Cronaca 29 Agosto 2026

“La minaccia non è la Russia, al fronte ci andremmo noi e i nostri figli ”. Libertà Livorno: coltiva la pace 

Livorno 29 agosto 2026 “La minaccia non è la Russia, al fronte ci andremmo noi e i nostri figli ”. Libertà Livorno: coltiva la pace 

 

 

 

“La minaccia non è la Russia, coltiviamo la pace”: il manifesto 6×3 di Libertà Livorno

Un grande manifesto per lanciare un messaggio di pace, antimilitarismo e diplomazia. È quello affisso da Libertà Livorno, movimento che si definisce apartitico e nonviolento, all’incrocio tra via di Levante e viale Boccaccio.

Il manifesto, delle dimensioni di 6 metri per 3, porta una frase destinata a far discutere: “La minaccia non è la Russia, ma chi ci arma per attaccarla: pensa ai nostri figli, coltiva la pace”.

Attraverso l’affissione, il movimento intende richiamare l’attenzione sul conflitto in Ucraina e, più in generale, sul tema del riarmo e sulle prospettive di un’ulteriore escalation internazionale.

Nel comunicato diffuso il 24 agosto, Libertà Livorno sostiene che la Russia rappresenterebbe il “nemico” che, a suo giudizio, l’Unione Europea starebbe cercando di imporre all’opinione pubblica e interpreta il crescente ricorso agli armamenti come una scelta riconducibile a una volontà di escalation militare.

Il movimento sostiene inoltre che non vi sarebbero, a suo giudizio, elementi sufficienti per ritenere che Mosca intenda estendere il conflitto oltre i territori ucraini contesi. Una posizione che Libertà Livorno collega alla richiesta di maggiore prudenza nelle politiche internazionali e di un maggiore ricorso alla diplomazia.

Nel mirino del movimento c’è anche il tema dell’industria bellica e degli interessi economici legati alla produzione di armamenti. Nel comunicato viene citata anche Livorno, con un riferimento alla Wass, ex Leonardo, come esempio locale del comparto della difesa.

Ma il messaggio centrale dell’iniziativa guarda soprattutto alle conseguenze che un’eventuale escalation potrebbe avere sulle nuove generazioni.

“Qualora questa tentata escalation dell’UE avesse successo, scatenando la terza guerra mondiale – sostiene Libertà Livorno – al fronte ci andremmo noi e i nostri figli”.

Da qui l’appello conclusivo del movimento, che invita a mettere al centro “verità, consapevolezza e pace”, accompagnando il messaggio con una presa di posizione contro il riarmo e a favore della diplomazia.

L’affissione si inserisce così nel dibattito pubblico sul conflitto in Ucraina, sulle politiche europee di difesa e sul rischio di un allargamento delle tensioni internazionali, utilizzando uno spazio pubblicitario cittadino per portare direttamente nelle strade di Livorno un messaggio dichiaratamente pacifista e antimilitarista.

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