Ambiente 8 Settembre 2026

Livorno, due tartarughe marine tornano in libertà al largo della Meloria

Livorno 8 settembre 2026 Livorno, due tartarughe marine tornano in libertà al largo della Meloria

Livorno, due tartarughe marine tornano in libertà al largo della MeloriaDue giovani tartarughe della specie Caretta caretta sono tornate in mare nella mattina dell’8 settembre, al largo della Meloria.

Gli esemplari hanno completato il percorso di cura e riabilitazione presso il Centro Recupero dell’Acquario di Livorno. La liberazione ha concluso due storie diverse, accomunate dalle minacce che colpiscono la fauna marina.

Lucy era stata trovata spiaggiata e priva di forze il 20 febbraio, dopo una violenta mareggiata. Cristina era stata invece recuperata il 14 luglio, nelle acque vicine all’Isola di Montecristo, dopo essere rimasta impigliata in attrezzatura da pesca illegale.

 

Lucy, dalla mareggiata al ritorno in mare

Gli ufficiali della Guardia Costiera avevano recuperato Lucy sulla costa di Castagneto Carducci. Al momento del ritrovamento, la tartaruga misurava appena nove centimetri per otto e pesava 92 grammi.

Lo staff dell’Acquario l’aveva ospitata inizialmente in incubatrice. La giovane tartaruga doveva superare lo stato di shock provocato dalla mareggiata.

Successivamente, gli operatori l’avevano trasferita in una vasca poco profonda. La scelta le aveva permesso di riprendere gradualmente confidenza con l’acqua.

Lucy appariva debilitata e faticava ad alimentarsi. Grazie alle cure e al monitoraggio veterinario, ha però recuperato peso e vitalità.

Dopo mesi di riabilitazione, l’esemplare misura 20 centimetri per 22 e pesa 1,4 chilogrammi. Le sue condizioni hanno consentito il ritorno nell’ambiente naturale.

Cristina liberata dopo il recupero dai palamiti

Cristina era rimasta intrappolata in un groviglio di palamiti illegali. Un grosso amo le aveva inoltre ferito l’apparato boccale.

La permanenza dell’amo aveva modificato la morfologia della bocca. La lesione rendeva difficoltosa l’alimentazione e comprometteva le normali attività dell’animale.

I soccorritori hanno rimosso l’amo e le lenze presso il Centro Recupero dell’Acquario di Livorno. Il recupero è iniziato rapidamente.

Al suo arrivo, Cristina misurava 30 centimetri per 29 e pesava 3,1 chilogrammi. Gli esperti avevano stimato un’età di circa due anni.

Durante la degenza, la tartaruga ha mostrato vitalità e appetito. I gamberi sono diventati il suo alimento preferito.

Cristina ora misura 30 centimetri per 32 e pesa quattro chilogrammi. Le sue condizioni hanno permesso agli operatori di riportarla in mare.

Microchip per seguire gli esemplari

I responsabili hanno applicato un microchip a entrambe le tartarughe. Il dispositivo permetterà di riconoscerle durante eventuali monitoraggi o nuovi recuperi.

Gli operatori non hanno applicato targhette metalliche esterne. Le tartarughe sono ancora giovani e in crescita.

Secondo gli esperti, una targhetta potrebbe interferire con il normale sviluppo dell’arto. Il microchip rappresenta quindi la soluzione più adatta per identificare gli esemplari.

L’operazione si è svolta nell’ambito della rete dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità. La rete coordina il recupero degli animali spiaggiati e il monitoraggio dei nidi di Caretta caretta.

La rete impegnata nella tutela marina

Lo staff dell’Acquario ha coordinato la liberazione insieme alla Guardia Costiera. L’attività ha coinvolto anche il supporto veterinario per gli esami radiologici e il contributo logistico di volontari specializzati.

La liberazione è avvenuta pochi giorni dopo la nascita di 23 tartarughine sul litorale di Tirrenia. L’apertura del nido aveva inoltre consentito di recuperare un altro esemplare appena nato.

Professionisti e volontari collaborano alle attività nell’ambito dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità e del progetto Life Turtlenest.

I dati del monitoraggio regionale mostrano la fragilità della specie. Nel 2025, in Toscana, gli operatori hanno rilevato 80 tartarughe marine.

Di queste, 53 erano già morte. Le tartarughe vive erano invece 27. Il dato comprende esemplari avvistati, catturati accidentalmente o recuperati in mare e sulle spiagge.

Come comportarsi in caso di avvistamento

Chi avvista una tartaruga in difficoltà deve contattare immediatamente la Guardia Costiera. È possibile chiamare il numero 1530 oppure il 112.

Gli operatori valuteranno la situazione insieme agli esperti dell’Acquario di Livorno. I cittadini non devono catturare gli animali né issarli a bordo di imbarcazioni private.

La tutela passa anche dai comportamenti quotidiani. Occorre evitare di abbandonare plastica, mantenere una distanza di sicurezza dagli animali marini e segnalare eventuali nidi.

Il numero 1530 resta il riferimento per segnalare tartarughe vive, morte o in difficoltà.

Livorno, due tartarughe marine tornano in libertà al largo della Meloria

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