito Animalista Italiano di Livorno annuncia infine che continuerà a contrastare il provvedimento «con ogni mezzo legale e politico», ribadendo la necessità di politiche orientate alla conservazione della biodiversità e alla tutela degli animali selvatici.

