Cronaca 1 Ottobre 2026

Falso ordingno in via di Salviano, denunciato un 46enne per procurato alarme

Livorno 1 ottobre 2026

Un presunto ordigno rudimentale tra due auto, l’intervento dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco e degli artificieri e, al termine degli accertamenti, la scoperta che si trattava di un manufatto privo di qualsiasi carica esplosiva e palesemente finto. È quanto accaduto nei giorni scorsi in via di Salviano, a Livorno, dove un 46enne è stato denunciato a piede libero per procurato allarme.

A intervenire sono stati i Carabinieri della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Livorno, dopo una segnalazione arrivata alla Centrale Operativa relativa alla presenza di un plico sospetto.

La segnalazione ha fatto scattare immediatamente le procedure di sicurezza previste in questi casi. L’area interessata è stata transennata e interdetta, mentre sul posto sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco e gli specialisti dell’Arma, gli Artificieri del Comando Provinciale di Firenze.

Al termine delle procedure di intervento, gli artificieri hanno accertato che il manufatto non conteneva alcuna carica esplosiva e risultava quindi innocuo, oltre a essere palesemente finto. Si è trattato dunque di un falso allarme.

Nonostante ciò, i Carabinieri hanno avviato immediatamente gli accertamenti per ricostruire l’accaduto e individuare il responsabile del posizionamento del manufatto. Le indagini hanno compreso l’acquisizione di informazioni e ulteriori verifiche, anche attraverso alcuni servizi di osservazione.

Gli accertamenti hanno consentito agli investigatori di identificare un 46enne, già gravato da segnalazioni, ritenuto colui che avrebbe posizionato il falso ordigno.

Secondo quanto riferito dai Carabinieri, l’uomo non risulterebbe appartenere ad alcuna area né sarebbe stato mosso dal gesto da particolari motivazioni. Una volta compiutamente identificato, è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità giudiziaria competente per il reato di procurato allarme.

L’episodio ha richiesto comunque l’attivazione delle procedure previste per la gestione di un possibile ordigno, con la conseguente mobilitazione dei soccorsi e degli specialisti artificieri, prima che gli accertamenti permettessero di escludere qualsiasi pericolo reale.

 

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