Fabrizio Torsi sorprende un ladro in casa: «Sono una persona buona, ma sapere di non poter difendere la mia famiglia mi fa incazzare»
Livorno 23 settembre 2026
Un pomeriggio che difficilmente Fabrizio Torsi e sua moglie dimenticheranno. Erano circa le 17 di ieri, martedì 22 settembre, quando un uomo è riuscito a entrare nella loro abitazione, nel quartiere Stazione, mentre i due si trovavano in casa.
Torsi, presidente di In Associazione APS e figura da anni impegnata nell’associazionismo legato alla disabilità e all’inclusione a Livorno, era in cucina con la moglie quando ha sentito dei rumori provenire dal salotto.
«Credevo fosse il gatto o la canina»
«Credevo fosse il gatto o la canina e invece era lui», racconta Torsi. Quando si è reso conto della presenza dell’intruso, lo ha affrontato senza pensarci e gli ha chiesto di andarsene.
Secondo il racconto di Torsi, l’uomo era entrato nell’abitazione alla ricerca di soldi. Una volta scoperto, si è scusato e avrebbe anche pronunciato la frase «sono uno stupido».
Aveva preso una borsa, ma prima di lasciare la casa l’ha restituita. Poi si è allontanato dall’abitazione.
Torsi ha immediatamente chiamato il 112 e ha avvisato anche i vicini. Sul posto sono quindi intervenute le forze dell’ordine per gli accertamenti sull’accaduto.
La paura dopo l’intrusione
Più della rabbia, a distanza di ore, resta soprattutto la paura per quanto accaduto. L’intrusione è avvenuta mentre in casa c’erano i proprietari e ha fatto emergere anche una preoccupazione molto personale per Torsi, che vive in carrozzina.
«Fortuna che non aveva coltelli e pistole», racconta. Poi spiega il sentimento che gli è rimasto dopo quell’incontro improvviso.
«Sapere di non potermi difendere o difendere la mia famiglia mi fa incazzare. Non sono cattivo o aggressivo, sono una persona buona e lo sarei anche in piedi. Ma in piedi non sono e mi rendo conto che così posso fare ben poco se non subire».
Quando la paura si unisce al senso di vulnerabilità
Quello raccontato da Torsi permette di comprendere un aspetto che spesso resta fuori dalla cronaca: cosa può accadere emotivamente quando una persona con disabilità subisce un’intrusione nella propria casa e percepisce di avere meno possibilità di reagire fisicamente.
La casa dovrebbe essere il luogo nel quale sentirsi maggiormente al sicuro. Dopo un episodio simile, però, quella sicurezza può incrinarsi. I rumori provenienti da un’altra stanza, una porta che si apre, qualcuno che si avvicina improvvisamente possono assumere un significato diverso rispetto a prima.
Per chi utilizza una carrozzina o ha una mobilità ridotta, alla paura dell’intrusione può aggiungersi il timore di non riuscire ad allontanarsi rapidamente, a proteggere una persona cara o semplicemente a gestire una situazione imprevedibile.
Non significa che una persona con disabilità sia necessariamente più fragile o incapace di reagire. Significa piuttosto che può essere costretta a fare i conti con ostacoli fisici che, in una situazione di emergenza, diventano improvvisamente molto più evidenti.
È proprio questo il senso delle parole di Torsi. La sua rabbia non nasce soltanto dal tentato furto o dall’aver trovato un estraneo dentro casa. Nasce anche dalla consapevolezza di una possibile asimmetria: «In piedi non sono e mi rendo conto che così posso fare ben poco se non subire».
Dietro quella frase c’è quindi una paura molto concreta: non poter controllare ciò che sta accadendo e non sapere se, nel momento del bisogno, si avrebbe la possibilità di proteggere se stessi o chi si ama.
Un volto dell’associazionismo livornese
Torsi è infatti una figura conosciuta nel mondo dell’associazionismo cittadino. È presidente di In Associazione APS e ha ricoperto anche il ruolo di presidente dell’Associazione Paraplegici Livorno, oltre a essere stato coordinatore della Consulta delle associazioni del Comune.
Negli anni ha seguito iniziative dedicate alla mobilità e all’autonomia delle persone con disabilità. Tra queste anche il progetto Social Taxi, servizio pensato per facilitare gli spostamenti delle persone con ridotta mobilità.
Questa volta, però, il tema dell’autonomia e della vulnerabilità è entrato direttamente nella sua vita privata. Non durante un incontro pubblico o attraverso una battaglia associativa, ma dentro casa, nel momento in cui un estraneo si è trovato improvvisamente davanti a lui e a sua moglie.
L’uomo, dopo essere stato scoperto, ha lasciato l’abitazione senza aggredire nessuno. La borsa è stata restituita e Torsi ha affidato alle forze dell’ordine la ricostruzione dell’accaduto.
