Politica 16 Agosto 2026

Le risposte di Europa Verde Livorno sulla gestione rifiuti

Livorno 16 agosto 2026

discarica rifiuti urbaniEuropa Verde Livorno interviene sul tema della gestione dei rifiuti rispondendo ad alcune domande
“Hanno replicato alle nostre affermazioni non con i fatti, ma con “stime prudenziali” e varie domande, alle quali comunque rispondiamo volentieri.

1) Il porta-a-porta fa diminuire di tre quarti il rifiuto residuo da smaltire, lo dicono i dati ARRR sul territorio di Retiambiente, compresa Livorno: nei comuni con porta-a-porta e tariffa puntuale abbiamo 103 kg di rifiuto residuo pro-capite all’anno, mentre in quelli serviti con cassonetti stradali il dato sale a 384 kg. Considerando che le impurità nelle frazioni differenziate del porta-a-porta sono molto più basse rispetto a quelle dello stradale, la differenza diventa ancora più rilevante.
Questo ovviamente incide sui costi di smaltimento (tre quarti in meno), molto più della disponibilità o meno di un inceneritore sotto casa.

2) L’intera ATO Costa ha individuato come alternativa all’inceneritore di Livorno l’impianto TMB in Versilia, che pratica tariffe vantaggiose rispetto all’ipotesi di un inceneritore caricato dei costi di ammodernamento. Il confronto è stato ufficializzato nei documenti di Retiambiente e ATO Costa, basta leggerli.
Ipotizzare un buco di addirittura 25 milioni in 3 anni a causa della chiusura del vecchio forno non ha senso: la Tari sarebbe esplosa oppure per evitare il fallimento Aamps avrebbe dovuto indebitarsi fino ad un nuovo concordato.
Invece, basta confrontare il bilancio 2024 con quello del 2019 (ultimo anno utile prima del Covid, della crisi energetica e dei mega-guasti all’impianto) per rendersi conto che a fronte di un calo dei ricavi (compresi quelli prodotti dall’inceneritore) si sono registrate consistenti diminuzioni dei costi, imputabili per gran parte proprio al funzionamento dell’inceneritore.
Per questo motivo il bilancio è rimasto in piedi, senza aumenti Tari se non quelli dovuti alla normale inflazione e alle nuove modalità di calcolo stabilite a livello nazionale.

3) Chi è curioso di sapere di quanto è diminuito l’inquinamento a Livorno con la chiusura dell’inceneritore, basta che si legga il documento presentato da Aamps nel 2019: per ogni tonnellata di rifiuto bruciato, l’impianto emetteva “1,54 tonnellate di CO2, 1,4 kg di ossidi di azoto, 35 gr di ossidi di carbonio, 37 gr di ammoniaca, 6 gr di acido cloridrico, 2 gr di anidride solforosa, 43 kg di polveri pericolose, 218 kg di ceneri e scorie”…sotterrate in discariche in Lombardia (con ulteriore inquinamento per il trasporto).

4) lo stesso documento indicava precisamente su quali impianti di riciclo Aamps doveva puntare in alternativa all’inceneritore, poi effettivamente realizzati, finanziati con il PNRR e ormai in attesa di collaudo: parliamo innanzitutto dell’impianto di digestione anaerobica che è sorto proprio accanto ai rottami dell’inceneritore, che consentirà di trattare e riciclare i rifiuti organici, attualmente spediti a centinaia di km da Livorno con costi milionari, che si trasformeranno in ricavi e senza impatti ambientali.
Da un lato c’è la “nostalgia canaglia” di chi è figlio di un mondo che non esiste più, o che è in via di estinzione, dall’altra l’esempio concreto di come si possa gestire il ciclo dei rifiuti senza dover necessariamente avvelenare la popolazione, facendole oltretutto pagare con la tariffa il profitto di chi trasforma in business lo smaltimento inquinante.

Lorena Marzini e Gabriele Volpi – Co-portavoce Europa Verde Livorno
Paolo Bruciati – Segretario Circolo di Sinistra Italiana Livorno

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