Agente ferito da detenuto, Sinappe “è un bolettino di guerra, servono personale e alloggi”
Livorno 20 settembre 2026
Il Si.N.A.P.Pe. denuncia una nuova aggressione ai danni di un agente della Polizia Penitenziaria nella Casa circondariale di Livorno.
Secondo il sindacato, l’episodio è avvenuto a pochi giorni da un precedente evento critico. L’organizzazione segnala inoltre che l’agente avrebbe riportato danni alla divisa e segni della violenza sul corpo.
«Siamo davanti a un vero e proprio bollettino di guerra», afferma Agostino Candia, segretario provinciale del Si.N.A.P.Pe. di Livorno.
«Non è normale che un poliziotto penitenziario debba tornare a casa con la divisa strappata e con i segni della violenza sul proprio corpo. Non è normale che, dopo un’aggressione, nel giro di poche ore o pochi giorni ci si ritrovi nuovamente a gestire un’altra situazione critica. E soprattutto non possiamo accettare che tutto questo venga considerato parte della normalità del nostro lavoro.»
«Gli agenti sono lasciati troppo spesso da soli»
Candia richiama l’attenzione sulle condizioni operative del personale. Il segretario provinciale descrive una situazione caratterizzata da organici insufficienti e compiti sempre più complessi.
«A Livorno, come purtroppo accade in molti istituti italiani, gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria vivono un forte senso di abbandono. Sono loro a stare quotidianamente in prima linea, spesso con organici insufficienti, e sono loro a dover gestire situazioni sempre più complesse.»
Il sindacato denuncia anche le difficoltà legate alla gestione degli interventi disciplinari e di sicurezza.
«È finito da tempo il rispetto per chi indossa questa divisa. Troppo spesso le più elementari regole interne vengono ignorate e il poliziotto si trova nella condizione di dover intervenire sapendo che qualsiasi decisione potrebbe successivamente comportare conseguenze disciplinari o addirittura problemi di natura penale. Questo non è il modo in cui si tutela chi deve garantire sicurezza e legalità all’interno di un carcere.»
L’attesa per i nuovi agenti
Il Si.N.A.P.Pe. guarda alle prossime assegnazioni del personale del secondo scaglione del 186° corso di Polizia Penitenziaria.
«Ci auguriamo che, nel momento in cui verranno individuate le sedi di assegnazione dei nuovi agenti, Livorno possa ricevere un incremento cospicuo di personale. Non chiediamo un privilegio per il nostro istituto: chiediamo che venga considerata la situazione reale che il personale sta vivendo.»
Il sindacato collega la richiesta anche alla prossima apertura del Padiglione D.
«All’orizzonte c’è l’apertura del Padiglione D. È evidente che non possiamo pensare di aumentare gli spazi detentivi senza aumentare contestualmente le risorse umane necessarie per garantire sicurezza e funzionalità. Non possiamo aprire un nuovo padiglione e pensare di gestirlo semplicemente distribuendo ulteriori carichi di lavoro sugli stessi poliziotti che già oggi sono in difficoltà.»
Il tema degli alloggi
Il Si.N.A.P.Pe. pone inoltre l’accento sulla necessità di trovare sistemazioni adeguate per il personale in arrivo.
«Come organizzazione sindacale ci stiamo muovendo anche sul territorio, perché l’arrivo di nuovo personale deve essere accompagnato dalla possibilità per questi colleghi di trovare condizioni dignitose per vivere e lavorare a Livorno.»
Il sindacato afferma di avere avviato un confronto con le istituzioni locali, compreso il Comune di Livorno.
«Abbiamo già avviato un confronto con le istituzioni locali e, in particolare, con il Comune di Livorno, proprio per cercare di individuare soluzioni concrete sul tema degli alloggi e dei posti letto destinati al personale della Polizia Penitenziaria.»
Candia sottolinea il legame tra assegnazioni e disponibilità abitativa.
«Non basta assegnare un agente a Livorno se poi quel collega, una volta arrivato, non sa dove poter vivere. Stiamo cercando di costruire un percorso con le istituzioni locali per individuare disponibilità abitative e posti letto, perché anche questo significa occuparsi concretamente del personale.»
«La sicurezza si costruisce prima»
Il segretario provinciale chiede interventi preventivi per evitare il ripetersi di episodi di violenza.
«Non aspettiamo che accada qualcosa di ancora più grave prima di intervenire. Gli episodi di questi giorni devono rappresentare un campanello d’allarme molto serio. La sicurezza non si costruisce dopo un’aggressione, ma prima.»
Candia conclude richiamando le istituzioni alla responsabilità verso gli agenti.
«I poliziotti penitenziari di Livorno non sono carne da macello. Sono donne e uomini dello Stato che ogni giorno garantiscono sicurezza, ordine e legalità. Meritano rispetto, tutela e condizioni di lavoro adeguate.»
Il Si.N.A.P.Pe. annuncia quindi che continuerà a muoversi su due fronti: il potenziamento dell’organico e la ricerca di soluzioni abitative per il personale.
