Casa di Comunità nei Quartieri Nord, Guarducci (FI): è tutto fermo
Livorno 9 ottobre 2026
“La sanità territoriale è un presidio fondamentale per garantire ai cittadini cure accessibili, vicine e integrate con i servizi sociali. Le Case di Comunità, in questo contesto, rappresentano uno degli strumenti principali per rafforzare questa rete, avvicinando i servizi alle persone e contribuendo a ridurre la pressione sul pronto soccorso ospedaliero.
Per i quartieri nord di Livorno, però, questo obiettivo rischia ancora una volta di restare sulla carta.
Il principale punto di riferimento socio-sanitario dell’area è oggi il Centro Socio Sanitario Livorno Nord di via Fiera di Sant’Antonino 3, che però presenta evidenti problemi strutturali e seri limiti nell’offerta di servizi.
Da tempo è previsto il superamento dell’attuale struttura attraverso la realizzazione di una nuova Casa di Comunità,. nn intervento strategicoper dare una risposta strutturale ai bisogni sanitari dei quartieri nord.
Il problema è che, a oggi, il progetto non è ancora entrato nella fase operativa. Dalle parole, troppe, non si è mai poassati ai fatti. E purtroppo nulla lascia prevedere una soluzione a breve-medio termine.
Il piano originario prevedeva il trasferimento temporaneo dei servizi nell’ex Ferrhotel di via Provinciale Pisana, così da poter liberare l’attuale distretto, procedere alla demolizione e avviare la ricostruzione. Quella soluzione è però definitivamente saltata.
Nel frattempo sono state annunciate nuove possibilità, fino all’ipotesi dell’area ex Ghiomelli. Ma anche in questo caso siamo ancora nella fase delle valutazioni e degli approfondimenti: il percorso amministrativo e tecnico deve ancora essere definito.
Ed è proprio qui che emerge il problema politico: un intervento considerato strategico per la sanità territoriale dei quartieri nord continua a essere rinviato nel tempo.
Il cronoprogramma originario prevedeva l’apertura della nuova struttura già nel 2025. Quella scadenza è ormai ampiamente superata e oggi si parla di tempi molto più lunghi, con l’iter di finanziamento collegato all’articolo 20 della legge 67/1988.
Non è sufficiente continuare a dire che la Casa di Comunità si farà, come è stato ripetuto da Comune e Asl Toscana Nord Ovest, nel corso della recente commissione congiunta sulla sanità livornese.I cittadini hanno bisogno di sapere quando, dove e con quali tempi concreti.
Una difficoltà logistica non può diventare il motivo per cui un investimento così importante rimane per anni in una fase interlocutoria. Se la soluzione Ferrhotel non era praticabile, bisognava individuare rapidamente un’alternativa. Da consigliere di opposizione continuerò quindi a chiedere chiarezza, trasparenza e tempi verificabili.
Non è una questione di appartenenza politica. È una questione di responsabilità verso i cittadini: sul tema della sanità in particolare, non mollerò di un millimitro dalla mia funzione di indirizzo e di controllo!
Comune, Regione e Asl Toscana Nord Ovest devono assumersi fino in fondo il compito di sbloccare un progetto che riguarda un’area importante della città e migliaia di cittadini. Ora basta: non servono altri annunci. Serve una tabella di marcia.
Nel discutere la mozione che ho presentato in commissione, il direttore amministrativo dell’Asl Toscana Nord Ovest ha ammesso – con grande onestà – che il progetto, allo stato attuale, è fermo. Ha riibadito che resta l’intenzione di demolire l’attuale distretto e ricostruire una nuova struttura.
Ma ha spiegato che, al momento, non è stato ancora individuato l’edificio nel quale trasferire temporaneamente i servizi sanitari.
È proprio questo il nodo che rischia di trasformare un progetto necessario in un’attesa senza una prospettiva certa.
E allora bisogna cambiare passo, col Comune che deve incalzare Asl e Regione su una questione così rilevante. Servono una sede individuata, un percorso autorizzativo definito, un cronoprogramma aggiornato e scadenze che possano essere rispettate e verificate pubblicamente.
La sanità territoriale non può essere una promessa da rinviare di anno in anno. I quartieri nord non chiedono privilegi: chiedono servizi sanitari adeguati, accessibili e vicini alle persone. E soprattutto chiedono di sapere quando potranno finalmente contare sulla nuova Casa di Comunità.
Perché un progetto da milioni di euro, destinato a cambiare l’offerta sanitaria di un’intera parte della città, non può continuare a vivere soltanto negli atti, nei programmi e negli annunci.
I quartieri Nord nord non possono essere considerati un’area di serie B della città.
I suoi 18mila residenti hanno lo stesso diritto degli altri livornesi a una sanità efficiente e vicina.
La periferia Nord ha bisogno di una struttura sanitaria moderna. Ma, prima ancora, ha bisogno di una data e di un impegno preciso”.
E’ quanto dichiara il consigliere comunale Alessndro Guarducci (FI)
