Piccioni usati come richiami vivi, il Partito Animalista chiede l’abolizione della pratica
Cronaca6 Luglio 2026
Piccioni usati come richiami vivi, il Partito Animalista chiede l’abolizione della pratica
Livorno 6 giugno 2026 Piccioni usati come richiami vivi, il Partito Animalista chiede l’abolizione della pratica
Prosegue il dibattito sulla vicenda dei piccioni utilizzati come richiami vivi in un’area di via Fabio Filzi, alla periferia nord di Livorno. Dopo le segnalazioni circolate nei giorni scorsi, interviene ora il Partito Animalista Italiano – Sezione Toscana, che attraverso un comunicato stampa esprime una dura presa di posizione chiedendo una modifica della normativa regionale e maggiori controlli sul territorio.
Secondo il movimento animalista, pur essendo la detenzione e l’addestramento dei richiami vivi consentiti dalla normativa vigente, le modalità con cui gli animali verrebbero talvolta detenuti potrebbero integrare ipotesi di maltrattamento.
“Anche se la detenzione e l’addestramento dei richiami sono permessi dalle normative, il metodo e le condizioni di detenzione non possono violare le leggi contro il maltrattamento animale”, sostiene il Partito Animalista, aggiungendo che mantenere gli uccelli “legati a catene corte sotto il sole estivo, in condizioni di forte calore e senza acqua o cibo a disposizione” potrebbe configurare, a seconda delle circostanze concrete, violazioni degli articoli 544-ter e 727 del Codice Penale.
Il movimento inserisce inoltre la vicenda nel più ampio confronto nazionale sul disegno di legge dedicato alla caccia, sostenendo che la disciplina attualmente in vigore in Toscana sui richiami vivi sarebbe “troppo permissiva” e dovrebbe essere modificata.
Nel comunicato, il portavoce regionale del Partito Animalista Italiano, Michelle Odelin, definisce quanto segnalato “una barbaria silenziosa” e afferma che, secondo le informazioni raccolte dall’associazione, alcuni volatili verrebbero lasciati per ore esposti al sole e successivamente custoditi in gabbia.
“Queste non sono tradizioni venatorie, questo è un sistematico e brutale maltrattamento di animali”, dichiara il portavoce, aggiungendo che nessuna pratica venatoria dovrebbe giustificare sofferenze inutili agli animali.
Il Partito Animalista ricorda inoltre che la giurisprudenza avrebbe più volte ribadito come l’utilizzo di animali in condizioni incompatibili con la loro natura possa integrare il reato di maltrattamento, sottolineando che ogni eventuale valutazione sui singoli casi spetta comunque alle autorità competenti.
Tra le richieste avanzate figurano l’abolizione dell’impiego di animali vivi come richiami nell’attività venatoria in Toscana, l’intensificazione dei controlli da parte delle guardie zoofile, delle ASL e delle forze dell’ordine, oltre all’eventuale sequestro degli esemplari qualora fossero riscontrate condizioni incompatibili con il loro benessere.
L’associazione invita infine i cittadini a continuare a segnalare eventuali situazioni ritenute anomale e annuncia l’intenzione di monitorare la vicenda, dichiarandosi pronta, qualora emergessero elementi ritenuti rilevanti, a presentare esposti alle Procure competenti.
Al momento si tratta della posizione espressa dal Partito Animalista Italiano. Eventuali accertamenti sulle condizioni di detenzione degli animali e sulla sussistenza di violazioni della normativa vigente spettano agli organi di controllo e all’autorità giudiziaria.