Nuovo ospedale Livorno, Franchi (PD): “Basta allarmismi, sul finanziamento la Regione ha aumentato le risorse”
Livorno 8 ottobre 2026
«Sul nuovo ospedale di Livorno è arrivato il momento di rimettere in fila i fatti, a partire da quelli finanziari. Perché continuare a citare i 195 milioni inizialmente previsti senza spiegare cosa è successo dopo significa raccontare solo una parte della storia».
Lo dice Alessandro Franchi, consigliere regionale e segretario provinciale del Partito Democratico, intervenendo sulle ultime polemiche riguardanti la realizzazione del nuovo ospedale di Livorno.
«Il progetto del nuovo ospedale – ricorda Franchi – nasce con una previsione di investimento di 195 milioni di euro, a cui si aggiungevano le risorse per gli arredi, finanziato con risorse provenienti dal fondo nazionale ex art. 20. Ma quel quadro finanziario è diventato progressivamente insufficiente rispetto all’evoluzione del progetto e all’aumento dei costi. Nel frattempo, il Governo Meloni non ha rimpinguato il finanziamento nazionale dell’edilizia sanitaria in misura adeguata alle necessità degli investimenti, rendendo ancora più difficile sostenere opere di questa dimensione, un comportamento che dovrebbe spiegare, visto che l’ultimo finanziamento è stato fatto dai governi di centrosinistra. A quel punto la Regione ha fatto una scelta netta: non mettere in discussione il nuovo ospedale di Livorno e trovare una soluzione finanziaria capace di garantire l’opera. È stata individuata la strada dell’INAIL, che ha inserito l’intervento nella propria programmazione per circa 300 milioni di euro.
Questo – prosegue Franchi – significa una cosa molto semplice: il quadro delle risorse destinate al nuovo ospedale è passato dai 195 milioni inizialmente previsti a circa 300 milioni, proprio per adeguare il finanziamento all’opera che deve essere realizzata. Non è quindi corretto raccontare che i soldi siano stati tolti al nuovo ospedale di Livorno e destinati altrove. È accaduto il contrario: la Regione ha individuato una fonte di finanziamento diversa e più consistente per garantire la realizzazione dell’intervento. Ora bisogna essere altrettanto chiari sull’iter. Il passaggio all’INAIL non è un semplice cambio di intestazione finanziaria: richiede il completamento del progetto definitivo, la sua approvazione attraverso la conferenza dei servizi, prima di arrivare alla gara e all’affidamento dei lavori. È un percorso complesso, con passaggi ancora da completare, ma è il percorso che deve portare alla realizzazione dell’ospedale.
«Come annunciato dall’azienda sanitaria – continua il consigliere regionale – si sta arrivando alla fase autorizzativa. È quindi giusto chiedere tempi certi e il massimo impegno per accelerare ogni passaggio, ma è altrettanto sbagliato trasformare ogni procedura ancora in corso nella prova che l’opera non si farà. Questo non significa negare che ci siano stati ritardi rispetto alle previsioni iniziali, ma distinguendo i ritardi dell’iter dalla volontà di realizzare l’opera. Il progetto c’è, la fonte di finanziamento è stata individuata, le risorse sono aumentate in modo significativo e ora ci sono passaggi amministrativi e tecnici da portare a compimento. Per questo condivido l’appello alla collaborazione istituzionale. Il nuovo ospedale di Livorno non deve diventare terreno di una contrapposizione politica permanente. Tutti coloro che hanno responsabilità istituzionali, a Livorno, in Toscana e a Roma, dovrebbero lavorare per accompagnare il progetto, affrontare insieme eventuali problemi e accelerare i passaggi che ancora mancano».
«Livorno, insomma, non ha bisogno di una nuova guerra di numeri. Ha bisogno che si lavori tutti nella stessa direzione per vedere partire il cantiere del nuovo ospedale. La Regione ha scelto di mettere in campo una soluzione finanziaria più consistente di quella iniziale. Ora – conclude – istituzioni e politica devono fare la loro parte per arrivare alla realizzazione dell’opera».
