AI: dalla Festa dell’Unità di Livorno una proposta politica per una terza via europea dell’innovazione
Livorno 15 luglio 2026 AI: dalla Festa dell’Unità di Livorno una proposta politica per una terza via europea dell’innovazione
L’intelligenza artificiale non è più una prospettiva del futuro, ma una trasformazione già in atto che sta ridefinendo il lavoro, la pubblica amministrazione, la ricerca, la competitività delle imprese e gli equilibri democratici. Da questa consapevolezza è nato l’incontro “L’IA al servizio delle persone – Lavoro, democrazia e innovazione nell’Europa che vogliamo”, svoltosi ieri nell’ambito della Festa dell’Unità di Livorno.
L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto su una delle sfide decisive del nostro tempo, partendo da una convinzione chiara: l’innovazione non può essere subita né lasciata esclusivamente alle logiche del mercato. Deve essere governata democraticamente, mettendo al centro la persona, il lavoro, i diritti e la qualità della democrazia.
È questa la visione che il Partito Democratico sta costruendo attraverso il Laboratorio Politiche Tecnologiche, che nelle scorse settimane ha presentato il Position Paper “Opportunità e impatti del digitale sulla trasformazione del lavoro”. Il documento propone una strategia che considera l’intelligenza artificiale una straordinaria opportunità di sviluppo, a condizione che sia accompagnata da investimenti nella ricerca pubblica, nella formazione permanente e nelle competenze digitali, da politiche di partecipazione dei lavoratori ai processi di innovazione e da un utilizzo delle tecnologie orientato ad aumentare le capacità delle persone, migliorare la qualità del lavoro e rafforzare la competitività del sistema europeo, contrastando al tempo stesso nuove forme di disuguaglianza e concentrazione del potere tecnologico.
Al centro del dibattito anche una delle proposte più significative emerse dal lavoro del Laboratorio: l’istituzione di un Centro Europeo di Ricerca sull’Intelligenza Artificiale, sul modello del CERN di Ginevra. Una proposta originariamente avanzata dal Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi e fatta propria dal Partito Democratico come uno dei pilastri della propria strategia sull’innovazione.
Si tratta di una proposta che va ben oltre la ricerca scientifica e assume un forte valore strategico e geopolitico. Di fronte a un modello statunitense guidato dalle grandi piattaforme private e a un modello cinese caratterizzato da un forte controllo pubblico delle tecnologie, l’Europa è chiamata a costruire una propria “terza via”, fondata sulla ricerca pubblica, sulla cooperazione tra università, centri di ricerca e imprese, sulla tutela dei diritti, sulla trasparenza e su uno sviluppo tecnologico orientato all’interesse generale. Una strategia che punta a rafforzare la sovranità tecnologica europea e a consentire all’Europa non soltanto di regolamentare l’intelligenza artificiale, ma anche di esserne protagonista nello sviluppo.
Proprio in questa direzione si inserisce anche la mozione che sarà presentata nelle prossime settimane in Consiglio comunale a Livorno, promossa dal consigliere Valerio Ferretti e predisposta insieme a Simone Aprea, per esprimere il sostegno della città alla proposta del CERN europeo sull’intelligenza artificiale. Un’iniziativa che intende collegare il dibattito locale alle grandi sfide europee, affermando il ruolo che anche i territori possono svolgere nella costruzione di una strategia pubblica sull’innovazione e sulla ricerca.
Il confronto livornese si è svolto, inoltre, in una giornata particolarmente significativa anche sul piano istituzionale. Nelle stesse ore, infatti, le Commissioni del Consiglio regionale della Toscana hanno approvato la proposta di legge “Uso responsabile e consapevole dell’Intelligenza Artificiale”, aprendo la strada a quella che sarà la prima legge organica regionale in Italia dedicata all’intelligenza artificiale. Un provvedimento che, grazie anche agli emendamenti presentati dal Partito Democratico, rafforza un approccio antropocentrico all’innovazione, promuove la ricerca e il trasferimento tecnologico, investe nella formazione e nelle competenze, introduce una Carta toscana dei diritti digitali nell’era dell’IA e afferma un principio fondamentale: il tempo liberato dall’intelligenza artificiale deve tradursi in più relazione, più servizi e maggiore prossimità verso i cittadini, non nella sostituzione del valore umano.
“L’incontro di Livorno dimostra come il Partito Democratico stia costruendo una visione organica sull’intelligenza artificiale, capace di tradursi in proposte concrete a tutti i livelli istituzionali”, dichiarano gli organizzatori. “Dal Position Paper del Laboratorio Politiche Tecnologiche alla proposta del CERN europeo per l’Intelligenza Artificiale, avanzata dal Premio Nobel Giorgio Parisi e fatta propria dal Partito Democratico, dalla legge della Regione Toscana fino alla mozione che sarà presentata nel Consiglio comunale di Livorno, emerge una strategia politica coerente: costruire una terza via europea all’intelligenza artificiale, alternativa sia al modello delle grandi piattaforme private statunitensi sia a quello del controllo statale cinese. Una visione che mette al centro la persona, il lavoro, la ricerca pubblica, i diritti e la democrazia, nella convinzione che la sfida dell’intelligenza artificiale non sia soltanto tecnologica, ma profondamente politica. Perché governare l’innovazione significa scegliere quale modello di società vogliamo costruire e quale ruolo vogliamo che l’Europa assuma nella competizione globale dei prossimi decenni.”
