Cronaca 23 Settembre 2026

Caro energia, Confcommercio Livorno: “Imprese strette tra bollette più alte e consumi a rischio”

Livorno 23 settembre 2026

Il caro energia preoccupa Confcommercio Provincia di Livorno per il doppio impatto su imprese e famiglie.

Da una parte, negozi, bar, ristoranti e alberghi affrontano bollette più alte. Dall’altra, l’aumento delle spese obbligate riduce la capacità di acquisto dei consumatori.

Secondo l’analisi nazionale citata da Confcommercio, a settembre il prezzo dell’elettricità in Italia è cresciuto del 73,3% rispetto alla media del 2025.

Il costo risulta inoltre superiore del 271,1% rispetto al periodo precedente alla pandemia. Sul mercato all’ingrosso, le imprese italiane continuano a pagare l’elettricità più dei concorrenti europei.

L’impatto sulle imprese del terziario

«Per negozi, bar, ristoranti e alberghi l’energia non è un costo che si può eliminare», commenta il direttore generale di Confcommercio Livorno, Federico Pieragnoli.

Illuminazione, frigoriferi, cucine, climatizzazione e attrezzature rappresentano infatti strumenti indispensabili per queste attività.

«Quando il prezzo cresce in questa misura, i margini delle aziende si restringono», aggiunge Pieragnoli.

Confcommercio stima che, nel secondo semestre del 2026, l’aumento dei consumi e dei prezzi possa produrre oltre un miliardo di euro di costi aggiuntivi per il comparto.

La stima comprende 494 milioni di euro per i negozi, 207 milioni per i ristoranti, 164 milioni per gli alberghi, 111 milioni per i bar e 50 milioni per la grande distribuzione.

Secondo l’associazione, questi maggiori costi potrebbero ridurre la capacità delle imprese di investire, assumere e programmare.

A Livorno il terziario guarda ai consumi
Confcommercio sottolinea il peso che commercio, pubblici esercizi e turismo hanno nell’economia della provincia di Livorno.

Per questo motivo, l’associazione considera il caro energia un problema concreto anche per il territorio. L’aumento delle bollette rischia infatti di incidere sulle decisioni quotidiane delle imprese e delle famiglie.

«Non possiamo considerarlo un problema lontano», afferma Pieragnoli.

L’associazione richiama inoltre le previsioni elaborate dall’Ufficio Studi Confcommercio per il 2027 nello scenario più sfavorevole.

Famiglie con meno capacità di spesa
In questo scenario, l’inflazione raggiungerebbe il 3,7%. La crescita dei consumi scenderebbe dall’1% allo 0,5%, mentre quella del prodotto interno lordo passerebbe dallo 0,9% allo 0,6%.

Le famiglie ridurrebbero i consumi complessivi di circa 6,5 miliardi di euro. La diminuzione corrisponderebbe a 250 euro reali in meno per ciascun nucleo familiare.

Confcommercio segnala anche l’aumento del peso delle spese obbligate. Nel 1995 queste spese rappresentavano il 37% dei consumi. Nel 2026 hanno raggiunto il 42,1% e potrebbero crescere ulteriormente nel 2027.

«Le imprese del terziario rischiano di pagare l’energia due volte», osserva Pieragnoli. La prima volta attraverso la propria bolletta, la seconda quando le famiglie riducono gli acquisti a causa dell’aumento delle spese essenziali.

Le richieste di Confcommercio
Confcommercio chiede interventi immediati per ridurre il costo dell’energia. L’associazione sollecita inoltre misure strutturali per sostenere le imprese nel medio e lungo periodo.

Tra le proposte figurano la riduzione degli oneri di sistema, gli incentivi per l’efficientamento energetico e una minore dipendenza dal gas.

«Ridurre il divario energetico con gli altri Paesi europei significa difendere la competitività delle nostre aziende», conclude Pieragnoli.

Secondo Confcommercio, un intervento sui costi energetici può contribuire anche a proteggere i consumi necessari alla crescita dell’economia.

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