Via Goito, Frangerini Impresa replica alle critiche: «Non semplice edilizia, ma un grande parco urbano e un ecoquartiere»
Livorno 31 agosto 2026
Sul progetto di via Goito interviene direttamente Frangerini Impresa, nel tentativo di riportare il dibattito pubblico, come sottolinea l’azienda, «su un piano di trasparenza e legalità» e di rispondere alle preoccupazioni espresse da una parte della cittadinanza.
La società descrive l’intervento come la realizzazione di «un grande parco urbano e di un ecoquartiere», definito «moderno, rispettoso dell’ambiente e funzionale da restituire al territorio e a tutti gli abitanti di Livorno». Secondo Frangerini Impresa, il progetto prevede una «isola verde, così come previsto dalla scheda urbanistica».
L’azienda contesta quindi quella che definisce una rappresentazione parziale dell’intervento. «Contrariamente alle narrazioni circolate – si legge nel comunicato – il progetto di via Goito non è una semplice edificazione residenziale, ma un sistema ambientale unitario e contemporaneo».
Frangerini Impresa sottolinea in particolare le dimensioni complessive dell’area, pari a circa 61.450 metri quadrati, sostenendo che «la parte residenziale occuperà una piccolissima porzione». Il progetto, secondo l’impresa, avrebbe come elemento centrale la trasformazione dell’area, oggi privata, in uno spazio verde fruibile dalla collettività, comprendente anche «un frutteto civico, percorsi collettivi e altri spazi condivisi e inclusivi».
Frangerini: «Profondamente doloroso vedere attribuite all’impresa intenzioni incompatibili con questa storia»
A spiegare la posizione della famiglia è Stefano Frangerini, che lega il progetto anche alla storia personale e imprenditoriale della famiglia in città.
«Per la famiglia Frangerini, via Goito rappresenta la possibilità di lasciare a Livorno un progetto capace di unire abitazioni contemporanee, verde, acqua, energia, biodiversità e spazi di relazione», afferma.
Frangerini ricorda quindi il proprio legame con quell’area: «Siamo nati e cresciuti in questa città, io stesso abitavo in via Giovanni Da Verrazzano e andavo a giocare da bambino nei campi oggetto dell’intervento».
E aggiunge: «Qui la nostra famiglia lavora da quasi centoventi anni; qui abbiamo formato persone, creato occupazione, sostenuto associazioni, collaborato con istituzioni e prestato servizio alla comunità con serietà e dedizione».
Da qui, spiega l’imprenditore, il dispiacere per le critiche rivolte all’azienda: «È quindi profondamente doloroso vedere attribuite all’impresa intenzioni incompatibili con questa storia. Ma l’amarezza non deve trasformarsi in risentimento: deve diventare un’ulteriore ragione per chiedere chiarezza, rigore e responsabilità».
Verde, acqua ed energia: «Un modello di ecoquartiere»
Nel comunicato Frangerini Impresa evidenzia inoltre gli aspetti ambientali del progetto, richiamando la propria esperienza nel settore e le certificazioni possedute dall’azienda, arrivata alla quinta generazione e iscritta al registro nazionale delle imprese storiche ultracentenarie.
L’ecoquartiere, secondo quanto sostiene l’impresa, sarebbe progettato con una gestione delle acque basata anche su rain garden e tetti verdi, capaci di trattenere, nelle stime indicate dalla società, tra il 50 e il 70% delle precipitazioni, con l’obiettivo di contribuire alla riduzione del rischio idraulico.
Le coperture vegetate e le alberature avrebbero inoltre una funzione di mitigazione dell’effetto «isola di calore», mentre gli edifici sarebbero progettati a emissioni quasi zero e alimentati da fonti rinnovabili, «in linea con le più recenti direttive europee», precisa l’azienda.
Per Frangerini, il progetto rappresenterebbe anche una risposta alle esigenze delle nuove generazioni. «I nostri figli e figle di Livorno meritano case sicure, salubri, efficienti e progettate per un clima che sta cambiando», afferma l’imprenditore.
«Meritano parchi curati, acqua gestita con intelligenza, case alimentate da fonti di energia rinnovabili e quartieri capaci di creare comunità. Non meritano che il loro futuro venga sacrificato a contrapposizioni politiche sterili, né che l’innovazione venga fermata da narrazioni inesatte o interessi particolari».
«Aperti al dialogo, ma nella legalità»
Frangerini Impresa ribadisce infine la propria disponibilità al confronto, ponendo però come condizioni la legalità e il rispetto dei diversi ruoli.
«Riconosciamo il valore del dissenso democratico – sostiene l’azienda – ma chiediamo che questo non si sostituisca alla verità dei fatti e ai titoli giuridici».
Secondo Frangerini Impresa, il confronto sul progetto dovrà essere «ordinato e rispettoso di amministrazione e cittadini», oltre che fondato «su impegni contrattuali chiari e tempi certi».
La conclusione affidata a Stefano Frangerini guarda quindi alla possibilità di trasformare il confronto sul futuro dell’area in un’occasione di dialogo: «Chiediamo di poter dimostrare con i fatti che costruire può significare prendersi cura, custodire e migliorare l’ambiente».
E conclude: «Via Goito può diventare un esempio di come una città, un’impresa storica e la comunità sappiano dialogare e costruire un progetto di città migliore».
Nel video la diretta della conferenza stampa tenuta dall’imprenditore Stefano Frangerini:
