Ambiente 24 Giugno 2026

Rinnovabili: AVS Livorno e Livorno Civica sostengono l’appello dei sindaci della Val di Cornia

Livorno 24 giugno 2026

Rinnovabili: AVS Livorno e Livorno Civica – che aderisce al
coordinamento di Costa Civica – sostengono l’appello dei sindaci della
Val di Cornia. Servono regole chiare anche per i porti. La transizione
non può attendere, ma va governata senza improvvisazioni.

La transizione energetica è necessaria e improrogabile, lungo la costa
e nei nostri porti va affrontata senza indugi. A ricordarlo con forza
sono oggi anche le sindache della Val di Cornia – Jessica Pasquini,
Alberta Ticciati e Sandra Scarpellini – che hanno denunciato l’assenza
di una pianificazione coordinata e di una legge regionale sulle
rinnovabili, purtroppo ferma dallo scorso mandato.

Le richieste dei territori sono chiare: eolico di grandi dimensioni
solo in aree industriali e portuali, fotovoltaico localizzato in base
alle esigenze delle comunità. Bisogna accelerare sulla
decarbonizzazione, ma con un percorso ragionato che valuti tutti gli
elementi in gioco.

AVS Livorno e Livorno Civica – parte del coordinamento di Costa Civica
– ritengono indispensabile un ruolo attivo della Regione, in sinergia
con i territori. Ci uniamo all’appello: serve una legge regionale che
dia certezze, che non lasci i Comuni soli davanti a richieste di
autorizzazione senza un quadro programmatico.

In Val di Cornia, in questi giorni, si moltiplicano le domande per
nuovi impianti solari. Il progetto Bess (sistemi di accumulo) e
l’elettrodotto sottomarino dalla Tunisia sollevano grandi
interrogativi sulla trasformazione del territorio. I sindaci hanno
fatto bene a porre il problema: non si può procedere a singoli
progetti senza una visione d’insieme.

Anci e Upi Toscana hanno approvato un documento congiunto che chiede
di rivedere i criteri per le aree idonee, privilegiando zone già
urbanizzate, degradate, Sin, aree produttive (attive o dismesse),
aeroporti, porti e interporti, per tutelare campi agricoli, paesaggio
e ambiente.

Ma c’è un ostacolo: il Consiglio di Stato, con ordinanza del 14
novembre 2024, ha sospeso in via cautelare un passaggio del decreto
“Aree Idonee”, limitando il potere di Regioni e Comuni nel dichiarare
inidonee aree che per lo Stato sono considerate idonee.

Tutelare le rinnovabili non significa rinunciare al territorio. La
sfida è installare impianti senza consumare suolo agricolo produttivo
e senza compromettere il paesaggio. Le norme già indicano la strada:
il d.lgs. 199/2021 e il DM del 21 giugno 2024 individuano come aree
idonee prioritarie i siti industriali, le aree degradate, i siti di
bonifica, le cave e le zone vicine a infrastrutture.

Per il porto di Livorno, da due anni chiediamo di studiare la
fattibilità della proposta di Legambiente di installare 10-20
generatori eolici in ambito portuale, per rendere il porto
autosufficiente e più competitivo. Oggi la transizione portuale è
bloccata in un’incertezza che non dipende dall’attuale presidenza
dell’Autorità Portuale, ma da un vuoto di pianificazione che dura da
troppo tempo. Un investimento privato potrebbe sbloccare il sistema di
alimentazione delle nuove linee di elettrificazione in fase di
completamento in porto, ma serve chiarezza nella programmazione. Le
norme regionali e le linee di indirizzo esistono, ma manca una visione
integrata che dia certezze a investitori e territorio.

La Regione Toscana può e deve fare la sua parte: approvare rapidamente
la legge sulle aree idonee, recependo le richieste di Anci e Upi;
individuare zone di accelerazione per procedure più snelle;
contribuire a definire il piano energetico per i porti Toscani,
superando l’incertezza che oggi frena Livorno e Piombino.

Le rinnovabili sono una risorsa preziosa, ma la loro installazione non
può trasformarsi in una corsa all’oro con regole non chiare. Serve una
regia chiara, che indirizzi gli impianti dove il territorio è già
compromesso. La Toscana e i suoi porti non possono perdere
competitività e posti di lavoro per mancanza di programmazione. La
decarbonizzazione sia presto e sia fatta bene, nel rispetto della
nostra più grande ricchezza: il territorio.

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