Dopo l’intervento del Prefetto revocato lo stato di agitazione dei lavoratori Toremar, USB: “la mobilitazione paga”
Livorno 22 settembre 2026
La vertenza aperta da USB per i lavoratori marittimi Toremar ha già prodotto un primo risultato concreto.
USB aveva proclamato lo stato di agitazione e un primo sciopero dei lavoratori marittimi, successivamente bloccato dalla Commissione di Garanzia e riprogrammato per il mese di settembre. Al centro della mobilitazione c’è una questione che da tempo pesa pesantemente sulle buste paga dei lavoratori: quando un lavoratore va in malattia, la retribuzione che riceve si riduce in maniera significativa.
Una situazione determinata, da un lato, dalla riduzione della percentuale riconosciuta dallo Stato e, dall’altro, da un problema che USB denuncia da tempo: nelle comunicazioni all’INPS l’azienda non considera adeguatamente quella quota di straordinario che, per molti lavoratori, è ormai diventata strutturale e costituisce una componente stabile della retribuzione.
Il sindacto in una nota dichiara:
“La mobilitazione ha prodotto immediatamente un primo risultato.
L’azienda ha infatti proposto un nuovo addendum al contratto integrativo che prevede una quota di straordinario forfettizzata, con l’obiettivo di farla rientrare nel calcolo della retribuzione comunicata all’INPS. Su una cosa non possono esserci equivoci: questo risultato è figlio della mobilitazione dei lavoratori e dello stato di agitazione proclamato da USB.
USB, tuttavia, ha ritenuto necessario chiedere di rivedere e migliorare la proposta aziendale, perché esistono ancora margini importanti per rendere l’accordo più efficace e maggiormente rispondente alle esigenze dei lavoratori. Per questo abbiamo deciso di mantenere aperto lo stato di agitazione.
In questo percorso è stato fondamentale il lavoro della Prefettura di Livorno, che ha convocato il tavolo di conciliazione consentendo di riaprire un confronto tra le parti.
USB, proprio nell’ambito di quel confronto, ha assunto un impegno preciso: revocare lo stato di agitazione e lo sciopero sulla base della disponibilità dell’azienda a riaprire immediatamente il confronto, coinvolgendo USB e i suoi rappresentanti, per arrivare alla sottoscrizione dell’accordo e, soprattutto, per avviare un percorso finalizzato a migliorarlo e a preparare il terreno per il rinnovo complessivo del contratto integrativo aziendale.
USB ha rispettato gli impegni assunti.
Ora ci aspettiamo che anche Toremar faccia altrettanto, convocando rapidamente un primo tavolo di confronto con USB.
La revoca dello sciopero non significa quindi che la vertenza sia conclusa. Significa, al contrario, che abbiamo scelto di utilizzare fino in fondo lo strumento del confronto, senza rinunciare alla capacità di mobilitazione dei lavoratori.
Per USB ci sono ancora margini di miglioramento e siamo pronti a discuterne con l’azienda, con l’obiettivo di ottenere un risultato concreto per i lavoratori e di affrontare finalmente il tema più generale del rinnovo del contratto integrativo.
Questa vicenda dimostra una cosa molto semplice: quando i lavoratori si organizzano e si mobilitano, i risultati arrivano.
E questo è particolarmente importante in un momento in cui tra i lavoratori marittimi cresce un malessere profondo nei confronti di contratti nazionali che, a fronte dell’aumento del costo della vita e dell’intensificazione dei carichi di lavoro, continuano a prevedere aumenti salariali insufficienti.
Non servono soltanto dichiarazioni.
Serve un’alternativa sindacale forte, capace di organizzare i lavoratori, di intraprendere percorsi di lotta quando necessario, ma anche di sedersi al tavolo delle trattative quando si aprono spazi concreti per conquistare risultati.
USB continuerà a fare esattamente questo: lotta e trattativa, senza rinunciare né all’una né all’altra, con un unico obiettivo: migliorare concretamente le condizioni di lavoro e salariali dei lavoratori marittimi Toremar”.
Usb Mare e Porti Livorno
