Collesalvetti 11 Agosto 2026

Revoca procedura di selezione, Paoli: “C’è un limite alla strumentalizzazione politica, è una ricostruzione che non corrisponde alla realtà”

Collesalvetti (Livorno) 11 agosto 2026

“C’è un limite alla strumentalizzazione politica, ed è rappresentato dai fatti. Leggo che le opposizioni vorrebbero trasformare la revoca di una procedura di selezione, determinata da un vizio di natura procedurale rilevato dagli stessi uffici, nel presunto fallimento di un obiettivo di mandato. È una ricostruzione che non corrisponde alla realtà e che, soprattutto, cerca di mettere insieme questioni completamente diverse.
Qualche tempo fa le stesse opposizioni avevano presentato un atto in Consiglio comunale chiedendo addirittura l’annullamento in autotutela delle deliberazioni con cui questa Amministrazione aveva proceduto alle assunzioni dirigenziali, sostenendo che non fossero rispettate le capacità assunzionali dell’Ente.
Quella era una contestazione precisa, riferita alla sostenibilità economico-finanziaria delle assunzioni. Una questione sulla quale gli atti hanno acquisito i necessari pareri favorevoli.
Ciò che è accaduto successivamente non ha niente a che vedere con quella contestazione.
Nel corso della procedura di selezione è stato rilevato un vizio di natura procedurale. Quando l’Ufficio Personale se ne è accorto, la procedura è stata revocata e successivamente ribandita secondo le corrette modalità e nel rispetto delle indicazioni dell’Ispettorato del Lavoro.
Confondere oggi queste due vicende, cercando di utilizzare un errore procedurale per sostenere retroattivamente che fossero fondate contestazioni completamente diverse sulla capacità assunzionale, significa non conoscere gli atti oppure scegliere deliberatamente di raccontarli in maniera distorta.
Ed entrambe le ipotesi sono preoccupanti.
Prima di chiedere annullamenti, proclamare fallimenti o lanciare accuse, sarebbe opportuno conoscere almeno la differenza tra capacità assunzionale, copertura finanziaria e correttezza di una procedura selettiva.
E forse, invece di farsi imboccare da qualche scontento di turno, sarebbe più serio verificare direttamente gli atti, approfondire le norme e capire di cosa si sta parlando. Non per fare un favore alla maggioranza, che non ne ha alcun bisogno, ma per rispetto dei cittadini e della corretta informazione.
Noi non abbiamo alcuna difficoltà ad ammettere che in una procedura possa essere commesso un errore. La differenza sta nel modo in cui lo si affronta.
Quando un errore viene individuato, un’Amministrazione seria non lo nasconde, non forza gli atti e non fa finta che non esista: interviene, corregge e riparte nel rispetto delle regole.
Il fallimento sarebbe stato perseverare in una procedura non corretta. Averla revocata e ribandita significa esattamente il contrario: assumersi la responsabilità di garantire la piena legittimità e correttezza dell’azione amministrativa.
E c’è un altro punto sul quale voglio essere molto chiara.
Non mi troverete mai complice di una comunicazione strumentale, e talvolta persino maleducata, costruita soltanto per dare a qualcuno la soddisfazione di gettare fango sul lavoro dei dipendenti e dei funzionari comunali.
La politica può e deve assumersi le proprie responsabilità, e io sono la prima a farlo. Ma c’è una linea che non intendo oltrepassare: quella che trasforma ogni errore, ogni difficoltà o ogni passaggio amministrativo in un’occasione per screditare indiscriminatamente le persone che lavorano ogni giorno per far funzionare questo Comune.
Negli ultimi mesi i nostri dipendenti e funzionari hanno dimostrato un grande senso di responsabilità, professionalità e capacità di affrontare situazioni complesse. Meritano rispetto, non di diventare il bersaglio collaterale di una polemica politica.
Trovo poi francamente imbarazzante il continuo tentativo di trascinare dentro queste polemiche anche il gruppo consiliare di maggioranza, accusando periodicamente i nostri consiglieri di silenzio solo perché non partecipano alla gara quotidiana dello slogan, del post polemico o della dichiarazione costruita per alimentare lo scontro.
I consiglieri di maggioranza sono una squadra solida, coesa e responsabile. Non hanno bisogno di essere tirati per la giacca da nessuno e, soprattutto, non hanno bisogno di dimostrare ogni giorno la propria presenza attraverso il rumore.
Hanno rispetto delle istituzioni, del Consiglio comunale e degli avversari politici e, proprio per questo, hanno un senso più alto della discussione politica: intervengono quando ritengono che sia utile farlo, studiano gli atti, sostengono le loro posizioni e si assumono la responsabilità delle decisioni.
Il fatto che non trasformino ogni vicenda in un caso politico, che non producano meme e che non cerchino quotidianamente lo scandalo non è debolezza e non è silenzio. È semplicemente un altro modo di intendere la politica.
Noi i meme, le insinuazioni e gli scandali costruiti a tavolino li lasciamo volentieri a chi continua a non darsi pace e sembra avere bisogno ogni giorno di una nuova polemica per dimostrare di esistere.
A noi interessa altro! Ci interessa amministrare, dare risposte ai cittadini, affrontare i problemi e portare avanti gli obiettivi che ci siamo assunti.
Le opposizioni facciano il loro mestiere. Controllino, contestino, critichino anche duramente l’Amministrazione. È un loro diritto e, se esercitato con serietà, anche una funzione importante per la democrazia. Ma controllare significa conoscere gli atti. Fare opposizione significa assumersi anche la responsabilità delle parole che si utilizzano.
Se invece si confondono questioni diverse, si trasformano gli errori corretti in scandali, si attaccano i dipendenti, si tirano continuamente in mezzo i consiglieri di maggioranza e si costruiscono narrazioni solo per alimentare il sospetto o il malcontento, allora non siamo più di fronte a un controllo serio dell’Amministrazione: siamo di fronte alla ricerca della polemica a qualsiasi costo.
A questo modo di fare politica non intendo adeguarmi.
L’obiettivo di rafforzare e rendere più solida la struttura dirigenziale del Comune resta pienamente confermato e sarà portato avanti. Un obiettivo di mandato non fallisce perché una procedura viene corretta: si giudica sui risultati che si raggiungono.
E noi continueremo a lavorare per raggiungerli, assumendoci le nostre responsabilità, correggendo ciò che deve essere corretto e difendendo allo stesso tempo la dignità e la professionalità di chi lavora per questa Amministrazione e la serietà di chi, ogni giorno, sostiene questo percorso nelle istituzioni”.

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