Cronaca 23 Luglio 2026

Caldo estremo e lavoro portuale Usb proclama stato di agitazione

Livorno 23 luglio 2026

usb livorno bandiere“Le ultime settimane hanno confermato ciò che ormai è sotto gli occhi di tutti: il caldo estremo non rappresenta più un’emergenza occasionale, ma una nuova condizione con cui i lavoratori saranno costretti a fare i conti ogni estate.
Nei porti, dove migliaia di persone lavorano all’aperto, in stiva, sulle banchine e a bordo delle navi, questo significa una sola cosa: il rischio di malori, infortuni e persino di eventi mortali è destinato ad aumentare se non verranno adottate misure immediate e realmente efficaci.
Eppure, nonostante mesi di incontri, tavoli tecnici, confronti con l’Autorità di Sistema Portuale, l’Azienda USL Toscana Nord Ovest e gli altri enti competenti, la realtà è che le aziende continuano a muoversi con estrema lentezza. Ancora oggi non esistono protocolli omogenei, vincolanti e realmente in grado di garantire la salute di chi lavora nelle giornate caratterizzate da temperature estreme. E i protocolli esistenti non vengono rispettati.
La Regione Toscana ha emanato un’ordinanza che richiama chiaramente il rischio connesso al lavoro nelle ore più calde delle giornate da “bollino rosso”. Pur permanendo dubbi interpretativi sulla sua applicazione al settore portuale, il principio è inequivocabile: la salute dei lavoratori viene prima della produzione.
Per USB questo principio non è negoziabile.
Quando le misure di mitigazione non sono sufficienti a garantire condizioni di sicurezza, le attività più esposte — come il lavoro in stiva, sulle banchine o in altri ambienti soggetti a forte stress termico — devono essere sospese nelle ore centrali della giornata. Nessun carico, nessuna nave, nessuna produttività può valere più della vita di una persona.
Tutti gli interventi necessari per eliminare o ridurre il rischio devono essere integralmente a carico delle aziende, come impone il D.Lgs. 81/2008. Non accetteremo mai che il peso economico o organizzativo della sicurezza venga scaricato sui lavoratori.
La sicurezza è un obbligo di legge. La prevenzione non è una scelta volontaria. Il rispetto delle norme non può dipendere dalla sensibilità del singolo datore di lavoro. Non in Italia dove muoiono oltre 1300 lavoratori ogni anno.
Troppo spesso, nel nostro Paese, dopo ogni tragedia si invocano controlli, responsabilità e cambiamenti. Poi, passata l’emergenza, tutto torna come prima. Noi non intendiamo aspettare il prossimo lavoratore colpito da un malore per dire che si poteva intervenire.
Per queste ragioni USB ha proclamato lo stato di agitazione in tutte le società operanti nel porto di Livorno.
Pretendiamo l’immediata adozione di misure concrete, uniformi e vincolanti per tutte le aziende del porto, comprese procedure che prevedano la sospensione delle lavorazioni più esposte nelle fasce orarie di massimo rischio quando le condizioni climatiche rendano impossibile garantire la sicurezza.
In assenza di risposte rapide e di impegni concreti, USB è pronta ad aprire una fase di mobilitazione che potrà culminare nella proclamazione dello sciopero.
La salute non si negozia.
La sicurezza non è un favore concesso dalle aziende.
La vita dei lavoratori vale più di qualsiasi profitto”.

Usb Livorno

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