Attualità 23 Settembre 2026

Carburanti oltre i due euro, Confederazione Imprese Italia chiede interventi strutturali

 

Carburanti oltre i due euro, Confederazione Imprese Italia chiede interventi strutturaliAree interne e caro energia, Confederazione Imprese Italia chiede risultati concreti

Confederazione Imprese Italia torna a sollecitare il Governo sui problemi che colpiscono le aree interne, tra caro energia, aumento dei carburanti e progressivo spopolamento.

Il presidente Biagio Cefalo chiede di valutare l’efficacia delle misure già adottate attraverso i loro effetti sulla vita quotidiana di famiglie e imprese.

«Non possiamo fermarci all’elenco dei provvedimenti approvati o delle risorse stanziate», afferma Cefalo. «Il parametro con cui dobbiamo giudicare una politica economica deve essere anche la sua capacità di produrre effetti concreti nell’economia reale».

Secondo il presidente, occorre verificare i risultati «nei bilanci familiari, nelle botteghe, nelle aziende agricole, nei trasporti e nelle piccole e medie imprese».

Inflazione ed energia sotto osservazione

La Confederazione richiama gli ultimi dati ISTAT disponibili. Ad agosto 2026, l’inflazione ha raggiunto il 3,3% su base annua, rispetto al 2,9% registrato a luglio.

La crescita ha risentito soprattutto dell’andamento dei prezzi energetici. Nello stesso periodo, la variazione degli energetici nel complesso è passata dall’11,6% al 17,1%.

L’inflazione media acquisita per il 2026 ha raggiunto il 2,9%.

Confederazione Imprese Italia sottolinea che l’aumento dell’energia non incide soltanto sulle bollette. I maggiori costi possono trasferirsi sulla produzione, sulla logistica, sui trasporti e, successivamente, sui prezzi finali.

La nota richiama anche le valutazioni della Banca d’Italia, che ha segnalato un rallentamento dei consumi delle famiglie e una crescita economica moderata. Per il 2026, l’istituto stima un aumento del PIL intorno allo 0,5%, che potrebbe arrivare allo 0,6% considerando il migliore andamento del primo trimestre.

Carburanti oltre i due euro al litro
La Confederazione evidenzia inoltre il peso raggiunto dai carburanti.

Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati al 17 settembre 2026, il prezzo medio nazionale self-service sulla rete stradale ammontava a 2,143 euro al litro per la benzina e a 2,266 euro per il gasolio.

Sulla rete autostradale, i prezzi medi salivano rispettivamente a 2,236 euro per la benzina e 2,346 euro per il gasolio.

«In una grande città esistono più alternative di mobilità», sottolinea Cefalo. «In molti piccoli comuni dell’Appennino, del Mezzogiorno e delle aree interne l’automobile e il trasporto su gomma rappresentano invece una necessità».

«Il costo del carburante diventa quindi un costo territoriale aggiuntivo che grava sulle famiglie e sulle imprese», aggiunge il presidente.

L’aumento incide direttamente sui costi di artigiani, commercianti, imprese agricole, agenti di commercio e piccole aziende che devono movimentare merci.

Le misure già adottate

Confederazione Imprese Italia riconosce l’esistenza di diversi strumenti messi in campo dal Governo.

Per le aree interne è operativa la Strategia Nazionale per le Aree Interne 2021-2027, affiancata da una Cabina di regia istituita presso la Presidenza del Consiglio.

La programmazione interessa complessivamente 124 aree di progetto, 1.904 Comuni e circa 4,57 milioni di abitanti. Sono inoltre previste misure per sostenere gli investimenti e interventi rivolti alle imprese.

Secondo la Confederazione, il passaggio decisivo consiste però nella misurazione dell’impatto effettivo di questi strumenti.

L’Ufficio parlamentare di bilancio ha stimato che le famiglie beneficeranno complessivamente di circa 7 miliardi di euro netti nel 2026. Per imprese e lavoratori autonomi, invece, l’insieme delle misure produrrebbe un impatto restrittivo sui conti pubblici pari a circa 1,3 miliardi di euro nel 2026.

La stessa analisi prevede un aumento di tale impatto negli anni successivi.

«Servono misure strutturali»

La Confederazione richiama anche il carattere temporaneo di numerosi interventi contenuti nella manovra. Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, gli oneri relativi a queste misure ammontano a 7,6 miliardi di euro nel 2026, per poi diminuire negli anni successivi.

«Un’impresa non programma un investimento sulla base di una misura che potrebbe esserci oggi e non esserci domani», afferma Cefalo. «Ha bisogno di stabilità normativa, fiscale ed energetica».

«Allo stesso modo una famiglia deve poter programmare le proprie spese senza vivere nell’incertezza determinata dall’andamento delle bollette e del pieno dell’automobile», prosegue il presidente.

La Confederazione segnala inoltre la maggiore pressione che gli aumenti di energia e alimentari esercitano sulle famiglie con minore capacità di spesa.

Spopolamento e costi territoriali

Per Confederazione Imprese Italia, desertificazione economica e caro carburanti rappresentano due aspetti dello stesso problema.

L’organizzazione chiede di affrontare insieme spopolamento, mobilità, accesso ai servizi, energia, fiscalità, credito e condizioni per fare impresa.

Nei piccoli Comuni, l’aumento dei costi e la riduzione della popolazione possono alimentare un circolo vizioso. Meno residenti significano meno consumatori, mentre la diminuzione dei consumi rende più difficile mantenere aperte le attività.

La riduzione delle imprese comporta inoltre meno lavoro e meno servizi, con conseguenze ulteriori sullo spopolamento.

Secondo la Confederazione, occorre quindi una strategia di medio e lungo periodo. Tra le priorità indica la riduzione dei costi per chi opera nei territori periferici, un maggiore accesso al credito e nuovi incentivi agli investimenti.

L’organizzazione chiede inoltre sostegno al commercio di prossimità, collegamenti più efficienti e strumenti capaci di compensare gli svantaggi legati alla posizione geografica delle aree interne.

La domanda al Governo

«Confederazione Imprese Italia vuole mantenere un confronto istituzionale con il Governo, ma proprio per questo ritiene necessario parlare con chiarezza», dichiara Cefalo.

«Gli interventi devono essere giudicati dai risultati che producono», prosegue il presidente. «Se energia e mobilità continuano a rappresentare costi così rilevanti, se la crescita rimane contenuta e se nei piccoli centri continua a essere difficile mantenere un’attività economica, dobbiamo domandarci se gli strumenti attuali siano sufficienti».

Cefalo rivolge quindi al Governo una domanda: «Famiglie e imprese possono aspettarsi interventi capaci di incidere strutturalmente sui costi energetici e della mobilità? E soprattutto: torneremo a vedere benzina e gasolio stabilmente sotto 1,70 euro al litro?».

Per la Confederazione, il costo del carburante nelle aree interne non riguarda soltanto il rifornimento. Incide sulla possibilità di raggiungere il lavoro, accompagnare i figli a scuola, arrivare in ospedale, consegnare merci, incontrare clienti e mantenere aperte le imprese.

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