Legambiente aderisce alla manifestazione convocata dalla CGIL del 3 ottobre
Livorno 29 settembre 2026
Legambiente comunica la propria adesione alla manifestazione convocata dalla CGIL per sabato 3 ottobre, che ha per obiettivo quello di richiamare l’attenzione della comunità livornese sulla gravità della crisi occupazionale che si sta verificando nella nostra provincia.
Con l’adesione a questa manifestazione, Legambiente intende fornire solidarietà e vicinanza alle centinaia di famiglie che rischiano la perdita del posto di lavoro, ma anche fornire spunti di riflessione che aiutino la nostra comunità ad orientarsi verso nuove prospettive di sviluppo.
Il territorio della provincia di Livorno sarà teatro di trasformazioni molto significative: la Darsena Europa, la Bioraffineria ENI, il polo siderurgico di Piombino, il progetto Hydrogen Valley Toscana… Questi progetti hanno in comune un elemento fondamentale, quello di essere tutti fortemente energivori: il porto di Livorno, con l’elettrificazione delle banchine, l’operatività dei nuovi terminal, la gestione dei container refrigeranti; la Bioraffineria ENI col necessario utilizzo di idrogeno la cui produzione è ad oggi prevista da metano, così come per l’idrogeno prodotto da Hydrogen Valley Toscana; il polo siderurgico di Piombino, col forno elettrico. Di fronte a tutte queste trasformazioni del nostro territorio, occorre essere consapevoli che ci troviamo di fronte ad un bivio: accettare che esse procedano nel solco del modello di sviluppo tradizionale basato sul consumo di energie fossili, con conseguente aumento della produzione di gas climalteranti, costi energetici imprevedibilmente alti data la situazione geopolitica internazionale, aumento della dipendenza energetica; oppure concepire questo momento di evoluzione come l’occasione per modificare il modello, candidandoci a diventare un Hub Energetico innovativo, in grado di sviluppare la filiera dell’idrogeno verde, di gestire i consumi energetici della portualità attraverso le rinnovabili come avviene ormai da anni nei principali porti europei, così come per l’alimentazione dei forni elettrici dell’acciaieria. Le tecnologie sono mature, i costi delle rinnovabili sono ormai largamente competitivi, liberarsi dalla dipendenza energetica è sempre più urgente. Sta a noi scegliere! Un simile modello di sviluppo apre inoltre alla possibilità di evolvere verso un cluster industriale verde, dedicato alla produzione, all’assemblaggio e alla manutenzione e gestione di impianti eolici, alla ricerca di nuove fonti rinnovabili non ancora mature, alla produzione e riciclo di pannelli solari… con evidenti ricadute occupazionali. Un tale progetto richiede una sinergia tra tutti gli attori del territorio, imprese, sindacati, associazioni di categoria e istituzioni. Gli effetti della crisi climatica si fanno sempre più drammatici così come quelli connessi al decadimento del vecchio modello di sviluppo e questo dovrebbe indurre tutti gli attori sociali e politici ad accelerare il necessario processo di trasformazione ecologica. Giustizia sociale e giustizia climatica devono marciare assieme!
