Tre cerimonie per omaggiare Renato Natali, Nedo Luschi e Dino Pelagatti
Livorno 22 settembre 2026
Sarà una mattinata dedicata alla memoria e alla valorizzazione dell’arte cittadina quella di domani, mercoledì 23 settembre. In agenda, infatti, tre distinte cerimonie per rendere omaggio ad altrettante figure di rilievo del panorama pittorico livornese: Renato Natali, Nedo Luschi e Dino Pelagatti.
Il primo appuntamento in programma è alle 10 in piazza Lavagna 12 con la scopertura di una targa dedicata a Roberto Natali affissa sulla casa dove il pittore ha vissuto. Le cerimonie si sposteranno in villa Fabbricotti al vialetto di accesso al parco (ingresso lato piazza Matteotti) compreso tra l’ex Centro Sociale Anziani “Cosimi” e la piazzetta ove sono collocati i quattro busti seicenteschi dei Granduchi medicei, per lo svelamento della targa in memoria di Nedo Luschi prevista per le 11 e successivamente (ore 12) per quella in omaggio a Dino Pelagatti.
Le commemorazioni saranno presiedute dall’assessora con deleghe alla cultura e alla toponomastica del Comune di Livorno Angela Rafanelli.
Brevi biografie
Renato Natali (tratta dal sito web del Museo Civico Fattori)
Livorno, 10 maggio 1883 – Livorno, 7 marzo 1979
Nasce a Livorno da una modesta famiglia. Qui studia nella bottega di Lorenzo Cecchi, suo insegnante anche alla Scuola Arti e Mestieri, ma sostanzialmente è un autodidatta.
Nel 1905 espone per la prima volta alla Biennale di Venezia, alla quale parteciperà altre 6 volte fino al 1930. A Livorno frequenta il Caffè Bardi in piazza Cavour, dal 1909 ritrovo degli artisti, e collabora alla sua decorazione con 3 dipinti. Espone inoltre nel 1912 all’importante I Mostra d’Arte Livornese ai Bagni Pancaldi in cui ottiene la Medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Un anno dopo è a Parigi, dove trae molti stimoli.
Nella sua lunghissima attività non aderì mai a precisi movimenti; la sua pittura è rapida, con colori corposi, timbri aciduli e dissonanti, forti contrasti cromatici, che utilizza per raffigurare Livorno, protagonista principale dei suoi quadri. Dipinge scorci della città di giorno e di notte, immortalandone la vita, fatta anche di risse e prostitute, tanto che la critica lo definisce “peintre de la rue” e i livornesi “Natali delle notti”, come testimoniano in questo museo le 3 tele Scorci della Vecchia Livorno (1935 circa).
Nel 1920, a Livorno, è tra i fondatori del Gruppo Labronico, sodalizio di pittori nato in onore di Mario Puccini, appena scomparso, per raccogliere l’eredità sua e di Giovanni Fattori. Natali ne è Presidente dal 1977 per gli ultimi 3 anni di vita.
Suoi dipinti sono in numerose abitazioni livornesi e in alcuni luoghi-simbolo cittadini, come il Bar Civili.
Muore a Livorno nel 1979, a 95 anni.
Nedo Luschi (tratta dalla documentazione allegata alla richiesta di intitolazione presentata dalla figlia Carla Luschi)
Nato a Livorno il 6 giugno 1917, ha frequentato la scuola libera di Beppe Guzzi a Livorno e l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Ha collaborato alla formazione di Gruppi Artistici e Giornali d’arte locali. Ha fondato il Premio “Extempore Rotonda” (1953) con Mario Borgiotti e Renzo Casali. Amico fraterno di Giovanni March. Ha fatto parte, invitato, di giurie in varie manifestazioni. Presidente del glorioso Gruppo Labronico dal 1993 al 2001. Presidente dell’Associazione Ro-Art fino al 2006.
“Per tutto l’arco della sua attività, Luschi ha saputo tenere lontane le sovrapposizioni letterarie, le stranezze psicologiche, puntando al valore plastico e purista della visione pittorica. Dalle prime esperienze di solida preparazione tecnica, e per una linea di sviluppo estremamente conseguenziale, la poetica di Luschi si è svolta su di un impianto pittorico, solido e ricco, ove il «colore-materia» crea larghe e corpose sintesi fuor d’ogni retorica di contenuti o di pretesti esteriori. Nei ritratti, nelle nature morte, nelle larghe prospettive dei paesaggi urbani, il colore ha quasi una stesura architettonica, una essenzialità figurativa affidata a semplici elementi portanti.” E.Crovetti
Nel 2017 per celebrare il centenario della nascita di Nedo Luschi, si è tenuta a Villa Mimbelli, sede del Museo Civico Giovanni Fattori, una mostra antologica a lui dedicata. In quella occasione la famiglia Luschi dona al Comune l’opera “Sciuscia”. Precedenti donazioni entrate a far parte della Collezione Civica di Livorno sono: l’opera il “Bracciante” e la “Fioraia”. L’opera “Vecchio gozzo” acquistata dal Comune di Livorno per la Pinacoteca “Fattori” attualmente si trova in Prefettura nella Sala del biliardo.
II 25 febbraio 2016 muore all’età di 99 anni.
Dino Pelagatti (tratta dalla documentazione allegata alla richiesta di intitolazione presentata dal figlio Andrea Pelagatti)
Dino Pelagatti nacque a Livorno nel 1932. Manifestò precocemente un marcato talento artistico, sviluppando la propria formazione al di fuori dei tradizionali percorsi accademici, sotto la guida del padre, anch’egli pittore. Nel corso della sua lunga attività artistica, Pelagatti si è affermato come figura di rilievo della scuola labronica del secondo Novecento, contribuendo al rinnovamento della tradizione pittorica locale nel solco del Gruppo Labronico. La sua opera è caratterizzata da una profonda attenzione alla luce, al paesaggio urbano e marino, nonché alla dimensione umana e sociale della città. Negli anni Sessanta si dedicò prevalentemente alla pittura dal vero, raffigurando scorci significativi di Livorno, tra cui il quartiere della Venezia, le colline di Montenero e il lungomare. Successivamente, a partire dagli anni Settanta, la sua ricerca artistica si orientò verso una maggiore introspezione, con opere dedicate alla figura umana e a tematiche sociali quali il lavoro e l’emarginazione. Nella maturità stilistica, il suo linguaggio si è evoluto verso una sintesi formale personale, caratterizzata da forme essenziali e da un uso intenso e consapevole del colore.
Attività espositiva e riconoscimenti Dino Pelagatti ha esposto le proprie opere in numerose gallerie e sedi espositive in Italia e all’estero, partecipando con continuità alle rassegne del Gruppo Labronico e a mostre collettive e personali di rilievo. La sua produzione artistica ha contribuito a diffondere l’immagine culturale della città di Livorno anche in ambito internazionale. Nel 2017, a seguito della sua scomparsa avvenuta il 6 aprile 2016, la Galleria Athena di Livorno gli ha dedicato una mostra antologica postuma, a testimonianza del valore e della rilevanza del suo percorso artistico.
