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Armi, risse, e rapine nel centro di Livorno: arresti e perquisizioni di Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri

Livorno 2 luglio 2026 Armi, risse, e rapine nel centro di Livorno: arresti e perquisizioni di Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri

polizia 113 auto piazza della repubblicaAll’alba di ieri 1° luglio 2026, un dispositivo congiunto di Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri ha dato esecuzione ad un’ordinanza con cui il GIP presso il Tribunale di Livorno, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha disposto la custodia cautelare in carcere di due trentenni, gravemente indiziati di essere responsabili di una tentata di rapina dello scorso mese di giugno nonché ulteriori episodi di rissa ed altre condotte violente. Il citato dispositivo ha dato altresì esecuzione ad un decreto di perquisizione personale e domiciliare, emesso dalla citata Procura, a carico di 11 soggetti, di età compresa fra 25 e 38 anni, indagati a vario titolo per rapine, consumate e tentate, risse, lesioni personali aggravate e porto di armi e strumenti atti ad offendere, provvedimento finalizzato alla ricerca ed al sequestro di ulteriori elementi probatori.

Dalle prime ore di oggi, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Livorno ed i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dell’Arma, coadiuvati da personale dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di Piombino, Cecina e Rosignano, della D.I.G.O.S. e delle volanti del locale U.P.G.S.P., nonché da militari della Compagnia di Livorno, hanno svolto l’attività in tutta la città di Livorno.

Sei gli episodi contestati sulla scorta delle indagini condotte dalla Squadra Mobile e dal Nucleo Investigativo Carabinieri mediante, prevalentemente, escussioni testimoniali ed individuazioni fotografiche ed avviate a seguito di interventi dei reparti dediti al controllo del territorio: episodi non estemporanei, bensì collegati tra loro da acredini sorte fra gruppi contrapposti della criminalità locale.

In particolare:

  • il 13 giugno u.s. uno degli indagati si sarebbe impossessato del telefono cellulare di un connazionale, dopo avergli puntato un coltello alla gola;

  • il successivo 15 giugno, due indagati sono accusati di aver fatto irruzione all’interno di un ristorante del centro storico, sfondandone la vetrina con un machete in presenza di titolari dell’attività ed altri avventori. Nella circostanza, anche con l’utilizzo di una bomboletta di spray urticante al peperoncino, i due avrebbero tentato di impossessarsi del registratore di cassa e del suo contenuto, incontrando tuttavia la resistenza dei due proprietari dell’attività, rimasti feriti a causa dei colpi di machete e delle schegge di vetro dell’ingresso mandato in frantumi;

  • il giorno seguente tre uomini, a bordo di tre diversi motocicli, avrebbero minacciato un loro connazionale puntandogli contro una pistola e lo avrebbero inseguito per le vie del centro;

  • il 17 giugno cinque indagati, servendosi di un’auto, avrebbero speronato il motociclo della vittima, facendola rovinare a terra. Non contenti, armati di coltelli, di una mazza e di un machete, l’avrebbero accerchiata e minacciata di morte, costringendola a trovare riparo all’interno di un negozio del centro;

  • lo stesso giorno, in piazza Caprini, quattro indagati, a bordo di due autovetture ed uno motociclo, hanno accerchiato un soggetto; nel corso dell’azione criminale, uno di loro gli avrebbe puntato una pistola sulla nuca, inducendolo alla fuga;

  • infine, dalle indagini congiunte è emerso che almeno sei degli indagati, unitamente ad altri soggetti in fase di identificazione, avrebbero partecipato alla rissa di piazza della Vittoria a Livorno, con lancio di oggetti ed accensione di fumogeni.

Nel corso delle perquisizioni, eseguite da polizia e carabinieri, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro passamontagna, numerosi coltelli a serramanico, tre bombolette di spray urticante al peperoncino da mezzo litro, un machete, una mannaia, una katana e oltre 5000 euro di soldi contanti la cui provenienza non veniva giustificata dagli indagati. Nel corso delle operazioni, inoltre, è stato tratto in arresto un dodicesimo soggetto, di 36 anni, trovato in possesso di 160 grammi di sostanza stupefacente di tipo hashish, detenuta, si presume, ai fini di spaccio.

L’attività, svolta congiuntamente da Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri sotto la direzione della Procura della Repubblica di Livorno, costituisce una risposta all’allarme sociale destato dagli eventi sopra descritti, molti dei quali avvenuti in pieno giorno e sulla pubblica via. Sono in corso ulteriori accertamenti sulle cause di tali episodi, che hanno visto contrapposti due gruppi di pregiudicati.

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