Gestione rifiuti a Livorno, Europa Verde: puntare sempre di più su impianti di riciclo
Livorno, 10 agosto 2026 Gestione rifiuti a Livorno, Europa Verde: puntare sempre di più su impianti di riciclo
Si è riaperto in questi giorni un surreale dibattito sull’inceneritore di Livorno, ormai spento da anni e in fase di dismissione, dopo la valutazione dei tecnici sull’insostenibilità economica della sua ristrutturazione, necessaria per la messa a norma.
Retiambiente s.p.a. capogruppo di Aamps, ha rifiutato categoricamente di investire oltre 20 milioni di euro, da sostenere con aumenti della Tari, per un impianto ormai inutile.
L’estensione della raccolta porta-a-porta in gran parte del territorio gestito da Retiambiente e del Comune di Livorno ha portato in pochi anni un crollo dei rifiuti indifferenziati da smaltire, consentendo non solo un beneficio ambientale e sanitario, ma anche milioni di euro di costi risparmiati, specialmente oggi che è tramontato pure il progetto del costosissimo (quanto tecnicamente ad oggi incerto) impianto che avrebbe dovuto sostituirlo: l’ossicombustore di Peccioli.
Se il porta-a-porta riduce di ben tre quarti il rifiuto da smaltire, è evidente che un inceneritore va sostituito non con altri impianti di smaltimento, ma con impianti di trattamento e riciclo dei materiali differenziati, come stiamo facendo a Livorno.
Anche il tema della “chiusura del ciclo” dovrà prima o poi essere chiarito:
il ciclo si chiude sempre e comunque in discarica, anche come ceneri e scorie dell’incenerimento, dell’ossicombustione o di qualsiasi altro tipo di smaltimento.
A meno che non si tenti di nascondere questi scarti nel cemento, nell’asfalto o chissà dove, tornando prima o poi nell’ambiente in cui viviamo e al netto di ciò che esce dalle ciminiere e che dobbiamo respirare.
Secondo Europa verde Livorno la soluzione possibile è dunque:
1) estendere sempre di più la raccolta porta-a-porta, eliminando anche da Livorno i famigerati cassonetti “intelligenti”, mini discariche con uno scarto di rifiuti indifferenziati preoccupante;
2) offrire quindi un miglior servizio agli utenti e garantire ai lavoratori ed alle lavoratrici le migliori condizioni di lavoro in modo che sia riconosciuta e salvaguardata la loro dignità personale e professionale.
3) puntare esclusivamente sugli impianti di riciclo, respingendo le pressioni di chi vuol fare dello smaltimento un business a spese nostre: zero euro pubblici per questi impianti, chi vuole costruirli se li paghi da solo, visto che ne sostiene la necessità e la convenienza, senza bussare alla porta dei sindaci.
Europa Verde è fiduciosa che la Regione Toscana e certi che il Comune di Livorno onoreranno gli impegni sottoscritti nei rispettivi programmi elettorali; potenziando la raccolta differenziata e il riciclo, oppure se vogliono sottostare alle pressioni di chi ha interessi in contrasto con quelli dei cittadini.
La scelta dei vertici di Retiambiente, delle società del gruppo come Aamps e delle loro prossime azioni deve essere chiara e netta. Il “campo largo” non deve rincorrere la destra, soprattutto sui temi ambientali, della lotta ai conflitti di interesse e della tutela dei servizi pubblici.
Lorena Marzini e Gabriele Volpi – Co-portavoce Europa Verde Livorno
